{"id":3788,"date":"2024-10-27T07:27:59","date_gmt":"2024-10-27T07:27:59","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=3788"},"modified":"2024-10-27T07:27:59","modified_gmt":"2024-10-27T07:27:59","slug":"diabete-puo-accelerare-declino-cognitivo-esperti-troppo-glucosio-tossico-per-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=3788","title":{"rendered":"Diabete pu\u00f2 accelerare declino cognitivo, esperti: &#8220;Troppo glucosio tossico per il cervello&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il diabete \u00e8 un fattore di rischio per declino cognitivo e demenza. Ad accendere i riflettori sull&#039;effetto &quot;tossico&quot; che il troppo glucosio pu\u00f2 avere sul cervello sono gli esperti riuniti a Rimini per il 30esimo congresso nazionale della Societ\u00e0 italiana di diabetologia (Sid). Sul totale delle persone con diabete &#8211; spiegano gli specialisti &#8211; circa il 67% ha pi\u00f9 di 65 anni, uno su 5 ha pi\u00f9 di 80 anni. Il dato racconta che il diabete \u00e8 comune nell&#039;et\u00e0 in cui si verifica un calo delle funzioni cognitive: i primi segni della demenza interessano il 20% degli over 65 e uno su 3 sviluppa una forma conclamata nei 5 anni successivi. Ma in presenza di diabete, il declino accelera, colpa dell&#039;eccesso di glucosio e di altri fattori metabolici. \u00a0&quot;La persona con diabete mellito \u00e8 pi\u00f9 esposta a diverse forme di decadimento cognitivo e malattie neurodegenerative, determinando un notevole impatto sulla qualit\u00e0 della vita della persona stessa e del nucleo familiare. Inoltre, secondo i dati provenienti dal registro &#039;Reposi&#039; (Registro Politerapie della Societ\u00e0 Italiana di Medicina Interna) la demenza rappresenta la prima causa di morte nei soggetti con diabete anziani e ospedalizzati, quando confrontati con soggetti di pari et\u00e0 &#8211; spiega Carla Greco, creator della sessione e Coordinatore nazionale YoSid (Gruppo Giovani della Sid) &#8211; Congiuntamente al controllo glicemico, le condizioni spesso associate al diabete di tipo 2 del soggetto adulto, in particolare le complicanze vascolari, contribuiscono ad incrementare la vulnerabilit\u00e0 cerebrale agli effetti tossici dell&#039;iperglicemia&quot;. \u00a0&quot;L&#039;invecchiamento induce cambiamenti nella composizione corporea come la perdita di massa muscolare e di osso e l&#039;aumento della massa grassa che aumenta il rischio di sviluppare diabete. Tra le diverse comorbilit\u00e0, la demenza \u00e8 tra le pi\u00f9 comuni nelle persone con diabete di pi\u00f9 di 70 anni: deterioramento cognitivo e fragilit\u00e0 hanno in comune anche meccanismi come lo stress ossidativo e l&#039;origine metabolica&quot;,  sottolinea Angelo Avogaro, presidente Sid.\u00a0Inoltre, l&#039;eccesso di zuccheri nel sangue &#8211; fanno notare dalla Sid &#8211; produce sostanze tossiche e l&#039;ipoglicemia determina una sofferenza dei neuroni in pochi minuti. Ecco perch\u00e9 il controllo glicemico della popolazione diabetica anziana rappresenta una sfida ulteriore per proteggere domini cognitivi come memoria, attenzione e attivit\u00e0 psicomotorie legate il cui funzionamento garantisce l\u2019autonomia della persona. Studi longitudinali hanno calcolato che il diabete di tipo 2 aumenta il rischio di demenza di Alzheimer del 50-100% e quello di demenza vascolare del 100-150%. \u00a0Il cervello ha bisogno di un costante apporto di glucosio che gli giunge dal circolo sanguigno attraverso la barriera emato-encefalica mediante specifici trasportatori (Glut). I meccanismi alla base della relazione tra diabete e rischio di decadimento cognitivo &#8211; riporta una nota &#8211; sono molteplici e riconducibili all&#039;effetto tossico del glucosio e di tutte le alterazioni metaboliche associate all&#039;obesit\u00e0 e al diabete. Recentemente, avanzate tecniche di neuroimaging hanno dimostrato un&#039;alterazione della capacit\u00e0 del cervello di modulare il flusso cerebrale a causa dell&#039;iperglicemia cronica che causa la formazione di specie reattive dell&#039;ossigeno, prodotti finali avanzati della glicazione (Age, advanced glycosilated end products) e altre sostanze neurotossiche, oltre che per effetto di uno stato di infiammazione cerebrale subclinica. In questo processo, continuano gli esperti, un ruolo importante \u00e8 svolto dall&#039;iperinsulinemia e insulino-resistenza cerebrale.\u00a0I nuovi e ormai famosi antidiabete possono aiutare? &quot;Nuove e recenti evidenze hanno messo in luce specifici effetti di una classe di farmaci antidiabetici, gli analoghi del recettore del glucagon-like peptide 1 (GLP1-RAs) &#8211; conclude Greco &#8211; in termini di potenziamento della neurogenesi, contrasto alla morte delle cellule cerebrali, protezione dallo stesso ossidativo e della neuroinfiammazione in diverse condizioni neurologiche&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il diabete \u00e8 un fattore di rischio per declino cognitivo e demenza. 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