{"id":7000,"date":"2024-11-09T14:26:00","date_gmt":"2024-11-09T14:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=7000"},"modified":"2024-11-09T14:26:00","modified_gmt":"2024-11-09T14:26:00","slug":"cancro-seno-1-donna-su-3-interrompe-la-terapia-ormonale-rischiando-una-recidiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=7000","title":{"rendered":"Cancro seno, 1 donna su 3 interrompe la terapia ormonale rischiando una recidiva"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una donna su tre con tumore della mammella interrompe la terapia ormonale. Dal primo al quinto anno dall\u2019inizio della cura, la percentuale di adesione diminuisce del 25,5%. Con gravi conseguenze, sia per la paziente perch\u00e9 la mancata aderenza determina un aumento del rischio di recidiva e di morte, che per il servizio sanitario per i maggiori costi per le cure e le ospedalizzazioni determinati dal ritorno di malattia. I dati emergono dalla revisione sistematica pubblicata sulla rivista &#039;The Breast&#039;, in cui sono stati analizzati 26 studi, in ognuno dei quali sono state prese in esame in media pi\u00f9 di 5.000 pazienti con carcinoma mammario, valutando l\u2019aderenza al trattamento ormonale adiuvante, cio\u00e8 successivo alla chirurgia, e la persistenza in terapia per i cinque anni di solito raccomandati. Risultati confermati anche dal sondaggio su 1000 donne con tumore del seno. Il 35% afferma infatti di non considerarsi aderente alla terapia ormonale (il 18% non lo \u00e8 completamente, il 17% solo talvolta). Le cause? Paura degli effetti collaterali, dimenticanza, ignoranza dei reali benefici della terapia o aspetti psicologici. E quasi la met\u00e0 (47%) non sa che la mancata aderenza pu\u00f2 causare la recidiva della malattia. \u00a0Per migliorare il livello di consapevolezza delle pazienti sull\u2019assunzione delle cure ormonali nelle dosi e nei tempi indicati dall\u2019oncologo, Aiom e Fondazione Aiom promuovono la prima campagna nazionale di informazione sul tema, che include, oltre al sondaggio, un opuscolo distribuito nei principali centri di oncologia, webinar per i pazienti e attivit\u00e0 social. Il progetto, realizzato con la sponsorizzazione non condizionante di Lilly, \u00e8 presentato oggi al 26esimo Congresso nazionale Aiom, in corso a Roma. \u00a0Nel 2023, in Italia, sono stati stimati 55.900 nuovi casi di carcinoma della mammella, il pi\u00f9 frequente in tutta la popolazione. La terapia ormonale \u00e8 indicata nelle forme ormonosensibili, che costituiscono circa il 70% del totale. &quot;La terapia adiuvante, cio\u00e8 successiva alla chirurgia \u2013 afferma Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom &#8211; pu\u00f2 essere considerata uno dei maggiori successi in oncologia negli ultimi trent\u2019anni. Ciononostante, si stima che una paziente su tre non assuma la terapia ormonale adiuvante come prescritto dal medico. Questa condizione \u00e8 associata a un aumento del rischio di recidiva e della mortalit\u00e0 e, pi\u00f9 in generale, degli interventi di assistenza sanitaria, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema. Maggiore aderenza significa minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti, incremento della sopravvivenza e riduzione dei costi per le terapie. \u00c8 importante che le pazienti siano consapevoli dei benefici della terapia adiuvante e siano informate su tutti gli aspetti della terapia: durata, scelta dello schema di trattamento ed entit\u00e0 degli effetti collaterali. Oggi esistono cure non solo molto pi\u00f9 efficaci di un tempo, ma anche in grado di migliorare la qualit\u00e0 di vita&quot;.