{"id":6904,"date":"2024-11-09T00:03:36","date_gmt":"2024-11-09T00:03:36","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=6904"},"modified":"2024-11-09T00:03:36","modified_gmt":"2024-11-09T00:03:36","slug":"difesa-meloni-investire-di-piu-ma-no-costi-su-cittadini-draghi-mette-nel-mirino-2-si-puo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=6904","title":{"rendered":"Difesa, Meloni: &#8220;Investire di pi\u00f9 ma no costi su cittadini&#8221;. Draghi mette nel mirino 2%: &#8220;Si pu\u00f2 fare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il problema ha un nome o meglio una percentuale: 2%. Con l&#039;arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca cresce il pressing degli States sull\u2019Europa affinch\u00e9 metta mano al portafoglio e centri il limite minimo del 2% del Pil per le spese per la difesa e per l\u2019Alleanza atlantica. Un traguardo che vede non solo l&#039;Italia fanalino di coda assieme ad altri 5 Paesi &#039;inadempienti&#039;, ma fotografa una Roma che arranca ancor pi\u00f9 con il ritorno dei paletti del Patto di stabilit\u00e0. La partita \u00e8 aperta ed \u00e8 dura da portare a casa. La premier Giorgia Meloni, oggi a Budapest per il Consiglio europeo informale, si dice &quot;assolutamente convinta che l&#039;Europa e l&#039;Italia debbano riuscire a garantire la loro maggiore indipendenza e autonomia anche investendo di pi\u00f9 in difesa&quot;. Ma, mette in chiaro, &quot;servono gli strumenti per poterlo fare. Questo \u00e8 un grande dibattito che riguarda il Patto di stabilit\u00e0 e che l&#039;Italia ha posto: ci sono nel nuovo Patto delle aperture ma va fatto molto di pi\u00f9 e penso che sia un altro di quei dibattiti che bisogner\u00e0 riaprire&quot;. \u00a0<br \/>\nPi\u00f9 risorse alla difesa, dunque, ma con una mano tesa a chi non vuole disattendere gli impegni presi. E con una premessa che per la presidente del Consiglio \u00e8 d&#039;obbligo: &quot;Al di l\u00e0 della volont\u00e0 &#8211; dice &#8211; c&#039;\u00e8 poi quello che si pu\u00f2 fare e le risorse vanno individuate in qualche modo. L&#039;unica cosa che non sono disposta a fare \u00e8 prendermela con i cittadini italiani, i lavoratori. Noi spendiamo le risorse su priorit\u00e0 reali, non gettiamo soldi dalla finestra e quindi su scelte strategiche che io condivido bisogna dire anche come si fa ad aiutare gli Stati membri a trovare le risorse&quot;. \u00a0Numeri alla mano, l&#039;Italia \u00e8 ben distante da quel 2% deciso nel lontano 2014, inchiodata all&#039;1,57% nel 2025. Per centrare l&#039;obiettivo del 2, servirebbero 10 miliardi l\u2019anno. Insomma non bruscolini, con una coperta corta e le risorse aggiuntive -l&#039;aggravante su cui fa leva il governo- richieste dal nuovo patto di stabilit\u00e0. Per l&#039;ex premier Mario Draghi, oggi a Budapest, \u00e8 possibile comunque tagliare il traguardo facendo tutti i compiti a casa. &quot;\u00c8 possibile &#8211; si dice infatti convinto &#8211; spendere il 2% del Pil per la difesa rispettando il Patto di stabilit\u00e0, bisogner\u00e0 prendere tutta una serie di decisioni: oggi bisogna decidere cosa fare perch\u00e9 questa \u00e8 la nuova situazione&quot;.\u00a0\u00a0Su cui grava anche il ritorno del tycoon alla guida degli Usa. &quot;Non c&#039;\u00e8 alcun dubbio che la presidenza Trump far\u00e0 grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l&#039;Europa&quot;, riconosce Draghi, che tuttavia vede luci e ombre: &quot;Non necessariamente tutte in senso negativo, ma certamente noi dovremo prenderne atto&quot;. Anche rispolverando quello &quot;spirito unitario&quot; che in Europa sembra smarrito, perch\u00e9 &quot;andare in ordine sparso&quot;, mette in guardia l&#039;ex numero uno della Bce, di certo non aiuterebbe nessuno: &quot;Siamo troppo piccoli, non si va da nessuna parte&quot;.\u00a0<br \/>\nPer Draghi, comunque, la sfida del 2% \u00e8 a portata di mano. Il governo non sembra pensarla allo stesso modo. Solo ieri il ministro dell&#039;Economia Giancarlo Giorgetti, amato anche da Draghi per il suo pragmatismo, ha ammesso che si tratta di un obiettivo &quot;molto ambizioso e non del tutto compatibile sotto il profilo, in particolare, delle coperture con il quadro vigente della governance europea&quot;. Tradotto: per farcela, ammesso si possa, le regole vanno ammorbidite. \u00a0\u00a0&quot;Bisogna scorporare le spese per la difesa dal Patto di stabilit\u00e0 &#8211; dice all&#039;Adnkronos il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago -. L&#039;elezione di Trump pu\u00f2 essere uno stimolo affinch\u00e9 la Ue diventi un attore geopolitico globale, sia sulla politica estera che sulla difesa. Occorre uno sforzo per un piano industriale europeo&quot; ma &quot;senza lo scorporo delle spese sar\u00e0 difficile arrivare al 2% del Pil. E&#039; nell&#039;interesse europeo che queste spese vengano scorporate&quot;. Anche perch\u00e9, osserva l&#039;esponente di Fi, &quot;un&#039;Europa che investe di pi\u00f9 nella difesa pu\u00f2 incidere negli equilibri geopolitici. La politica di Trump va colta come un&#039;opportunit\u00e0 per l&#039;Europa&quot;. \u00a0La pensa allo stesso modo il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d&#039;Italia. Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, osserva sempre all&#039;Adnkronos il vice di Tajani alla Farnesina, &quot;\u00e8 una sfida: gli Usa giustamente vogliono che l&#039;Europa faccia la sua parte ma \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. Aveva iniziato questo ragionamento anche Biden nel corso della sua amministrazione&quot;. Tanto che lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto, nei mesi scorsi, aveva riconosciuto che chi non avrebbe fatto i compiti a casa (leggi ancora una volta 2%, ndr) sarebbe stato trattato come &quot;un paria&quot;, al netto del nome del neo Presidente degli States.\u00a0Quanto al diktat del 2% del Pil rispettando il patto di stabilit\u00e0, &quot;Draghi non aveva il Patto di stabilit\u00e0, ora \u00e8 facile parlare &#8211; dice ancora Cirielli -. Il tema \u00e8 che abbiamo in eredit\u00e0 un forte carico di interessi passivi: con i tassi della Bce pi\u00f9 alti, con il Patto che si \u00e8 &#039;ristretto&#039;, per fare nuovi investimenti importanti serve essere pi\u00f9 flessibili. E comunque, il dossier delle spese militari andr\u00e0 affrontato non dai singoli Stati ma dalla Ue, speriamo con un&#039;ottica intelligente&quot;. \u00a0\u00a0Per Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, &quot;pi\u00f9 che l\u2019Italia \u00e8 l\u2019intera Unione Europea che deve rafforzare il proprio ruolo e la propria capacit\u00e0 di difesa. Dobbiamo affrontare questa nuova fase sia come una sfida sia come un\u2019opportunit\u00e0. L\u2019Europa, come sostengono anche Giorgia Meloni e Mario Draghi, deve tornare ad essere protagonista anche nel dialogo con gli Usa, deve incidere di pi\u00f9 sul piano internazionale e deve essere in grado di attuare politiche economiche di lungo respiro, con investimenti strategici per sostenere la crescita. C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 di una svolta &#8211; rimarca Lupi all&#039;Adnkronos &#8211; occorre saperla cogliere per costruire finalmente un\u2019Unione Europea pi\u00f9 unita e pi\u00f9 forte&quot;.\u00a0Per Enrico Borghi, capogruppo Iv al Senato, &quot;il tema di una &#039;europeizzazione&#039; del nostro sistema di difesa e sicurezza non \u00e8 di oggi. Peraltro \u00e8 stato descritto con grande efficacia nel rapporto Draghi, che ha posto l\u2019accento sulla sovranit\u00e0 europea in questa materia per risolvere sovrapposizioni e per evitare l\u2019eccessiva suddivisione di fondi e progetti che non consente al comparto di avere la giusta dimensione (finanziaria, industriale e militare). L\u2019elezione di Trump pu\u00f2, e credo debba avere, un effetto di accelerazione&quot;, sottolinea il componente del Copasir. \u00a0<br \/>\nBorghi, sentito dall&#039;Adnkronos, snocciola i numeri. \u201cLa spesa militare totale nei paesi Ue nel 2023 &#8211; dice &#8211; \u00e8 stata di 313 miliardi di dollari, circa un terzo di quella degli Stati Uniti (916 miliardi) e di poco superiore alla Cina (296 miliardi). Nei fatti la spesa militare europea non \u00e8 cos\u00ec bassa. \u00c8 il triplo di quella della Russia che, secondo le stime Sipri, nel 2023 \u00e8 aumentata del 24% a 109 miliardi di dollari, per la guerra con l\u2019Ucraina, quella di Kiev +51% a 64,8 miliardi&quot;. &quot;Il problema \u00e8 che \u00e8 una spesa frammentata -osserva &#8211; mentre il campo industriale europeo del settore \u00e8 caratterizzato soprattutto da operatori nazionali che agiscono in mercati nazionali relativamente piccoli. Per questo servono i campioni europei del settore, che siano in grado di attrarre i fondi di venture capital e di fare efficienza e innovazione spinta. E poi c\u2019\u00e8 il tema dei bond europei per la difesa e della deroga ai patti di stabilit\u00e0 dei singoli paesi per gli investimenti nel settore&quot;. \u00a0E in una Ue in cui crescono destre sovraniste, la difesa comune europea &quot;diventa il vero e proprio banco di prova che ci dir\u00e0 se siamo stati all\u2019altezza di questa fase storica. Lo diceva gi\u00e0 De Gasperi 70 anni fa, e solo cos\u00ec potremo garantire effettivamente la sicurezza dell\u2019Europa e la sua autorevolezza sul piano diplomatico&quot;. Ma la strada appare in salita e irta di ostacoli. Tanto pi\u00f9 che quel numerino croce e delizia -il 2%- potrebbe addirittura lievitare. Il neo segretario generale della Nato Mark Rutte ha pi\u00f9 volte ammesso che la percentuale pattuita in seno all&#039;Alleanza ormai 10 anni fa non baster\u00e0 per finanziare i piani di difesa regionali approvati dalla Nato. Tanto che nelle ultime riunioni dell&#039;Alleanza si \u00e8 parlato anche del 2,5% del Pil. Ma ogni giorno la sua pena, insegna un antico adagio. Tradotto: meglio concentrarsi sul grattacapo, non da poco, del 2%.\u00a0&#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il problema ha un nome o meglio una percentuale: 2%. 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