{"id":6851,"date":"2024-11-08T18:25:56","date_gmt":"2024-11-08T18:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=6851"},"modified":"2024-11-08T18:25:56","modified_gmt":"2024-11-08T18:25:56","slug":"lesercito-e-fatto-per-prepararsi-alla-guerra-il-discorso-del-generale-masiello-che-scuote-i-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=6851","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;esercito \u00e8 fatto per prepararsi alla guerra&#8221;. Il discorso del generale Masiello che scuote i militari"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In questi giorni circola nelle chat dei militari italiani il discorso del Capo di Stato Maggiore dell&#039;Esercito, il generale di Corpo d&#039;Armata Carmine Masiello, in cui sferza i suoi commilitoni: &quot;L&#039;esercito \u00e8 fatto per prepararsi alla guerra. I nostri uomini in Libano non vogliono la guerra. Sono nei bunker, sono i primi a volere la pace. Ma sono pronti a fare la guerra. E per questo motivo, sto valutando il ritornare a chiamare il corso di Stato Maggiore con il nome che aveva una volta: scuola di guerra. La tecnologia rappresenta la proattivit\u00e0 e la trasformazione continua ed \u00e8 la nostra arma per sopravvivere vittoriosi sul campo di battaglia. Oggi vince chi \u00e8 pi\u00f9 tecnologico. Tutto il resto sono chiacchiere, mi dispiace\u201d.\u00a0E poi spiega come stanno cambiando i conflitti: \u201cQualche anno fa in Afghanistan &#8211; qualcuno di voi ci era sicuramente &#8211; camminavamo guardando a terra, con il terrore per ogni minimo avvallamento. Tremavamo quando dovevamo attraversare un canale di scolo, avevamo paura degli IED (Improvised Explosive Device \u2013 ordigni esplosivi improvvisati, ndr), che tanti morti hanno fatto. Il soldato, in Ucraina, oggi non guarda a terra, guarda in aria. Oggi la morte arriva dall&#039;aria: il drone \u00e8 l&#039;IED odierno e sar\u00e0 l&#039;IED del futuro&quot;.\u00a0L&#039;Adnkronos lo ha trascritto integralmente.\u00a0Gen. Carmine Masiello:\u00a0\u201cLa nostra missione non \u00e8 creare burocrazia, non \u00e8 vivere nella burocrazia, non \u00e8 vivere per la burocrazia. L&#039;esercito \u00e8 fatto per prepararsi alla guerra. Punto. Quindi questo deve essere un messaggio molto chiaro che dovete avere tutti in testa: fino a qualche anno fa, era una parola che non potevamo utilizzare. Oggi la realt\u00e0 ci ha chiamato a confrontarci con la guerra, questo non vuol dire che l&#039;esercito vuole la guerra ma vuol dire che noi ci dobbiamo preparare e pi\u00f9 saremo preparati per la guerra e maggiori probabilit\u00e0 ci saranno che ci sia la pace. Non penso che i nostri uomini in Libano vogliano la guerra. Sono nei bunker, sono i primi a volere la pace. Ma sono pronti a fare la guerra. E per questo motivo, sto valutando il ritornare a chiamare il corso di Stato Maggiore con il nome che aveva una volta: scuola di guerra. Perch\u00e9 \u00e8 quello alla quale ci preparavamo.\u00a0\u00a0\u00a0Vorrei fare una riflessione, l&#039;ho accennato, una rivoluzione militare. Qualche giorno fa leggevo Il Corriere della Sera:56 guerre oggi nel mondo. Accendete un telegiornale, aprite un giornale: l&#039;Ucraina e il Medio Oriente sono su tutti i giornali, se ne parla continuamente. Questi conflitti hanno mutato radicalmente il modo di combattere. Se guardiamo l&#039;Ucraina, che prendo come esempio, vi \u00e8 un mix di guerra antica &#8211; le trincee che avevamo completamente dimenticato, i campi minati, i rotoli di filo spinato, il fango &#8211; e poi c&#039;\u00e8 il futuro, la guerra cibernetica, la guerra spaziale: ci sono i droni e tutte le loro varianti, c&#039;\u00e8 la disinformazione, la guerra delle menti. La mente nostra, dei militari e dei civili, \u00e8 diventata ormai parte del campo di battaglia.