{"id":6667,"date":"2024-11-08T12:18:17","date_gmt":"2024-11-08T12:18:17","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=6667"},"modified":"2024-11-08T12:18:17","modified_gmt":"2024-11-08T12:18:17","slug":"tumori-aiom-oltre-200-morti-al-giorno-per-fattori-di-rischio-modificabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=6667","title":{"rendered":"Tumori, Aiom: &#8220;Oltre 200 morti al giorno per fattori di rischio modificabili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nel nostro Paese oltre il 45% delle morti per tumore \u00e8 attribuibile a fattori di rischio modificabili, sia comportamentali, cio\u00e8 stili di vita scorretti, che ambientali. Si tratta di circa 80.000 dei 180.000 decessi annuali stimati per cancro, pari a pi\u00f9 di 200 morti al giorno. Ma l&#039;Italia investe ancora troppo poco in prevenzione: solo il 6,8% della spesa sanitaria totale (pari a 7,19 miliardi di euro nel 2021), una cifra inferiore alla media (7,1%) dei Paesi dell&#039;Unione europea pi\u00f9 il Regno Unito (Eu27+Uk). In particolare, l&#039;Italia \u00e8 ottava dopo Regno Unito (12,5%), Austria (10,3%), Paesi Bassi (9,6%), Danimarca (8,9%), Estonia (8,3%), Repubblica Ceca (8,1%) e Ungheria (7,6%). \u00a0&quot;E&#039; importante che l&#039;Italia recuperi quanto prima questo gap negativo, per continuare a garantire la qualit\u00e0 delle cure e la sostenibilit\u00e0 del servizio sanitario &#8211; afferma Francesco Perrone, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), nella conferenza stampa di apertura del XXVI Congresso nazionale della societ\u00e0 scientifica oggi a Roma &#8211; L&#039;oncologia italiana chiede pi\u00f9 risorse alle istituzioni anche per rispondere alla domanda di assistenza, che \u00e8 in continua crescita. In Italia si stima che ogni giorno vi siano circa 1.000 nuove diagnosi di cancro e che questo numero tenda ad aumentare di anno in anno di circa l&#039;1%. A questo si aggiunga la capacit\u00e0 sempre pi\u00f9 diffusa di rendere cronica la malattia, grazie al progresso terapeutico&quot;. \u00a0&quot;Gli investimenti, finora &#8211; sottolinea Perrone &#8211; non sono stati proporzionati all&#039;aumento di richiesta di cure. Domanda e offerta di assistenza oncologica vanno a velocit\u00e0 diverse. Serve un cambio di passo, con lo stanziamento di fondi per creare pi\u00f9 spazi e assumere personale. In 10 anni sono stati tagliati 1.103 posti letto pubblici in Oncologia medica: nel 2012 erano 5.262, ridotti a 4.159 nel 2022. La capacit\u00e0 del servizio sanitario pubblico di abbattere le liste di attesa, enorme problema alla base anche di una quota di migrazione sanitaria, dipende dalla ottimizzazione dei sistemi di prenotazione e dalla disponibilit\u00e0 di spazi e personale. Oltre a posti letti e strutture pi\u00f9 moderne, mancano medici e infermieri, con differenze troppo ampie tra le regioni. La scarsit\u00e0 di specialisti \u00e8 diventata una vera emergenza e sta interessando anche la nostra area medica. Cominciano, infatti, a rimanere vacanti i posti nelle scuole di specializzazione di Oncologia&quot;. \u00a0&quot;Il rischio concreto &#8211; avverte il presidente Aiom &#8211; \u00e8 che aumentino le spese a carico dei pazienti oncologici, con un numero sempre maggiore di cittadini che devono affrontare non solo il cancro, ma anche la cosiddetta tossicit\u00e0 finanziaria, cio\u00e8 le perdite economiche causate dalla malattia. I costi del cancro in Italia sono pari a circa 20 miliardi ogni anno; di questi, almeno 5 sono sostenuti direttamente dai pazienti. Uno studio pubblicato su &#039;The European Journal of Health Economics&#039; ha posto l&#039;accento sui costi out of pocket, cio\u00e8 pagati di tasca propria dai pazienti oncologici e dai loro familiari, che ammontano a oltre 1.800 euro annui per paziente in Italia. Tra le voci pi\u00f9 significative vi sono i trasporti (359,34 euro in media), che richiamano il problema del pendolarismo sanitario, gli esami diagnostici (259,82 euro) e le visite specialistiche (126,12 euro), servizi che il servizio sanitario, ancora alle prese con il problema delle liste d&#039;attesa, non riesce ad assicurare a tutti in tempi adeguati&quot;.