{"id":4879,"date":"2024-10-31T14:58:00","date_gmt":"2024-10-31T14:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=4879"},"modified":"2024-10-31T14:58:00","modified_gmt":"2024-10-31T14:58:00","slug":"covid-ecco-come-la-pandemia-ci-ha-cambiato-meno-uscite-piu-famiglia-e-notizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=4879","title":{"rendered":"Covid, ecco come la pandemia ci ha cambiato: meno uscite, pi\u00f9 famiglia e notizie"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Non uscire, o uscire molto meno, \u00e8 la &#039;nuova normalit\u00e0&#039; post Covid. Le cene? Averne fatte pi\u00f9 spesso a casa in famiglia, nei lockdown, rispetto al passato ha avuto come vantaggio anche un aumento della qualit\u00e0 del tempo trascorso con i propri cari a tavola. Cos\u00ec l&#039;esperienza della pandemia ha cambiato le abitudini quotidiane delle persone. Con un impatto pervasivo, ma anche duraturo, certifica la scienza. Due studi esplorano questi aspetti, dalla routine a tavola alla vita &#039;mondana&#039;. \u00a0Rispetto all&#039;esistenza prima del Covid-19, per esempio, secondo un nuovo studio pubblicato sul &#039;Journal of the American Planning Association&#039;, le persone trascorrono quasi un&#039;ora in meno al giorno facendo attivit\u00e0 fuori casa, comportamento che i ricercatori sostengono essere una conseguenza duratura della pandemia. Dal 2019 il calo complessivo del tempo di vita fuori casa \u00e8 di circa 51 minuti, e si aggiunge anche una riduzione di quasi 12 minuti nel tempo trascorso alla guida della propria auto o sui mezzi pubblici. \u00a0L&#039;analisi \u00e8 basata su un sondaggio condotto su 34mila americani, ed \u00e8 la prima a considerare e analizzare come \u00e8 cambiato questo aspetto della vita fuori casa rispetto al tempo fra le mura domestiche dopo la pandemia. Gli autori della Clemson University e dell&#039;Ucla (University of California Los Angeles) hanno documentato una tendenza che risale almeno al 2003, ma il Covid e le sue conseguenze hanno notevolmente aumentato questo spostamento delle persone verso la vita domestica. I ricercatori che firmano lo studio sono urbanisti, e sostengono che la tendenza a uscire meno di casa richieda un ripensamento di molte politiche di pianificazione e trasporto. Per esempio vanno ripensati uffici e negozi, se aumenta il lavoro da remoto e lo shopping da casa. I centri urbani devono un po&#039; reinventarsi per adattarsi alle nuove esigenze. Si dovrebbe cercare, secondo l&#039;autore principale Eric A. Morris, professore di pianificazione urbana e regionale alla Clemson University, di &quot;investire di pi\u00f9 nei punti di forza rimanenti&quot;, fra cui &quot;opportunit\u00e0 per la ricreazione, l&#039;intrattenimento, la cultura, l&#039;arte e altro ancora. Le citt\u00e0 centrali potrebbero spostarsi verso il diventare centri di consumo pi\u00f9 che di produzione&quot;.\u00a0A &#039;spiare&#039; invece le famiglie a tavola \u00e8 stata una ricerca pubblicata dall&#039;American Psychological Association. Lo studio, pubblicato sulla rivista &#039;Couple and Family Psychology: Research and Practice&#039;, ha osservato che le famiglie che mangiavano insieme pi\u00f9 spesso durante la pandemia avevano anche interazioni pi\u00f9 positive, condividevano notizie e informazioni e adottavano rimedi tecnologici come le videochiamate per restare in contatto pure con i familiari lontani. Secondo l&#039;autrice principale Anne Fishel, Massachusetts General Hospital, nel complesso la ricerca suggerisce che l&#039;aumento della frequenza delle cene in famiglia durante la pandemia potrebbe aver avuto effetti positivi duraturi sulle dinamiche familiari.