\u00a0Qualche anno fa in Afghanistan &#8211; qualcuno di voi ci era sicuramente &#8211; camminavamo guardando a terra, con il terrore per ogni minimo avvallamento. Tremavamo quando dovevamo attraversare un canale di scolo, avevamo paura degli IED (Improvised Explosive Device \u2013 ordigni esplosivi improvvisati, ndr), che tanti morti hanno fatto. Il soldato, in Ucraina, oggi non guarda a terra, guarda in aria. Oggi la morte arriva dall&#039;aria: il drone \u00e8 l&#039;IED odierno e sar\u00e0 l&#039;IED del futuro, per un po&#039; di tempo. Siamo in sintesi davanti a un condensato di passato, che il conflitto convenzionale, e futuro: i domini emergenti, la tecnologia digitale, l&#039;intelligenza artificiale, che detta le linee di sviluppo e pone allo strumento militare terrestre sfide complesse &#8211; non complicate: complesse &#8211; per fronteggiare le quali l&#039;esercito deve essere portato al livello tecnologico delle altre forze armate,\u00a0L&#039;ho gi\u00e0 detto, lo ripeto: l&#039;output operativo della Difesa \u00e8 il prodotto dei fattori delle diverse Forze Armate. E se uno dei fattori tende a 0, il prodotto tende a 0, quindi tutti devono essere tecnologici. E l&#039;esercito deve esserlo come le altre Forze Armate. Dobbiamo quindi attrezzarci e dobbiamo farlo presto. E lo dico &#8211; e riprendo le parole di un ex capo di stato maggiore della difesa statunitense, a conferma che non \u00e8 soltanto il nostro problema \u2013 l&#039;ammiraglio Michael Mullen, il quale recentemente intervenendo a un board sull&#039;innovazione della Difesa statunitense, ha detto &#8211; e cito testualmente \u2013 \u201cnon c&#039;\u00e8 pi\u00f9 tempo per la mediocrit\u00e0, non c&#039;\u00e8 pi\u00f9 tempo per la burocrazia\u201d, e io aggiungo: non c&#039;\u00e8 pi\u00f9 tempo per le rendite di posizione, che sto combattendo dal giorno in cui ho assunto l&#039;incarico di Capo di Stato Maggiore.\u00a0Purtroppo viviamo in un mondo burocratico, un mondo che ha paura di cambiare perch\u00e9 il cambiamento \u00e8 visto come personale. Per\u00f2 non si pu\u00f2 fermare l&#039;evoluzione positiva di un&#039;organizzazione per il rischio personale, non mi interessa il destino di ognuno, non mi interessa la carriera del singolo, mi interessa l&#039;organizzazione che deve cambiare. Lo dico per il bene dell&#039;Esercito lo dico per il bene dei nostri soldati e delle loro famiglie. Lo dico all&#039;industria della Difesa, quando ravviso ritardi nelle consegne e tengo il punto sui requisiti tecnici che pretendo vengano rispettati. Qualcuno mi ha fatto notare qualche giorno fa che la guerra \u00e8 una cosa troppo seria per farla fare ai militari, citando un adagio. Io dico: bene, facciamo s\u00ec che se ne occupino politica e diplomazia. Il problema \u00e8 che mentre la politica e la diplomazia fanno il loro lavoro, i soldati soffrono e muoiono. E non \u00e8 una differenza da poco.\u00a0Dobbiamo avere il coraggio &#8211; abbiate il coraggio &#8211; di mettere a nudo le storture, le inefficienze. Dobbiamo trovare procedure reattive. Dobbiamo superare gli schemi che la storia ormai ha consegnato all&#039;oblio, anche a costo di apparire impopolare nelle tesi e di rendersi invisi a qualcuno nelle soluzioni. Scelte alternative, dobbiamo essere coscienti: l&#039;esercito deve cambiare. L&#039;esercito deve innovarsi e deve farlo presto. La locomotiva del cambiamento. \u00e8 partita. \u00c8 stata la mia prima priorit\u00e0 da quando ha assunto il mandato di capo di stato maggiore dell&#039;esercito. Abbiamo reagito. Abbiamo reagito al modo di fare una guerra. Non fatevi criticare, che l&#039;esercito italiano non \u00e8 pronto per questi scenari. Nessun esercito \u00e8 pronto per questi scenari! tutti si erano concentrati su queste famose operazioni di sostegno alla pace, tutti guardavano a quegli scenari, nessuno ha avuto la visione di capire quello che stava succedendo. Era comodo fare operazioni di sostegno alla pace, in primis perch\u00e9 costano di meno.