{"id":30248,"date":"2026-11-06T18:39:21","date_gmt":"2026-11-06T18:39:21","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=30248"},"modified":"2026-11-06T18:39:21","modified_gmt":"2026-11-06T18:39:21","slug":"la-silicon-valley-cerca-unaltra-giravolta-ma-i-dem-hanno-il-dente-avvelenato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=30248","title":{"rendered":"La Silicon Valley cerca un&#8217;altra giravolta. Ma i dem hanno il dente avvelenato"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; C&#8217;\u00e8 un discreto imbarazzo nella Silicon Valley, dove per due anni i pi\u00f9 potenti imprenditori del pianeta hanno gareggiato per conquistare l&#8217;attenzione di Donald Trump. Donazioni elettorali, cene a Mar-a-Lago, finanziamenti per la nuova sala da ballo della Casa Bianca, il film su Melania Trump generosamente promosso da Amazon. In cambio, la promessa di lasciare correre l&#8217;intelligenza artificiale senza troppe regole. La scommessa \u00e8 stata, dal punto di vista industriale e finanziario, vinta: mostrarsi entusiasti con il Commander-in-Chief ha portato in alcuni casi a decuplicare il valore in borsa. \u00a0<\/p>\n<p>Dal lato politico, per\u00f2, le cose non hanno girato allo stesso modo: dopo l&#8217;onda blu delle elezioni di met\u00e0 mandato, ora i miliardari tecnologici stanno cercando un modo di farsi ricevere dai democratici.\u00a0<\/p>\n<p>La storia ha precedenti illustri. La Silicon Valley fu il salotto buono di Barack Obama, finanzi\u00f2 Hillary Clinton e sostenne Joe Biden, salvo scoprire, tra antitrust e regolazione tecnologica, che il Partito democratico aveva smesso di essere un alleato cos\u00ec conveniente. Nel 2024 Elon Musk, Marc Andreessen e altri protagonisti del venture capital abbracciarono Trump, e Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e diversi amministratori delegati si adeguavano al nuovo corso con maggiore prudenza. Alla cerimonia d&#8217;insediamento del 2025 sembrava la consacrazione di un&#8217;alleanza destinata a durare. \u00c8 durata meno di due anni.\u00a0<\/p>\n<p>La rivolta contro i padroni dell&#8217;AI\u00a0<\/p>\n<p>Le midterm hanno consegnato ai democratici entrambe le camere del Congresso e diversi governatorati strategici. Ma soprattutto hanno rivelato qualcosa che i miliardari tecnologici avevano sottovalutato: l&#8217;AI \u00e8 diventata un problema elettorale, e non soltanto per i democratici.\u00a0<\/p>\n<p>In 40 dei 41 &#8220;referendum&#8221; locali, gli elettori hanno sostenuto limitazioni o blocchi alla costruzione di nuovi data center. Un fenomeno particolarmente evidente in Ohio, Texas e Georgia, dove i candidati democratici hanno trasformato il costo dell&#8217;elettricit\u00e0, il consumo di acqua e gli sgravi fiscali concessi ai giganti tecnologici in temi di battaglia politica. In Texas Gina Hinojosa, nuova governatrice democratica, ha promesso una moratoria sui nuovi impianti.\u00a0<\/p>\n<p>Le conseguenze sono tutt&#8217;altro che teoriche. Secondo Evercore ISI, Texas, Georgia e Ohio rappresentano oltre il 40% della capacit\u00e0 di data center pianificata negli Stati Uniti. Brad Gerstner, investitore della Silicon Valley, stima che fino al 35% delle nuove costruzioni previste per il prossimo anno potrebbe essere a rischio.\u00a0<\/p>\n<p>A Wall Street il messaggio \u00e8 arrivato con una certa brutalit\u00e0: gioved\u00ec 5 novembre il Nasdaq ha perso il 5,5%, bruciando circa 2.500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Non tutta colpa delle elezioni, naturalmente. Da mesi gli investitori si interrogano sulla sostenibilit\u00e0 degli investimenti nell&#8217;AI, sui debiti contratti per finanziarli e su un sistema in cui, come ha osservato la Banca dei regolamenti internazionali, quasi il 29% delle operazioni di investimento delle imprese AI riguarda altre imprese AI. Un circuito che funziona magnificamente finch\u00e9 tutti continuano a investire.\u00a0<\/p>\n<p>Le prime giravolte, intanto, sono gi\u00e0 cominciate. Gioved\u00ec OpenAI ha annunciato un &#8220;National Community Compact&#8221;: maggiore trasparenza sui consumi energetici e idrici, niente accordi di riservatezza con le amministrazioni locali salvo eccezioni limitate, impegno a pagare interamente l&#8217;elettricit\u00e0 e gli aggiornamenti delle reti necessari ai propri data center. Un nuovo linguaggio, molto pi\u00f9 vicino alle richieste dei democratici che alla deregolamentazione trumpiana. \u00a0<\/p>\n<p>Sam Altman, che aveva donato un milione di dollari al fondo per l&#8217;insediamento di Trump, deve ora fare i conti con una situazione decisamente meno favorevole. Greg Brockman, presidente di OpenAI, aveva gi\u00e0 rinunciato a versare altri 25 milioni di dollari a un comitato favorevole all&#8217;industria dell&#8217;AI, dopo le proteste interne dei dipendenti.