{"id":5852,"date":"2024-11-05T16:27:01","date_gmt":"2024-11-05T16:27:01","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=5852"},"modified":"2024-11-05T16:27:01","modified_gmt":"2024-11-05T16:27:01","slug":"il-ristorante-alfredo-alla-scrofa-e-le-sue-fettuccine-alla-alfredo-compiono-110-anni-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=5852","title":{"rendered":"Il ristorante &#8216;Alfredo alla Scrofa&#8217; e le sue Fettuccine alla Alfredo compiono 110 anni &#8211; Video"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da Ettore Petrolini a Jimi Hendrix, da Zdenek Zeman a Gary Cooper e Audrey Hepburn, senza dimenticare Jerry Colonna, Tony Curtis, Kirk Douglas, Lucia Bos\u00e8 e Nino Benvenuti. E poi Manuela Arcuri, Serena Autieri, Paolo Sorrentino, Francesco Totti e Ilary Blasi, Claudio Lotito. Per mangiare le celebri Fettuccine alla Alfredo per le sale del locale di via della Scrofa sono passati tutti. &quot;Quella di Alfredo alla Scrofa \u00e8 una storia di un gesto di amore. Quello che Alfredo Di Lelio, 110 anni fa, dedic\u00f2 alla consorte debilitata dal parto: si ingegn\u00f2 per trovare questo piatto di pasta per poterla rigenerare, aggiungendoci due ingredienti molto nutrienti. Burro e parmigiano. Ma non si accontent\u00f2 solo di creare un piatto, lo arricch\u00ec del suo gesto di amore. Gli dedic\u00f2 questo piatto, facendo volare le fettuccine con questo sapiente movimento a mo&#039; di walzer; da l\u00ec nacquero le Fettuccine alla Alfredo&quot; (VIDEO). Ogni volta che racconta questa storia Mario Mozzetti, il titolare del ristorante Alfredo alla Scrofa, si emoziona e sorride come fosse la prima, conscio che sta a lui tramandare la storia d&#039;amore alla base di uno dei piatti pi\u00f9 conosciuti al mondo, e forse pi\u00f9 all&#039;estero che in Italia: le Fettuccine alla Alfredo. Piatto che poi, con il passaparola americano, ha perso la preposizione centrale: solo la prima di tante bastardizzazioni che le &#039;Fettuccini Alfredo&#039; hanno subito nel corso degli anni. Negli Stati Uniti non \u00e8 raro trovare nei men\u00f9 dei ristoranti, italiani e non solo, diverse versioni di questo piatto: c\u2019\u00e8 chi ci aggiunge il pollo o il prezzemolo, chi al burro preferisce la panna o il latte, chi mette la farina per rendere il sugo pi\u00f9 denso, meglio se con pepe e aglio. \u00a0\u00a0Chiss\u00e0 cosa avrebbe detto, 110 anni fa, Alfredo Di Lelio scoprendo quanto il piatto che porta il suo nome, nato da quel suo gesto d\u2019amore, sarebbe diventato un simbolo dell&#039;Italia. Sono passati 110 anni dal 1\u00b0 dicembre del 1914, giorno in cui Alfredo acquist\u00f2 la licenza per aprire il suo ristorante in via della Scrofa, nel cuore della Capitale con vista sull&#039;Ara Coeli. Mario Mozzetti porta avanti una tradizione, partendo da un aneddoto: &quot;Negli anni &#039;20, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, due celebri attori di Hollywood che durante la loro luna di miele a Roma mangiarono da Alfredo alla Scrofa, per ringraziare Alfredo gli regalarono un set di posate d&#039;oro, contribuendo alla nascita del mito. Da l\u00ec scatt\u00f2 la &#039;fettuccine alla Alfredo mania&#039;&quot;. \u00a0&quot;Un ristorante pieno di passaggi, presenze incredibili che lo riempiono di una sua energia, bellezza e di grande respiro&quot;. Ma anche di tanti memorabilia, a testimonianza delle personalit\u00e0 servite intorno a quei tavoli negli ultimi cento e pi\u00f9 anni: