{"id":30436,"date":"2026-11-08T09:34:33","date_gmt":"2026-11-08T09:34:33","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=30436"},"modified":"2026-11-08T09:34:33","modified_gmt":"2026-11-08T09:34:33","slug":"midterm-usa-follini-dopo-sconfitta-trumpismo-leuropa-si-gioca-il-suo-destino-di-potenziale-superpotenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=30436","title":{"rendered":"Midterm Usa, Follini: &#8220;Dopo sconfitta trumpismo l\u2019Europa si gioca il suo destino di potenziale superpotenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Le elezioni americane ci ricordano che in democrazia l\u2019estremismo ha quasi sempre il fiato corto. Dapprima infiamma gli animi. E poi, quando viene messo alla prova, finisce spesso vittima di se stesso. A quel punto, o diventa feroce oppure si trasforma in un\u2019anatra zoppa, vedi Trump. Almeno finch\u00e9 reggono gli argini della democrazia, la sfida autoritaria prima o poi finisce per essere vittima di se stessa.\u00a0<\/p>\n<p>Ne possiamo trarre una nota di conforto, certo. Ma senza dimenticare tutti gli strappi e le lacerazioni che la seconda presidenza di Trump ha inferto al tessuto civile americano e al sistema di relazioni del pianeta. Troppo perch\u00e9 l\u2019argomento si possa chiudere fin da adesso in nome del lieto fine che gi\u00e0 viene annunciato. E troppo perch\u00e9 non si cerchi di stare in guardia dal rischio di una sorta di postumo contagio.\u00a0<\/p>\n<p>E\u2019 pur vero che la sconfitta del trumpismo appare (quasi) inesorabile. Ed \u00e8 anche assai probabile che il pedaggio si riveler\u00e0 assai costoso per i suoi eredi politici, a partire dal vicepresidente Vance. Un po\u2019 perch\u00e9 i numeri sono quelli che sono e non promettono molto di buono in vista delle prossime presidenziali. Un po\u2019 perch\u00e9 il carattere non propriamente altruista del 47\u00b0 presidente lascia intuire che il suo ego sar\u00e0 indotto a preferire un presidente di un altro colore piuttosto che un successore che ne oscuri le gesta mentre a lui dovrebbe toccare il disdoro della china discendente.\u00a0<\/p>\n<p>Ma anche immaginando che gli Stati Uniti tornino quelli di prima, quasi mettendo tra parentesi la stagione trumpiana (ed \u00e8 un\u2019immaginazione fin troppo generosa) resta il fatto che sar\u00e0 assai difficile restaurare l\u2019atlantismo per come lo abbiamo conosciuto. Infatti, appare in pieno svolgimento un processo che tende a disallineare i destini delle due rive dell\u2019Atlantico, tra un\u2019America che vira, per cos\u00ec dire, a sinistra e alcuni cruciali paesi europei che sembrano voler virare dalla parte opposta. Da questa parte dell\u2019oceano si profila infatti l\u2019onda di piena di una destra che, pur tenendosi a una minima distanza dal movimento Maga, finisce per condividerne l\u2019idea che ognuno debba pensare a s\u00e9 e che il vecchio e caro atlantismo debba finire al pi\u00f9 presto in una soffitta buia e polverosa.\u00a0<\/p>\n<p>Per un\u2019America che forse -forse- vorrebbe tornare ad essere quella di prima, c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte un concerto europeo che si fa sempre pi\u00f9 fatica ad armonizzare. E che magari rischier\u00e0 di diventare assai pi\u00f9 disordinato all\u2019indomani della stagione elettorale che si sta aprendo. Laddove in Spagna la vittoria della destra (compresi i franchisti di Vox) viene considerata assai probabile, in Francia l\u2019ascesa di Marine Le Pen appare quasi -quasi- scontata e in Germania nessuno sa bene come frenare l\u2019onda di piena dell\u2019Afd. Ora, non si discute solo di destra e di sinistra, alla vecchia maniera. Si discute di europeismo e di nazionalismo. E cio\u00e8 della concreta possibilit\u00e0 che prendano il sopravvento le forze che si muovono in una logica di progressivo allentamento di quei vincoli europei che hanno fatto a lungo la nostra fortuna. E che oggi per\u00f2 vengono presi di mira dalle formazioni che sembrano andare per la maggiore.\u00a0<\/p>\n<p>Senza considerare il fatto che proprio il risultato del mid term americano potrebbe spingere il presidente in carica a rivolgere ancora pi\u00f9 il suo umore -gi\u00e0 non troppo ben disposto- verso quel sentimento anti-europeo che non sembra mai essergli stato alieno. Un po\u2019 per convinzione personale, un po\u2019 perch\u00e9 pu\u00f2 trovare su quel terreno qualche riscontro presso quegli ambienti isolazionisti che da sempre spingono perch\u00e9 i due lembi dell\u2019Oceano si allarghino il pi\u00f9 possibile.\u00a0<\/p>\n<p>Si profila insomma una forte turbolenza lungo le rotte dell\u2019Atlantico. Come a dire che all\u2019indebolimento di quelle logiche di (pre)potenza di cui \u00e8 tuttora simbolo la presidenza di Trump rischia ora di giustapporsi un netto rafforzamento del sovranismo nazionalistico nei principali paesi europei. Come a riflettere, in un\u2019immagine allo specchio, una comune volont\u00e0 di disconnettere quelli che una volta apparivano come i nostri destini inesorabilmente comuni.\u00a0<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 molto tempo per evitare questo esito. E non basta consolarsi per qualche pronunciamento elettorale -in Ungheria, in Serbia- che promette un esito diverso. Nel giro di una manciata di mesi l\u2019Europa si giocher\u00e0 il suo destino di potenziale superpotenza. E se non riuscir\u00e0 in questa impresa, non servir\u00e0 a molto il festeggiamento per le difficolt\u00e0 di Trump.\u00a0<\/p>\n<p>Argomento su cui le due met\u00e0 della politica italiana dovrebbero magari sforzarsi di ragionare in un\u2019ottica di sistema, di interesse generale. Cercando di non pagare prezzi troppo alti a quelle forze neo-populiste annidate nei loro paraggi che stanno lavorando alacremente per portarci su tutt\u2019altra rotta&#8221;. (di Marco Follini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>politica<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Le elezioni americane ci ricordano che in democrazia l\u2019estremismo ha quasi sempre il fiato corto. Dapprima infiamma gli animi. 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