\u00a0<\/p>\n<p>Anche Meta si sta attrezzando. Il Financial Times racconta che Brian Rice, dirigente vicino ai democratici, ha assunto maggiore centralit\u00e0 dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;uscita di Joel Kaplan, storico lobbista repubblicano. Palantir e Meta hanno cercato nuovi interlocutori a Washington, mentre OpenAI ha assunto Jessica Schumer, figlia del leader democratico al Senato Chuck Schumer.\u00a0<\/p>\n<p>Dina Powell McCormick, presidente di Meta, ha ammesso al WSJ che costruire nuovi data center negli Stati Uniti diventer\u00e0 molto pi\u00f9 difficile, tanto da spingere le aziende a valutare investimenti all&#8217;estero. Ha per\u00f2 raccontato che uno dei governatori democratici appena eletti, nonostante una campagna contro i data center, l&#8217;ha gi\u00e0 invitata a incontrarsi dopo l&#8217;insediamento per evitare di perdere investimenti e posti di lavoro. La politica ha i suoi principi, ma anche le sue bollette.\u00a0<\/p>\n<p>La risposta non \u00e8 scontata. Greg Casar, presidente del gruppo progressista alla Camera, ha avvertito che i democratici devono chiedere conto ai miliardari dell&#8217;AI del loro ruolo politico, non limitarsi a incassarne gli assegni. Il senatore Ed Markey ha promesso, scherzando, una tale quantit\u00e0 di mandati di comparizione che servir\u00e0 piantare nuove foreste.\u00a0<\/p>\n<p>Nel mirino ci sono Musk, i suoi contratti federali e il suo ruolo nell&#8217;amministrazione Trump, ma anche David Sacks, i rapporti tra industria e Casa Bianca e le decisioni favorevoli a Nvidia sulle esportazioni di chip verso la Cina. Elizabeth Warren chiede da tempo di convocare in audizione giurata Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia.\u00a0<\/p>\n<p>La frattura \u00e8 anche generazionale e politica. Figure come James Talarico in Texas, Abdul El-Sayed in Michigan e Jon Ossoff in Georgia hanno fatto dell&#8217;opposizione al potere dei miliardari uno dei temi della campagna elettorale. E Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn rimasto fedele ai democratici, ha gi\u00e0 avvertito che le voci Maga della Silicon Valley non potranno pi\u00f9 parlare a nome dell&#8217;intero settore.\u00a0<\/p>\n<p>Naturalmente non tutti i democratici vogliono fermare l&#8217;AI, n\u00e9 il Congresso dispone di una strategia condivisa. Trump conserva il potere di veto, mentre governatori e amministratori locali possono intervenire sulle autorizzazioni. E un&#8217;economia che deve una parte importante della propria crescita agli investimenti tecnologici non pu\u00f2 permettersi di bloccarli senza conseguenze.\u00a0<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;ultima complicazione, che non sfugge ai diretti interessati: anche il Partito repubblicano comincia a prendere le distanze dai suoi ricchissimi sostenitori. Alcuni esponenti conservatori accusano i miliardari dell&#8217;AI di aver trascinato il partito in una battaglia impopolare, finanziando campagne e progetti che gli elettori non volevano. La Silicon Valley rischia cos\u00ec di ritrovarsi sgradita a entrambi gli schieramenti.\u00a0<\/p>\n<p>FT cita un dirigente di una grande azienda tecnologica che ammette di voler fare &#8220;hedging&#8221;, distribuire le proprie scommesse politiche, nell&#8217;eventualit\u00e0 che fra due anni siano i democratici a subire il contraccolpo elettorale. Una strategia comprensibile, visto che la politica americana \u00e8 un tipo particolarmente volatile di investimento.\u00a0<\/p>\n<p>La differenza, rispetto alle precedenti giravolte, \u00e8 che stavolta non basta cambiare candidato. Bisogna convincere milioni di americani che la rivoluzione dell&#8217;AI porter\u00e0 benefici anche a loro, e non soltanto a chi possiede i data center. Un&#8217;impresa forse pi\u00f9 complicata di ottenere una cena alla Casa Bianca.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C&#8217;\u00e8 un discreto imbarazzo nella Silicon Valley, dove per due anni i pi\u00f9 potenti imprenditori del pianeta hanno gareggiato per conquistare l&#8217;attenzione di Donald Trump. Donazioni elettorali, cene a Mar-a-Lago, finanziamenti per&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":30249,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[3],"class_list":["post-30248","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30248"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30248\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30249"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}