\u00a0Quindi \u00e8 pi\u00f9 comodo prepararsi per una cosa del genere. Invece bisogna prepararsi per le cose pi\u00f9 difficili, perch\u00e9 se si sanno fare le cose pi\u00f9 difficili si sanno fare anche quelle pi\u00f9 facili. Anche se questo costa di pi\u00f9. Ma questa \u00e8 la reazione che tutti stiamo avendo in questo momento: stiamo cercando di correre per far fronte a quello che sta succedendo in Ucraina e Medio Oriente. Per\u00f2 non \u00e8 questo a cui dobbiamo soltanto tendere, perch\u00e9 alle reattivit\u00e0 si deve affiancare la proattivit\u00e0. Perch\u00e9 se ci limitiamo a reagire, fra 15-20 anni qualcuno di voi che sar\u00e0 il mio posto avr\u00e0 gli stessi problemi che io ho adesso, perch\u00e9 sar\u00e0 cambiato lo scenario e non lo avremo previsto, perch\u00e9 ci saremo concentrati sulla reazione a quello che sta succedendo. Se voglio esemplificare, per far comprendere ci\u00f2 a cui mi riferisco: si reagisce all&#039;Ucraina, ma si \u00e8 proattivi per l&#039;Africa che sar\u00e0 il problema dei prossimi 20-30 anni.\u00a0La tecnologia rappresenta la proattivit\u00e0 e la trasformazione continua ed \u00e8 la nostra arma per sopravvivere vittoriosi sul campo di battaglia. Oggi vince chi \u00e8 pi\u00f9 tecnologico. Tutto il resto sono chiacchiere, mi dispiace. In un confronto con l&#039;asimmetria tecnologica esce sconfitto chi non ha abbastanza tecnologia per competere. Vince chi ha la societ\u00e0 tecnologica. E l&#039;esercito, l&#039;ho detto, o \u00e8 tecnologico o non \u00e8. Poche settimane fa abbiamo fatto un&#039;esercitazione di sperimentazione, abbiamo testato l&#039;impiego di nuove tecnologie, armi e mezzi di cui stiamo iniziando equipaggiare l&#039;esercito, ponendoci all&#039;altezza &#8211; in alcuni settori anche all&#039;avanguardia &#8211; dei pi\u00f9 moderni eserciti occidentali. L&#039;addestramento \u00e8 l&#039;essenza della nostra missione: chi sceglie di mettere stellette, sceglie di addestrarsi. Si cresce a pane e addestramento, \u00e8 la nostra polizza assicurativa, e la polizza assicurativa per il nostro Paese \u00e8 la polizza assicurativa per ognuno di noi.\u00a0Pi\u00f9 sarete addestrati e maggiori probabilit\u00e0 avrete di sopravvivere sul campo di battaglia. Voi e chi \u00e8 a fianco a voi. E penso che ognuno voglia a fianco a s\u00e9 qualcuno che sia addestrato. Quindi addestratevi, e pretendete dai vostri uomini che siano addestrati. Qualche parola in pi\u00f9 la spendo sui valori che considero il fondamento dell&#039;istituzione militare. I valori rappresentano le nostre regole di vita, rappresentano l&#039;impegno che ognuno di noi ha assunto un giorno giurando davanti al tricolore. Queste regole, questi valori sono sulle nostre stellette. Le portiamo sul bavero, e sono quelli che ci rendono uniti, sono la nostra forza, sono quelli che fanno la differenza fra la nostra istituzione e un organizzazione. Sono quelli per i quali quando si \u00e8 in una crisi quando il paese \u00e8 in difficolt\u00e0, sentite dire \u201cchiamate l&#039;esercito\u201d, non dimenticatelo mai.\u00a0Non tollerate che vengano messe in discussione le nostre regole, sono la garanzia della nostra essenza e della nostra sopravvivenza. L&#039;esercito, \u00e8 noto, riflette l&#039;intero spaccato della societ\u00e0. Tutto deve cambiare velocemente perch\u00e9 bisogna adeguarsi ai tempi, a partire dalla mentalit\u00e0. Non dobbiamo soltanto riappropriarci della capacit\u00e0 di condurre campagne o battaglie ad alta intensit\u00e0 in chiave interforze multi-dominio. Riguarda anche Il dimensionamento quantitativo e qualitativo dell&#039;esercito, il reclutamento, la rigenerazione delle forze, le riserve, la mobilitazione con le connesse capacit\u00e0, gli stock di materiali e le munizioni, la maniera in cui ci addestriamo, ci formiamo, la dottrina, il modo in cui ci organizziamo per i programmi di sostegno e benessere per il nostro personale. E non dimentico la capacit\u00e0 e i tempi di produzione e di consegna dell&#039;industria della difesa abituata, come lo siamo stati noi, a non aderire agli ordini del tempo.