{"id":7404,"date":"2024-11-11T16:28:11","date_gmt":"2024-11-11T16:28:11","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=7404"},"modified":"2024-11-11T16:28:11","modified_gmt":"2024-11-11T16:28:11","slug":"sclerosi-multipla-neurologo-gasperini-cladribina-rallenta-la-progressione-della-disabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=7404","title":{"rendered":"Sclerosi multipla, neurologo Gasperini: &#8220;Cladribina rallenta la progressione della disabilit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Cladribina ha un meccanismo d&#039;azione innovativo molto interessante che definiamo &#039;immuno-ricostituente&#039;. Significa che il farmaco \u00e8 in grado di depletare, e quindi di uccidere, i linfociti B e linfociti T, che sono quelli che attaccano successivamente la mielina e quindi determinano il danno tessutale e la progressione della disabilit\u00e0. Dopo l&#039;assunzione di cladribina, questi linfociti B e T tendono a essere ridotti in maniera significativa e il midollo comincia a costruirne di nuovi che non hanno memoria contro la mielina. Siamo quindi in grado di controllare, nel tempo, l&#039;aggressione di queste cellule sulla mielina e, dunque, la progressione della disabilit\u00e0&quot;. Cos\u00ec Claudio Gasperini, direttore dell&#039;Uoc di Neurologia dell&#039;ospedale San Camillo di Roma e coordinatore del Gruppo di studio della sclerosi multipla della Societ\u00e0 italiana di neurologia, intervenendo in un simposio in occasione del 54\u00b0 Congresso Sin, in corso a Roma.\u00a0&quot;Viene somministrato in maniera ottimale per i nostri pazienti, perch\u00e9 \u00e8 un farmaco orale &#8211; spiega Gasperini &#8211; Abbiamo una somministrazione di 2 settimane in un mese. Dopo, il paziente non assume pi\u00f9 il farmaco per un anno. Si ripete poi questo ciclo l&#039;anno successivo e, per 4 anni, se il paziente \u00e8 rispondente, \u00e8 libero da qualunque tipo di terapia, ma soprattutto \u00e8 libero da attivit\u00e0 di malattia&quot;.\u00a0Ricordando i dati a 4 anni dello studio Magnify, presentati al simposio, l&#039;esperto ricorda che &quot;circa l&#039;80% dei pazienti \u00e8 libero da progressione di disabilit\u00e0 in senso motorio, dal punto di vista di assenza di nuove lesioni alla risonanza magnetica e per quel che riguarda il buon controllo del deficit cognitivo. Questo significa garantire una stabilizzazione della malattia in una gran parte dei nostri pazienti &#8211; sottolinea il neurologo &#8211; Oltre a questi risultati, c&#039;\u00e8 un dato di sicurezza molto importante: non sono infatti emersi warning di attenzione. I nostri pazienti non hanno avuto effetti collaterali significativi e questo ci permette di utilizzare il farmaco anche nella fascia di et\u00e0 pi\u00f9 adulta, ovvero sopra i 50 anni, in cui il tema della immunosenescenza determina una riduzione delle difese immunitarie. Ebbene, il farmaco si \u00e8 dimostrato, in una post-doc analysis, che anche in questi pazienti non sono emersi effetti collaterali. Cladribina \u00e8 dunque un farmaco che noi possiamo utilizzare sia nella fase molto precoce della malattia, in pazienti giovani &#8211; conclude Gasperini &#8211; ma anche in quei pazienti in cui la malattia si manifesta in tarda et\u00e0, oppure in pazienti che non rispondono pi\u00f9, in un&#039;et\u00e0 pi\u00f9 avanzata&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Cladribina ha un meccanismo d&#039;azione innovativo molto interessante che definiamo &#039;immuno-ricostituente&#039;. 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