{"id":7089,"date":"2024-11-10T08:29:08","date_gmt":"2024-11-10T08:29:08","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=7089"},"modified":"2024-11-10T08:29:08","modified_gmt":"2024-11-10T08:29:08","slug":"giulia-cecchettin-domani-un-anno-dallomicidio-dalla-scomparsa-al-processo-le-tappe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=7089","title":{"rendered":"Giulia Cecchettin, domani un anno dall&#8217;omicidio: dalla scomparsa al processo, le tappe"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Accoltellata 75 volte &quot;perch\u00e9 non voleva tornare con me&quot;. Domani, luned\u00ec 11 novembre, sar\u00e0 passato un anno dalla morte di Giulia Cecchettin, assassinata da chi diceva di amarla e che ora sta confessando davanti alla corte d&#039;Assise di Venezia ogni dettaglio del femminicidio dell&#039;ex fidanzata. Ventidue anni, laureanda di Vigonovo, Padova, Giulia \u00e8 morta cinque giorni prima della laurea in Ingegneria Biomedica per mano di Filippo Turetta, l&#039;11 novembre 2023. Il suo corpo senza vita sar\u00e0 ritrovato solo una settimana pi\u00f9 tardi, in una scarpata vicino al lago di Barcis, a circa cento chilometri da casa.\u00a0\u201cA distanza di un anno il dolore \u00e8 ancora vivo ed \u00e8 uno stato d\u2019animo che si fa ancora pi\u00f9 acuto ogni volta che la cronaca ci mette di fronte a un nuovo caso di femminicidio, quando una donna viene uccisa o anche solo maltrattata in nome di un malinteso e innaturale senso di propriet\u00e0, di un\u2019incapacit\u00e0 di porsi di fronte alla parit\u00e0 di genere. Ma l\u2019orrenda dinamica dell\u2019omicidio di Giulia Cecchettin ha segnato la vita stessa della nostra comunit\u00e0 come pochi altri, ha tracciato una linea di demarcazione nella consapevolezza sociale oltre la quale nessuno, di fronte a certe situazioni, pu\u00f2 pi\u00f9 far finta di non vedere, di non sapere. In questo anniversario rinnovo l\u2019abbraccio del Veneto a pap\u00e0 Gino, alla sorella e al fratello, partecipando al loro inesauribile dolore\u201d, le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, scritte ieri ricordando Giulia.  \u00a0\u201cHo conservato un ricordo vivo dell\u2019intervento del pap\u00e0 al funerale, sono rimasto colpito dal fatto che tanto dolore non impedisse di lasciare spazio ai propositi di dare un senso all\u2019esecrazione suscitata da una simile tragedia, di cogliere un messaggio da cui la societ\u00e0 possa crescere e maturare \u2013 aggiunge Zaia &#8211; Oggi come ieri mi sento al suo fianco. Mentre la giustizia sta facendo il suo corso riguardo le specifiche responsabilit\u00e0 in un avvenimento cos\u00ec tanto efferato e triste, grazie a pap\u00e0 Gino ha preso corpo la Fondazione Giulia Cecchettin che ha tra i suoi propositi il potenziamento del ruolo educativo di scuola e famiglie ai fini di un radicale cambiamento culturale. Un grande messaggio perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 sottrarsi all\u2019interrogativo sul perch\u00e9 nella nostra comunit\u00e0 possano accadere simili tragedie. \u00c8 l\u2019unico modo per capire che tra gli uomini c\u2019\u00e8 ancora chi non trova modo di affermare una superiorit\u00e0 se non nella convinzione che le donne sono inferiori. Un nuovo passo a livello culturale pu\u00f2 solo venire con l\u2019impegno di tutti e lo dobbiamo a Giulia e alle tante come lei\u201d.\u00a0\u00a0La scomparsa. E&#039; il pomeriggio dell&#039;11 novembre 2023 quando Giulia Cecchettin, ventiduenne di Vigonovo, comune in provincia di Padova a pochi chilometri da Venezia, esce con l&#039;ex fidanzato Filippo Turetta. I due studenti di Ingegneria Biomedica trascorrono la serata al centro commerciale &#039;Nave de Vero&#039; a Marghera. Fanno shopping e cenano, poi risalgono in auto, ma dei due si perdono le tracce. Il giorno dopo, Gino Cecchettin denuncia la scomparsa della figlia e iniziano gli appelli in televisione per trovarli. Il padre e i figli Elena e Davide non credono all&#039;allontanamento volontario.