{"id":29640,"date":"2026-11-04T12:43:00","date_gmt":"2026-11-04T12:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=29640"},"modified":"2026-11-04T12:43:00","modified_gmt":"2026-11-04T12:43:00","slug":"andreoni-italia-in-sofferenza-investimenti-troppo-bassi-rispetto-alleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=29640","title":{"rendered":"Andreoni: &#8220;Italia in sofferenza, investimenti troppo bassi rispetto all\u2019Europa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;La ricerca italiana \u00e8 in grande sofferenza. Gli investimenti sono troppo scarsi anche rispetto agli altri Paesi europei: in Italia si destina alla ricerca solo l\u20191,37% del Pil, contro una media europea del 2,1%. In questo scenario, bandi come quelli di Gilead rappresentano un esempio importante di collaborazione tra ricerca pubblica indipendente e privata, una sinergia che pu\u00f2 contribuire a mantenere l\u2019Italia ai vertici della ricerca internazionale&#8221;. Lo ha detto Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all\u2019universit\u00e0 Tor Vergata di Roma, membro del Consiglio superiore di sanit\u00e0 e presidente della Commissione giudicatrice Fellowship Program, intervenendo all\u2019incontro &#8216;Generare innovazione. Creare salute&#8217;, a Roma, durante il quale sono stati annunciati i progetti vincitori della 15esima edizione dei Bandi Gilead.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Avendo avuto la possibilit\u00e0 di partecipare come commissario a diversi bandi Gilead negli ultimi anni, ho potuto constatare l\u2019altissimo livello delle proposte di ricerca presentate dai ricercatori italiani. Il bando \u00e8 diventato un appuntamento atteso e un punto di riferimento per la ricerca nel nostro Paese&#8221; ha aggiunto Andreoni, sottolineando come la &#8220;carenza di finanziamenti rischi di compromettere la capacit\u00e0 dell\u2019Italia di mantenere il proprio ruolo scientifico in ambiti come infettivologia, oncologia ed ematologia&#8221;. Un problema che riguarda soprattutto le nuove generazioni. &#8220;La mancanza di fondi rende l\u2019Italia sempre meno attrattiva per i giovani ricercatori, che spesso sono costretti ad andare all\u2019estero per poter svolgere le proprie attivit\u00e0. \u00c8 un trend che deve essere interrotto. I ricercatori italiani si sono sempre dimostrati all\u2019altezza dei massimi livelli della ricerca internazionale, ma hanno bisogno di strumenti, risorse e strutture adeguate per esprimere le proprie capacit\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Per Andreoni, occorre quindi &#8220;ripensare le strategie nazionali di finanziamento&#8221; e rafforzare il sistema della ricerca. &#8220;Bisogna ottenere fondi finalizzati alla ricerca e ristrutturare le sedi in cui si svolge l\u2019attivit\u00e0 scientifica, cos\u00ec da dare ai giovani la possibilit\u00e0 di esprimere il proprio talento e rendere nuovamente l\u2019Italia un Paese ai vertici della ricerca internazionale&#8221; ha aggiunto. Fondamentale anche il rapporto tra pubblico e privato. &#8220;Dobbiamo cambiare mentalit\u00e0 e considerare la collaborazione tra ricerca pubblica e privata un valore aggiunto. Lo Stato e le istituzioni dovrebbero favorire la ricerca delle aziende farmaceutiche e fare in modo che si integri sempre di pi\u00f9 con quella accademica. Le potenzialit\u00e0 sono altissime, ma non bastano: per raggiungere risultati servono gli strumenti per fare ricerca&#8221;, ha concluso.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;La ricerca italiana \u00e8 in grande sofferenza. 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