{"id":3567,"date":"2024-10-25T17:54:17","date_gmt":"2024-10-25T17:54:17","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=3567"},"modified":"2024-10-25T17:54:17","modified_gmt":"2024-10-25T17:54:17","slug":"mostre-al-via-i-grandi-collettori-lungotevere-linfrastruttura-nascosta-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=3567","title":{"rendered":"Mostre, al via &#8216;I grandi collettori lungotevere&#8217;, l&#8217;infrastruttura &#8216;nascosta&#8217; di Roma"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un evento espositivo per raccontare in maniera documentale una infrastruttura storica della citt\u00e0. A questo \u00e8 dedicata la mostra fotografica: \u201cI grandi collettori lungotevere. Una monumentale infrastruttura nascosta per Roma Capitale\u201d inaugurata oggi nella sede dell\u2019Archivio di Stato di Roma, Complesso di Sant\u2019Ivo alla Sapienza e in programma fino al 29 novembre. La mostra si inserisce nella serie di eventi espositivi &#039;Racconti dalle carte dell\u2019Ufficio speciale per il Tevere e l\u2019Agro Romano&#039; (https:\/\/archiviodistatoroma.cultura.gov.it\/tag\/uffico-speciale-del-genio-civile-per-il-tevere-e-lagro-romano\/), curati dall\u2019Archivio di Stato di Roma in collaborazione con l\u2019universit\u00e0 degli studi di Roma Tor Vergata, potendo inoltre contare sul partenariato scientifico di Acea Ato2 e della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali. \u00a0Con il patrocinio di Tevere Day &#8211; evento collaterale dell\u2019edizione 2024 e Aipai &#8211; Associazioni Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale. L\u2019evento \u00e8 a cura di Vincenzo De Meo (Archivio di Stato di Roma), Ilaria Giannetti e Stefania Mornati (Dicii, universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata), Massimo Spizzirri (Acea Ato2), con il coordinamento di Elena Eramo (DICII, universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata). Negli anni in cui Roma diviene la nuova capitale del Regno la soluzione alle devastazioni provocate dalle continue inondazioni che da secoli ne affliggevano le aree pi\u00f9 depresse non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rimandata. \u00a0Nel dicembre 1870, una straordinaria piena allaga la parte bassa della citt\u00e0, raggiungendo, l\u2019altezza di 17,22 metri misurato allo 0 dell\u2019idrometro di Ripetta. Il 1\u00b0 gennaio 1871 il Governo italiano affida a una Commissione d\u2019ingegneri idraulici l\u2019incarico di \u201cstudiare e proporre i mezzi di rendere le piene del Tevere innocue alla citt\u00e0 di Roma\u201d. La Commissione \u00e8 presieduta dall\u2019ingegnere Carlo Possenti, allora senatore e vicepresidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, e composta da undici tecnici, tra i quali Raffaele Canevari.\u00a0Il 7 dicembre 1871 la Commissione propone un progetto che, in seguito noto come \u201cprogetto Canevari\u201d, \u00e8 adottato come base per la compilazione del progetto de\ufb01nitivo della sistemazione del Tevere in Roma, con il fine di creare nel tratto urbano del fiume un alveo regolare largo 100 metri, delimitato da monumentali sponde murarie pressoch\u00e9 verticali. I muraglioni insommergibili alle piene, presentano, al piede, ampie banchine di approdo e, sulla sommit\u00e0, nuove strade lungotevere il cui tracciato coincide con quello delle gallerie dei collettori delle fognature cittadine. Nel progetto, i collettori sono considerati parte integrante della difesa idraulica della citt\u00e0, in quanto la mancanza di manutenzione del sistema fognario antico \u2013 che risale al VI sec. a.C., sviluppato nell\u2019et\u00e0 imperiale come capolavoro dell\u2019ingegneria idraulica romana, poi potenziato con lo sviluppo urbanistico della citt\u00e0 rinascimentale \u2013 contribu\u00ec a peggiorare gli effetti dannosi delle inondazioni.\u00a0Prima dell\u2019avvio dei cantieri, il disegno dell\u2019argine di Canevari \u00e8 rielaborato dai tecnici dell\u2019Ufficio speciale per la sistemazione del Tevere, rendendo le gallerie dei collettori indipendenti dalla struttura dei muri di sponda. Il progetto dei grandi collettori assume, cos\u00ec, i caratteri di una vicenda edilizia autonoma che si sviluppa parallelamente alla realizzazione dei muraglioni: la sua ricostruzione avviata attraverso la lettura delle carte sparse negli archivi storici, restituisce la cronaca di un monumentale cantiere che, diffuso sul territorio, accompagna la costruzione di Roma contemporanea, dalla \ufb01ne dell\u2019ottocento agli anni venti del novecento, fornendo interessanti tracce delle contaminazioni tra la storia dell\u2019ingegneria e quella della citt\u00e0.\u00a0Oggi i collettori bassi costituiscono una infrastruttura fondamentale dell\u2019assetto fognario attuale della citt\u00e0 di Roma e una monumentale opera di ingegneria idraulica, tutta da riscoprire. In questo senso, gli studi presentati in questa mostra contribuiscono alla conoscenza, tutela e valorizzazione di questa monumentale infrastruttura. La mostra rappresenta il quinto evento espositivo della stessa serie, avviata nel 2020, nell\u2019ambito di accordi di collaborazione scienti\ufb01ca tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Informatica (Dicii) dell\u2019universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata e l\u2019Archivio di Stato di Roma per la valorizzazione del fondo archivistico del Genio civile di Roma, collezione documentaria fondamentale anche per i processi di tutela e salvaguardia del patrimonio costruito storico della citt\u00e0 di Roma.\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un evento espositivo per raccontare in maniera documentale una infrastruttura storica della citt\u00e0. A questo \u00e8 dedicata la mostra fotografica: \u201cI grandi collettori lungotevere. 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