\u00a0Il ritrovamento. Sabato 18 novembre, una settimana dopo la scomparsa, pap\u00e0 Gino smette di sperare: il corpo senza vita di Giulia viene trovato in una scarpata, vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone, a circa cento chilometri da casa. E&#039; nascosta da dei sacchi neri, accanto ha il suo zaino e un libro illustrato per bambini, l&#039;ultimo regalo per la giovane appassionata di fumetti. Le coltellate, 75 decreter\u00e0 l\u2019autopsia, raccontano la crudelt\u00e0 contro la ventiduenne. Giulia Cecchettin \u00e8 morta per lo shock emorragico provocato dal colpo alla testa e dalle ferite.\u00a0L&#039;arresto. Dopo una settimana di fuga, poche ore dopo il ritrovamento del corpo senza vita dell&#039;ex fidanzata, Filippo Turetta viene fermato in Germania. E&#039; a bordo della sua auto, in un luogo dove la sosta \u00e8 vietata. Il piano che lo ha portato ad attraversare il Veneto e il Trentino, a risalire l&#039;Austria e a varcare il confine tedesco termina vicino Lipsia, a oltre mille chilometri da casa. Fa le prime ammissioni, poi dopo il rientro in Italia scortato su un volo che atterra a Venezia il 25 novembre, viene rinchiuso nel carcere veronese Montorio. Dietro le sbarre, nel primo interrogatorio confessa.\u00a0La confessione. Il primo dicembre Turetta ripercorre la doppia aggressione, prima in un parcheggio a 150 metri da casa Cecchettin, poi nella zona industriale di Foss\u00f2. &quot;Abbiamo iniziato a discutere. Mi ha detto che ero troppo dipendente, troppo appiccicoso con lei&quot; dice al pm di Venezia Andrea Petroni. &quot;Ho urlato che non era giusto, che avevo bisogno di lei, che mi sarei suicidato. Lei ha risposto decisa che non sarebbe tornata con me&quot;. Prima di scendere dall&#039;auto, il ragazzo afferra un coltello, quindi inizia a colpirla: lei urla, batte la testa a terra e lui la carica in macchina. Un uomo sente le urla e chiama i carabinieri, ma la Punto nera di Turetta ha gi\u00e0 lasciato Vigonovo. Dopo quattro chilometri, la telecamera di una ditta inquadra alle 23.40 il tentativo di fuga dell\u2019ex fidanzata.\u00a0&quot;Avevo due coltelli nella tasca in auto dietro al sedile del guidatore. Uno l&#039;avevo lasciato cadere a Vigonovo. Ho preso l&#039;altro e l&#039;ho rincorsa. Non so se l&#039;ho spinta o \u00e8 inciampata. Continuava a chiedere aiuto. Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello. Volevo colpirla al collo, alle spalle, sulla testa, sulla faccia e poi sulle braccia. (\u2026) Si proteggeva con le braccia dove la stavo colpendo. L&#039;ultima coltellata che le ho dato era sull&#039;occhio. Giulia era come se non ci fosse pi\u00f9. L&#039;ho caricata sui sedili posteriori e siamo partiti&quot;. Poi, dopo mille chilometri, la resa. &quot;Ho riacceso il telefono. Cercavo notizie che mi facessero stare abbastanza male da avere il coraggio per suicidarmi, ma ho letto che i miei genitori speravano di trovarmi ancora vivo e ci\u00f2 ha avuto l&#039;effetto opposto. Mi sono rassegnato a non suicidarmi pi\u00f9 e a essere arrestato&quot;.\u00a0Il processo. Luned\u00ec 23 settembre del 2024 davanti alla corte d&#039;Assise di Venezia inizia il processo a Filippo Turetta che deve rispondere di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudelt\u00e0, legame affettivo passato e stalking, oltre che di occultamento di cadavere, porto d&#039;armi e sequestro di persona. Rischia l&#039;ergastolo in un processo non mediatico: ammessi venti giornalisti e solo le telecamere Rai in aula. I difensori Giovanni Caruso e Monica Cornaviera hanno rinunciano all\u2019udienza preliminare, hanno anticipano che non chiederanno la perizia psichiatrica e hanno indicano un solo testimone. Una trentina, invece, i testi per l&#039;accusa in un processo che ha poco da svelare dopo la confessione.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Accoltellata 75 volte &quot;perch\u00e9 non voleva tornare con me&quot;. 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