\u00a0Gli esperti hanno esaminato i dati di un sondaggio condotto a maggio 2021 su 517 genitori di diverse etnie e condizioni socioeconomiche negli Stati Uniti. Il loro obiettivo era indagare sui cambiamenti nella frequenza e nella qualit\u00e0 delle cene in famiglia durante la pandemia di Covid. Oltre il 60% degli intervistati ha dichiarato di cenare insieme pi\u00f9 spesso rispetto al periodo prima dell&#039;irruzione di Sars-CoV-2 nelle vite di tutti. &quot;Questo studio evidenzia l&#039;importanza di esaminare sia la frequenza che la qualit\u00e0 per comprendere il quadro completo di come i pasti condivisi possano avere un impatto sulle famiglie&quot;, dice Fishel.\u00a0Proprio per questo motivo ai partecipanti \u00e8 stato chiesto sia della frequenza delle cene, che della qualit\u00e0 e delle aspettative post-pandemia. In particolare, &quot;il 56% ha affermato di aver parlato di pi\u00f9 delle proprie giornate durante la cena, il 60% di aver parlato di pi\u00f9 della propria identit\u00e0 di famiglia, il 60% ha raccontato di aver espresso pi\u00f9 gratitudine, il 67% di aver riso di pi\u00f9 insieme e il 59% di essersi sentito pi\u00f9 connesso l&#039;uno con l&#039;altro a tavola&quot;, elenca Fishel. Questa associazione positiva \u00e8 stata evidente in base a livelli di reddito, istruzione, et\u00e0, genere e razza. La pandemia ha introdotto anche nuovi aspetti nelle cene in famiglia, per esempio i pranzi a distanza (in videochiamata) con i membri della famiglia allargata e pi\u00f9 discussioni sugli eventi attuali, continua Fishel. Molte famiglie hanno quindi rafforzato potenzialmente il senso di appartenenza a un nucleo familiare pi\u00f9 ampio. La maggior parte dei genitori che ha aumentato l&#039;uso della tecnologia per le cene a distanza in pandemia ha riferito di voler continuare la pratica anche dopo. \u00a0I ricercatori hanno anche scoperto che pi\u00f9 famiglie hanno preso l&#039;abitudine di portare notizie e informazioni dal mondo esterno nelle loro conversazioni a cena, offrendo potenzialmente ai bambini uno spazio sicuro in cui discutere di ansie e dubbi con i genitori. Allo stesso modo &quot;l&#039;uso continuato della tecnologia da remoto per connettersi con chi non \u00e8 fisicamente presente pu\u00f2 portare a continue opportunit\u00e0 di legame familiare e far s\u00ec che i bambini provino un senso di appartenenza a un&#039;unit\u00e0 pi\u00f9 grande, che sappiamo essere protettivo per il loro benessere&quot;, conclude Fishel. \u00a0Quanto al resto delle attivit\u00e0 casalinghe, l&#039;altro studio entra nel merito considerando sia le abitudini di lavoro che quelle di svago, dati ricavati dall&#039;American Time Use Survey, fotografia annuale di come gli americani trascorrono il loro tempo, in esecuzione dal 2003. Gli autori hanno esaminato il comportamento degli adulti da 17 anni in su e hanno raggruppato l&#039;uso del tempo in 16 attivit\u00e0 in casa dal sonno all&#039;esercizio fisico, oltre a 12 attivit\u00e0 fuori casa tra cui eventi artistici e sportivi, shopping, lavoro, appuntamenti religiosi. Separatamente, hanno analizzato i viaggi in auto, a piedi e sui mezzi pubblici. I risultati hanno mostrato che il tempo trascorso su 8 delle 12 attivit\u00e0 fuori casa \u00e8 diminuito dal 2019 al 2021, mentre 11 delle 16 attivit\u00e0 domestiche sono aumentate. Il tempo medio per le attivit\u00e0 fuori casa \u00e8 sceso da 334 minuti al giorno nel 2019 a 271 nel 2021, all&#039;incirca da 5,5 ore al giorno fuori casa a 4,5. Lo &#039;smart working&#039; per gli autori spiega parte di questa tendenza, ma ci sono state grandi diminuzioni anche in altri usi del tempo fuori casa. La quota lontano dalle mura domestiche si \u00e8 ripresa solo modestamente dopo la pandemia, rimbalzando di soli 11 minuti dal 2021 al 2023 (fino a 281). E la tendenza a uscire meno sembra reggere. Questo &#039;ritiro in casa&#039; era in corso da almeno 16 anni prima della pandemia. Ma i cali delle attivit\u00e0 fuori dal domicilio sono stati molto maggiori dopo la pandemia rispetto ai trend precedenti.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Non uscire, o uscire molto meno, \u00e8 la &#039;nuova normalit\u00e0&#039; post Covid. Le cene? 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