{"id":4279,"date":"2024-10-29T15:32:00","date_gmt":"2024-10-29T15:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=4279"},"modified":"2024-10-29T15:32:00","modified_gmt":"2024-10-29T15:32:00","slug":"ferraris-fibercop-transizione-digitale-una-sfida-energetica-da-cogliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=4279","title":{"rendered":"Ferraris (Fibercop): &#8220;Transizione digitale una sfida energetica da cogliere&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cLa transizione digitale implica lo sviluppo di connettivit\u00e0 e di data center sempre pi\u00f9 sofisticati: queste macchine consumano tantissime energie. Google parla addirittura di avere dei mini impianti nucleari in prossimit\u00e0 di grandi centri di calcolo. E&#039; una sfida che dobbiamo raccogliere anche noi\u201d. \u00a0Lo ha detto Luigi Ferraris, Ad Fibercop, la societ\u00e0 derivante dall\u2019incorporazione della rete fissa di Telecom Italia (Tim) controllata da un gruppo di investitori guidati dal fondo Kkr che comprende il ministero dell&#039;Economia e delle Finanze del Governo italiano, interamente controllata da Abu Dhabi Investment Authority, CPP Investment e F2i, intervenendo questa mattina all&#039;evento Adnkronos Q&amp;A \u2018Trasformazione green, investimenti e strategie\u2019, al Palazzo dell\u2019Informazione di Roma.\u00a0\u201cCome Fibercop abbiamo una presenza capillare sul territorio grazie al lancio di questa start up &#8211; spiega Ferraris &#8211; che nasce da Tim: 20mila persone, 25 milioni di fibra gi\u00e0 esistente sparsa sul territorio, 10mila uffici centrali che sono snodi in telecomunicazioni. Abbiamo la possibilit\u00e0 di creare questi grandi centri di calcolo, sviluppare della capacit\u00e0 di autoproduzione di energia, essendo noi i secondi consumatori in Italia\u201d. A tale proposito \u201cabbiamo recentemente creato una societ\u00e0, Enercop, che si occuper\u00e0 di energia con l&#039;obiettivo di sviluppare una capacit\u00e0 autoproduttiva nei siti dove siamo gi\u00e0 presenti e anche di stoccaggio\u201d.\u00a0Per Fibercop \u201cl&#039;obiettivo numero uno \u00e8 quello di creare una squadra, un team, facendo leva sulle competenze che ci sono state trasferite facendo in modo che si sviluppi l&#039;identit\u00e0 di una nuova realt\u00e0 che sicuramente dovr\u00e0 giocare un ruolo chiave nel Paese &#8211; illustra l\u2019Ad &#8211; Abbiamo un patrimonio di 20mila persone, con le competenze relative: \u00e8 il punto di partenza fondamentale. La priorit\u00e0, in continuit\u00e0 con gli impegni gi\u00e0 presi da Tim, riguarda il rispetto, e possibilmente l\u2019accelerazione, delle tempistiche previste dal Pnrr. Gli ultimi dati pubblicati da Infratel ci dicono che al 30 settembre noi siamo assolutamente in linea con gli obiettivi di portare la fibra nelle regioni che ci sono state assegnate entro il 30 giugno. Un elemento improntate \u00e8 che, a un mese dalla costituzione, il Cda ha approvato un piano di investimenti per la seconda parte dell\u2019anno pari a 1,4 miliardi di euro. Un grande lavoro da portare a termine \u00e8 poi il distacco da Tim, cosa complessa. Ci stiamo poi concentrando sul piano industriale in modo da parte avere attorno al business plan di acquisizione anche una visione industriale di pi\u00f9 lungo periodo, sul dove si posizioni questa grande realt\u00e0\u201d. \u00a0In questo contesto \u201cgli investimenti in sostenibilit\u00e0 sono ancora in valutazione &#8211; osserva Ferraris &#8211; per\u00f2 certamente quando parlo di diventare autoproduttore di energia parlo di numeri che possono arrivare a 300-400 MW di capacit\u00e0 installate, rinnovabili e distribuite sul territorio. Quando parliamo di sostenibilit\u00e0 penso agli investimenti nell&#039;ottimizzazione, nell&#039;utilizzo degli spazi, di efficienza energetica dove si pu\u00f2 arrivare a risparmiare un 20-25% dei consumi che noi abbiamo. Penso anche a investimenti che possano portare all&#039;utilizzo dell&#039;energia rinnovabile prodotta in modo efficace e efficiente, quindi stoccaggio di energia con batterie\u201d. \u00a0Alla base della sostenibilit\u00e0 c\u2019\u00e8 \u201cl&#039;innovazione &#8211; rimarca &#8211; Abbiamo l&#039;ambizione di creare una sorta di \u2018digital twin\u2019 della nostra rete. Ci stiamo attrezzando per digitalizzarci e quindi avere la possibilit\u00e0 di disporre di un database relativo alla nostra rete ai nostri clienti, in modo da poter avere quella capacit\u00e0 di fare una manutenzione predittiva o uno sviluppo commerciale molto mirato e molto efficace. Ci vorr\u00e0 del tempo, ma anche questi sono investimenti in sostenibilit\u00e0\u201d come anche il personale. \u201cBisogner\u00e0 investire per avere un&#039;et\u00e0 media pi\u00f9 giovane, che \u00e8 di 54 anni. Le ferrovie che ho lasciato avevano un&#039;et\u00e0 media di 43 anni, quindi si pu\u00f2 fare un programma di assunzione, di ringiovanimento, magari in aree dove ci possa essere pi\u00f9 innovazione\u201d.\u00a0Come societ\u00e0 \u201csiamo assegnatari di 2,3 miliardi di euro, se non ricordo male, di fondi Pnrr &#8211; illustra Ferraris &#8211; sono investimenti fondamentali, cruciali per lo sviluppo della fibra in queste aree che sono a meno densit\u00e0 abitativa, ma che comunque potranno beneficiare di questa innovazione tecnologica. Lo sviluppo della telemedicina, per esempio, passa attraverso anche uno sviluppo di una connettivit\u00e0 di alta qualit\u00e0. Forse ne parliamo poco, ma una fibra ad alta capacit\u00e0 abilita, per esempio, lo sviluppo di telemedicina e per chi vive in comuni non connessi. C&#039;\u00e8 un tema sociale: \u00e8 quello di connettere delle comunit\u00e0 isolate non solo dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista dei servizi.Il Pnrr ha il pregio di andare in quella direzione. Facendo riferimento, agli ultimi dati pubblicati da Infratel, oggi siamo al 96% del milestone, ben al di sopra di quella che \u00e8 la soglia minima del 70% per non incappare in penale o addirittura in revoca della concessione del Pnrr. Contiamo di rispettare i target che ci sono stati assegnati\u201d.\u00a0Quando ci sono dei \u201cgrandi cambiamenti in atto come la rivoluzione green, la rivoluzione digitale, le innovazioni tecnologiche, \u00e8 chiaro che non si pu\u00f2 frenare la tecnologia &#8211; ricorda Ferraris &#8211; La tecnologia evolve a prescindere da noi, per\u00f2 ci pu\u00f2 essere un percorso di programmazione dell&#039;adeguamento dell&#039;industria in maniera tale che la velocit\u00e0 con cui si cambia possa essere compatibile con la capacit\u00e0 di adattamento del mondo. Oggi c&#039;\u00e8 un rischio, che vedo all&#039;orizzonte, e riguarda un disallineamento forte tra la velocit\u00e0 con cui sta andando la tecnologia e l&#039;impatto sui processi industriali: pensiamo all&#039;auto, ma anche a tutti i settori. Se l&#039;artificial intelligence dovesse andare avanti a questa velocit\u00e0 avremmo delle implicazioni sui processi enormi e un problema sociale da gestire. Penso che la parola programmazione possa aiutare a indirizzare perlomeno le trasformazioni industriali\u201d. \u00a0Sull&#039;auto elettrica \u201cforse si \u00e8 seguito un po&#039; troppo l&#039;ideologia &#8211; osserva &#8211; Non si \u00e8 guardato a sufficienza sull&#039;impatto, sull&#039;economia reale. Sono mondi completamente diversi: per passare dal carburatore alla batteria c&#039;\u00e8 un mondo di mezzi, di competenze che non si possono cancellare nel tempo, quindi bisogna programmare. Oggi abbiamo un problema con la velocit\u00e0 con cui sta accadendo l\u2019innovazione. Penso che, chi ha responsabilit\u00e0 di governo, non solo a livello Italia, debba entrare in maniera pi\u00f9 pesante sulla programmazione. Ci vuole un&#039;attivit\u00e0 di concertazione: non ci possiamo permettere che qualcuno vada pi\u00f9 veloce perch\u00e9 si creano dei problemi come quelli che stanno accadendo in Europa, che &#8211; conclude &#8211; sta attraversando una fase molto critica dal punto di vista industriale\u201d.\u00a0&#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cLa transizione digitale implica lo sviluppo di connettivit\u00e0 e di data center sempre pi\u00f9 sofisticati: queste macchine consumano tantissime energie. 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