oltre alle centinaia di foto appese alle pareti, i ricordi di pranzi e cene passano anche &quot;attraverso i libri delle dediche che teniamo e custodiamo gelosamente. Dentro \u2013 racconta Mozzetti &#8211; vediamo scorrere decenni di letteratura, politica, musica, sport italiano e non solo. Parlare di Guglielmo Marconi, come di Greta Garbo, Federico Fellini o Alberto Sordi \u00e8 veramente un orgoglio&quot;. Una tradizione che non \u00e8 stata dimenticata: ancora oggi, il libro delle dediche c\u2019\u00e8 ancora, accanto alla porta d\u2019ingresso, su un mobile sulla sinistra.\u00a0\u00a0Con il passare degli anni, si pu\u00f2 pensare che cambi anche la clientela: &quot;\u00c8 sempre internazionale, ma \u2013 conferma &#8211; \u00e8 molto cambiata. Si \u00e8 ringiovanita molto: abbiamo molti ragazzi che, anzich\u00e9 dedicarsi subito alla fettuccina alla Alfredo, preferiscono riprenderla e fotografarla, perdendo un sacco di tempo davanti a un piatto che andrebbe mangiato immediatamente, visto che si fredda all&#039;istante&quot;. Ma soprattutto, entrando, l\u2019attenzione ricade sulle centinaia di cornici appese alle pareti, che racchiudono sorrisi, momenti felici, pasti indimenticabili, da quella in bianco e nero fino all\u2019ultimo scatto digitale. La ricerca del personaggio noto, seduto e sorridente ai tavoli di via della Scrofa \u00e8 quasi un passaggio rituale, prima o dopo la fettuccina, in una specie di caccia \u201cal vip che \u00e8 venuto, e i pi\u00f9 giovani rimangono un po\u2019 affascinati. Ma, al contempo, c\u2019\u00e8 la ricerca della storia: venire qui significa entrare in una fetta di storia della cucina italiana e del mondo, del glamour. Fra i clienti pi\u00f9 affezionati oggi si va dai cantanti agli sportivi, ai vip. Italiani e stranieri: da Daniel Craig a Ralph Fiennes, da Irama a Sfera Ebbasta&quot;. E le fotografie regalano momenti felici, sorrisi gioiosi e piatti luculliani. \u00a0\u00a0Un locale dove il profumo della buona cucina si mescola con il richiamo della Dolce Vita. Una fragranza che \u201csentiamo anche noi, e ci sprona nei nostri nuovi progetti \u2013 racconta Mozzetti in vista delle celebrazioni per i primi 110 anni di Alfredo alla Scrofa &#8211; tutto sta nascendo attraverso questa ricerca dell\u2019origine, della storia, della tradizione. E l\u2019esportazione di questo marchio in tutto il mondo. Ci stiamo concentrando per regalare ai romani una fetta di una storia bellissima da far conoscere a tutti\u201d. Una storia tanto sentita, soprattutto negli Stati Uniti: tanto che, sul calendario americano, il 7 di febbraio viene celebrato il &#039;National Fettuccine Alfredo Day&#039;. La promessa per questi 110 anni la fa lo stesso Mozzetti: &quot;Faremo uscire di casa gli archivi storici con tutte le dediche. Ci sar\u00e0 la prima uscita di tutti questi personaggi fuori dal nostro covo. Sono oltre 200 libri con centinaia di firme, a partire dal 1927 con la prima dedica dell\u2019attore Ettore Petrolini. La nostra intenzione \u2013 conclude &#8211; \u00e8 quella di dialogare con la citt\u00e0, nel segno della tradizione. Non &#039;Roma citt\u00e0 aperta&#039; ma &#039;Alfredo ristorante aperto&#039;&quot;. \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da Ettore Petrolini a Jimi Hendrix, da Zdenek Zeman a Gary Cooper e Audrey Hepburn, senza dimenticare Jerry Colonna, Tony Curtis, Kirk Douglas, Lucia Bos\u00e8 e Nino Benvenuti. 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