\u00a0&quot;In contesti organizzativi spesso complessi &#8211; dichiara Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom &#8211; va evidenziata la capacit\u00e0 di resilienza dell&#039;oncologia italiana, che riesce a svolgere un eccellente lavoro sia in termini di assistenza che di ricerca, come dimostrano le collaborazioni strutturate con societ\u00e0 scientifiche internazionali, come quella americana (Asco) ed europea (Esmo). Aiom ha svolto un ruolo di primo piano nella definizione delle Linee guida Esmo sui Pro, i &#039;Patient-reported outcomes&#039;, cio\u00e8 l&#039;insieme dei sintomi che misurano la qualit\u00e0 di vita dei pazienti durante un trattamento, per valutarne l&#039;impatto. Non sostituiscono le informazioni del medico, ma sono molto importanti perch\u00e9 aggiungono i dati riferiti direttamente dai pazienti, senza alcun filtro, ampliando le conoscenze sul valore della terapia. I Pro possono favorire il &#039;patient empowerment&#039;, perch\u00e9 consentono al paziente di esprimersi in autonomia, facendo emergere anche effetti collaterali caratterizzati da una forte componente soggettiva&quot;. \u00a0&quot;Inoltre &#8211; continua Di Maio &#8211; in un sistema assistenziale come quello italiano caratterizzato da un forte squilibrio fra le forze in campo e la domanda di assistenza, i Pro possono diventare uno strumento di &#039;doctor empowerment&#039; perch\u00e9, se riusciamo a utilizzarli in maniera sistematica, miglioreremo la qualit\u00e0 del nostro lavoro, grazie a una pi\u00f9 attenta valutazione dei bisogni dei pazienti, ad esempio ricorrendo a interventi di supporto che, in un&#039;ottica di cure simultanee, si affiancano alle terapie specifiche contro il cancro. Ad oggi, per\u00f2, pochi ospedali adottano misure di monitoraggio sistematico dei sintomi da parte dei pazienti. E&#039; importante investire nel monitoraggio dei Pro, che non si traduce in un aumento dei carichi di lavoro, ma migliora la gestione dei pazienti&quot;.\u00a0&quot;E&#039; necessario agire anche su altri strumenti, che possano migliorare la qualit\u00e0 di vita delle persone colpite dal cancro &#8211; evidenzia Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom &#8211; Le criticit\u00e0 riguardano in particolare l&#039;assistenza psiconcologica, perch\u00e9 ancora troppo pochi centri hanno uno psicologo dedicato all&#039;oncologia, e l&#039;assistenza domiciliare oncologica, disponibile soltanto nel 69% delle strutture. Questi problemi possono essere affrontati con la reale istituzione delle Reti oncologiche regionali, attive solo in alcune regioni, che consentir\u00e0 di migliorare i livelli di appropriatezza e di risparmiare risorse, da utilizzare anche per velocizzare l&#039;accesso ai farmaci innovativi. I pazienti oncologici del nostro Paese devono aspettare ancora quasi 14 mesi per accedere ai trattamenti anticancro innovativi, rispetto, ad esempio, ai 3 mesi della Germania&quot;. \u00a0Sul fronte dell&#039;appropriatezza, &quot;Aiom &#8211; rimarca Angela Toss, coordinatrice Working Group Aiom Giovani &#8211; mette in campo molti strumenti: dal Libro bianco dell&#039;oncologia italiana, alle Linee guida per garantire percorsi diagnostici e terapeutici uniformi su tutto il territorio, ai controlli di qualit\u00e0 nazionali per i test bio-molecolari, alle Raccomandazioni sull&#039;uso della vaccinazione antinfluenzale, antipneumococcica e anti Sars-CoV-2 nei pazienti con neoplasia solida, fino al volume sui &#039;Numeri del cancro in Italia&#039;. Aiom ha anche intrapreso un percorso di particolare attenzione a gruppi di pazienti che, per vari motivi, affrontano difficolt\u00e0 nell&#039;accesso alle cure oncologiche. E&#039; il caso delle persone transgender, degli immigrati, dei detenuti e delle popolazioni che vivono in zone di guerra. Gli under 40 rappresentano pi\u00f9 della met\u00e0 di tutti i soci Aiom e sono particolarmente sensibili anche agli aspetti etici e sociali della professione&quot;.\u00a0&quot;L&#039;oncologia \u00e8 una parte essenziale del servizio sanitario sia per il carico assistenziale che per l&#039;incessante progresso terapeutico &#8211; conclude Perrone &#8211; La nostra societ\u00e0 scientifica ha una missione etica e civile, che va oltre la pratica clinica quotidiana. Dobbiamo compiere tutti gli sforzi possibili per migliorare l&#039;efficienza del sistema, perch\u00e9 le ricadute sono immediate anche sull&#039;oncologia. E il confronto con le istituzioni \u00e8 indispensabile. Oggi, nella cerimonia inaugurale del Congresso, sono previsti gli interventi del ministro della Salute, Orazio Schillaci, e del presidente dell&#039;Agenzia italiana del farmaco, Robert Nistic\u00f2. E&#039; molto importante che ripartano i bandi Aifa come segnale, speriamo non transitorio, di attenzione delle istituzioni per la ricerca clinica indipendente. Quest&#039;ultima, se supportata, pu\u00f2 realizzare la triplice missione di migliorare la pratica clinica, aumentare il livello di conoscenza sui nuovi farmaci e fungere da supporto alle politiche di rimborsabilit\u00e0&quot;. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nel nostro Paese oltre il 45% delle morti per tumore \u00e8 attribuibile a fattori di rischio modificabili, sia comportamentali, cio\u00e8 stili di vita scorretti, che ambientali. 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