\u00a0\u00c8 quindi sostanzialmente necessario un salto culturale che \u00e8 diventato indispensabile: cultura organizzativa, capacit\u00e0, possibilit\u00e0, attitudine a pensare fuori dagli schemi. Superare l&#039;autoreferenzialit\u00e0, esplorare nuovi approcci, saper rischiare, e stare al passo con i tempi. Giovani: aprire gli occhi! E guardare quello che succede nel mondo civile. Lo stiamo facendo, continuate a farlo. Le idee sono tante, dobbiamo assorbirle, prenderle, provarle velocemente. \u00c8 finito il tempo degli Yes-men, abbiate il coraggio di parlare nonch\u00e9 del pensiero laterale. Dal contrasto alla repressione dell&#039;errore, che invece deve essere accettato. Tutti hanno paura di sbagliare, chiss\u00e0 cosa succede se non fate errori? Solo sbagliando si cresce, e noi abbiamo bisogno di crescere, abbiamo bisogno di innovarci. Non abbiate timore.\u00a0L&#039;errore va incoraggiato se \u00e8 frutto di iniziativa, se hai voglia di fare, voglia di non arrenderti e di rialzarti. Abbiamo bisogno di persone che pensino fuori dagli schemi, non \u00e8 con la paura di pensare o la paura di cambiare che facciamo il bene del nostro esercito, dei nostri soldati e delle loro famiglie. Servono leader e comandanti che siano in grado di dare l&#039;esempio, che siano in grado di prendersi cura dei propri uomini e delle proprie donne, non dobbiamo mai perdere di vista che la vera forza dei nostri esercito sono i nostri soldati, i loro standard professionali, fisici, di disciplina, di soddisfazione. Dobbiamo creare per loro le migliori condizioni di vita e di sicurezza. Sempre. Non servono leader e comandanti che si servono dei propri uomini. Servono leader e comandanti che servono i propri uomini. Una formazione adeguata all&#039;evoluzione dei tempi dovr\u00e0 consegnarci comandanti e leader pronti a mettersi in gioco, che non smettano mai di chiedersi cosa pu\u00f2 essere fatto meglio. In grado di superare la fissit\u00e0 rassicurante da \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d. Non si pu\u00f2 continuare a dire \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d.\u00a0Superare ogni forma di burocrazia che ci impedisce di andare alla velocit\u00e0 che vogliamo, che \u00e8 indispensabile. E mi soffermo un attimo su questo, qualora dovesse essere sfuggito a qualcuno, che siamo gi\u00e0 al lavoro per quanto riguarda la battaglia al cosiddetto \u201csesto dominio\u201d il dominio della burocrazia. Abbiamo attivato da mesi un programma dedicato, una casella di posta elettronica nel mio ufficio all&#039;indirizzo menoburocrazia@esercito.difesa.it Tutti possono scrivere, tutti possono contribuire per darci delle idee per abbattere la burocrazia dell&#039;esercito. Chiunque, dall&#039;ultimo volontario appena entrato, pu\u00f2 scrivere a questa casella e mandare le proprie idee. Le idee nell&#039;esercito che ho il privilegio di dirigere non hanno gradi, e lo ripeto se qualcuno dei dubbi.\u00a0Se qualcuno non sa, pu\u00f2 chiedere. Anche l\u00ec abbiamo un altro indirizzo, abbiamo un numero WhatsApp, anche l\u00ec c&#039;\u00e8 una risposta che verr\u00e0 data. Abbiamo sviluppato un programma su Radio esercito per rispondere ai quesiti. Stiamo facendo di tutto per raccordare la periferia al centro. Abbiamo bisogno che le idee, le idee dei giovani, le idee vostre arrivino al vertice e arrivino subito, senza valutazioni gerarchiche che le rallentino o le devino\u201d.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In questi giorni circola nelle chat dei militari italiani il discorso del Capo di Stato Maggiore dell&#039;Esercito, il generale di Corpo d&#039;Armata Carmine Masiello, in cui sferza i suoi commilitoni: &quot;L&#039;esercito \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6852,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-6851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6851"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6851\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6869,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6851\/revisions\/6869"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}