\u00a0\u00a0 In base al sondaggio promosso da Aiom e Fondazione Aiom, il 76% delle pazienti riferisce all\u2019oncologo gli effetti collaterali. Nonostante l\u201988% ritenga di aver ricevuto dal clinico informazioni adeguate, quasi la met\u00e0 (47%) non \u00e8 consapevole che la mancata aderenza pu\u00f2 causare la recidiva della malattia. \u00a0&quot;La comunicazione tra oncologo e paziente \u00e8 fondamentale come azione di rinforzo per migliorare i livelli di assunzione delle cure e far comprendere che la terapia endocrina rappresenta, di fatto, un vero e proprio &#039;salvavita&#039; \u2013 spiega Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom -. I farmaci utilizzati possono causare effetti collaterali come vampate di calore, stanchezza, dolori articolari o nausea. \u00c8 importante che l\u2019oncologo fornisca alla paziente indicazioni, anche sugli stili di vita sani, per contrastare questi disturbi&quot;. \u00a0Tra i motivi che portano a sospendere la terapia endocrina, &quot;vi sono non solo gli effetti collaterali e la scarsa consapevolezza dei benefici &#8211; sottolinea Di Maio &#8211;  ma anche la dimenticanza. Le pazienti, cio\u00e8, non si ricordano di assumere il farmaco. In un\u2019altra metanalisi, condotta dall\u2019Universit\u00e0 del Colorado e pubblicata sul Journal of Clinical Oncology, sono stati analizzati 33 studi che avevano coinvolto complessivamente pi\u00f9 di 375.000 donne sul tema dell\u2019aderenza alla terapia ormonale per il tumore al seno e su come migliorarla. Sono stati sperimentati diversi modi per memorizzare questo appuntamento fisso, attraverso lettere, sms, notifiche sullo smartphone, telefonate o portapillole &#039;intelligenti&#039;, che hanno avuto un effetto significativo nel migliorare l\u2019assunzione della cura nelle dosi e nei tempi prescritti dal medico&quot;.\u00a0\u00a0Se assunta correttamente, la terapia ormonale adiuvante pu\u00f2 ridurre del 40% le recidive tumorali e di un terzo la mortalit\u00e0 per carcinoma mammario. &quot;Consiste nella somministrazione di farmaci che bloccano l\u2019attivit\u00e0 degli estrogeni, ormoni normalmente prodotti dall\u2019organismo, ma responsabili dell\u2019insorgenza e sviluppo di almeno due terzi dei tumori mammari \u2013 afferma Alessandra Fabi, membro del Direttivo nazionale Aiom -. Si pu\u00f2 attuare in sequenza dopo la chemioterapia oppure da sola. I farmaci ormonali sono somministrati per via orale in compresse e, in alcuni casi, per via intramuscolare. A seconda del meccanismo di azione, si distinguono in antiestrogeni, inibitori dell\u2019aromatasi e analoghi dell\u2019LH-RH. Gli inibitori dell\u2019aromatasi sono assunti per via orale e sono indicati nelle donne in postmenopausa. Sono utilizzati in genere dopo l\u2019intervento chirurgico, per impedire le recidive. Nelle donne con neoplasia mammaria in fase avanzata, \u00e8 indicata la terapia con inibitori dell\u2019aromatasi in associazione a molecole chiamate inibitori delle cicline. Questa associazione permette un potenziamento dell\u2019efficacia della terapia ormonale e di posticipare la chemioterapia, con grandi vantaggi in termini di qualit\u00e0 di vita e di minori tossicit\u00e0. Nelle pazienti con tumore del seno in stadio precoce ad alto rischio di recidiva, \u00e8 indicata la terapia adiuvante con gli inibitori delle cicline in combinazione con la terapia ormonale&quot;. \u00a0&quot;Sappiamo che, nel carcinoma mammario, il rischio di recidiva resta elevato anche a distanza di 20 anni dalla diagnosi \u2013 conclude  Fabi -. Per questo viene proposta l\u2019ormonoterapia. Ciononostante, dalla revisione sistematica pubblicata su &#039;Breast&#039; \u00e8 emerso che, dopo cinque anni, tanto l\u2019aderenza quanto la persistenza alla terapia hanno raggiunto valori medi attorno al 66%, riducendosi progressivamente dal primo al quinto anno. Nello studio, le donne pi\u00f9 attente sono state le 50-65enni. La minore aderenza delle pi\u00f9 giovani \u00e8 determinata dal timore degli effetti collaterali provocati dai farmaci, soprattutto a carico di fertilit\u00e0 e sessualit\u00e0. La minore aderenza nelle pi\u00f9 anziane, invece, \u00e8 legata soprattutto alla contemporanea presenza di altre malattie, alla scarsa alfabetizzazione sanitaria, al decadimento delle funzioni cognitive e alla mancanza di supporto sociale&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una donna su tre con tumore della mammella interrompe la terapia ormonale. Dal primo al quinto anno dall\u2019inizio della cura, la percentuale di adesione diminuisce del 25,5%. 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