{"id":7905,"date":"2024-11-13T13:21:01","date_gmt":"2024-11-13T13:21:01","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=7905"},"modified":"2024-11-13T13:21:01","modified_gmt":"2024-11-13T13:21:01","slug":"g7-eurispes-i-punti-da-cui-partire-per-la-crescita-del-turismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=7905","title":{"rendered":"G7, Eurispes: i punti da cui partire per la crescita del turismo"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In occasione del G7 Turismo, in corso da oggi a Firenze, l\u2019Eurispes ha messo a punto uno studio per osservare il comparto e cercare di individuare alcuni punti fondamentali sui quali lavorare per far crescere un settore cos\u00ec importante, anche (ma non solo) economicamente, per il sistema Paese. Tra i temi da affrontare c\u2019\u00e8 innanzitutto quello della digitalizzazione, laddove la percentuale di imprese italiane di alloggio e ristorazione che usa l\u2019e-commerce \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 bassa rispetto alle altre medie europee (pari, per esempio, a solo il 31% contro il 64% della Spagna).\u00a0Gli investimenti del settore turistico, gi\u00e0 cresciuti del 26% nel 2023, sono ancora in aumento nel 2024 e lo saranno sempre di pi\u00f9 nei prossimi anni. La Sezione speciale turismo del Fondo di Garanzia per le pmi, finalizzata ad agevolare l\u2019accesso al credito e gli investimenti di media dimensione con una riserva del 50% per gli investimenti green, \u00e8 rivolta ad almeno 11.800 imprese turistiche.\u00a0Il settore del turismo a livello di Unione europea, nella sua definizione pi\u00f9 stretta (in termini di fornitori tradizionali di viaggi e di servizi turistici), conta 2,3 milioni di imprese, principalmente piccole e medie, che danno lavoro a circa 12,3 milioni di persone. Il turismo \u00e8 una delle principali attivit\u00e0 economiche dell\u2019Unione, rappresentando il 10% del Pil, con un\u2019incidenza considerevole sulla crescita economica, sull\u2019occupazione e sullo sviluppo sociale. In Italia tale percentuale \u00e8 anche superiore, raggiungendo circa il 13%.\u00a0Nel 2023, il paese in cui maggiormente \u00e8 stata impiegata l\u2019Intelligenza artificiale per programmare dei viaggi sono stati gli Usa, dove \u00e8 stata utilizzata da ben il 63% degli utenti. Nessuna nazione europea ricopre una posizione nelle prime cinque. La sesta \u00e8 la Spagna, che presenta un tasso di adozione dell\u2019IA da parte dei viaggiatori del 16%. Poco sotto, con il 14%, si colloca l\u2019Italia, a pari merito con la Germania. Il 61% delle grandi imprese italiane ha gi\u00e0 avviato almeno un progetto di IA. Tra le PMI, invece, solo il 15% ha almeno un progetto di IA avviato. Le aziende del settore turistico che hanno implementato l\u2019IA per l\u2019automazione delle prenotazioni e la gestione dei dati hanno registrato un aumento medio del 20% nei profitti e una riduzione del 15% nei costi operativi.\u00a0Va ricordato che l\u2019Indice di Digitalizzazione dell\u2019economia e della societ\u00e0 (Desi) colloca l\u2019Italia al 18\u00b0 posto sui 27 Stati dell\u2019Ue. Le differenze in termini di fatturato medio per addetto tra le imprese con un Digital intensity index alto rispetto alle imprese con un indice basso sono del resto notevoli: il fatturato medio per addetto delle imprese con pi\u00f9 di 10 dipendenti passa da 162.400 euro per le aziende con un Indice di Digital Intensity molto basso, a 408.500 euro per quelle con Indice alto.\u00a0Per l&#039;Eurispes sono quattro i punti da cui partire. 1) Dal turismo virtuale a quello esperienziale: L\u2019impatto della digital economy ha determinato la formazione di una experience economy, per la quale \u00e8 centrale il \u201cconsumo\u201d delle esperienze rispetto all\u2019offerta di beni e servizi tangibili. Bisogna passare da siti web statici a quelli dinamici, rendendo la tourist experience sempre pi\u00f9 personalizzata e aumentando la visibilit\u00e0 delle destinazioni, fruibili anche tramite il turismo virtuale. La competizione per gli operatori del settore si svolge oggi sul terreno del turismo esperienziale. In definitiva, l\u2019innovazione applicata alla produzione di conoscenza e alle nuove tecnologie pu\u00f2 divenire un fattore di crescita e sviluppo per il territorio e il sistema Paese, cos\u00ec come sostenuto anche dall\u2019Unesco, che, gi\u00e0 nel 2020, ha lanciato iniziative a sostegno del digitale multilivello in grado di influenzare i comportamenti dei fruitori delle destinazioni, ma anche l\u2019immagine delle stesse destinazioni. E in tal senso la realt\u00e0 virtuale pu\u00f2 attrarre nuove tipologie di turisti e costituire magari la premessa conoscitiva per la successiva esperienza di viaggio &#039;fisica&#039;.\u00a02) Verso smart tourist destinations: la tecnologia va usata per produrre contenuti di qualit\u00e0 e per avvicinare le persone con pi\u00f9 passione alla stessa tecnologia, creando contenuti che generino emozioni. Una sfida che richiede anche nuove competenze professionali. Lo scopo deve essere quindi investire nella transizione digitale per trasformare le destinazioni in smart tourism destinations. Una meta di turismo intelligente implica un approccio, derivato dalla filosofia delle smart cities, che punti all\u2019ottimizzazione delle risorse, a una governance efficace e alla tutela della qualit\u00e0 della vita sia per i residenti che per i visitatori. \u00a0Il tutto attraverso un destination management plan, inteso quale piano che definisca la direzione strategica della destinazione in un determinato arco temporale, in termini di vision, mission e obiettivi, e le azioni da attuare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Al centro di tale strategia ci sono i dati, prodotti, diretti ed elaborati attraverso l\u2019infrastruttura tecnologica della destinazione, cos\u00ec che le Istituzioni e le imprese possano prendere decisioni consapevoli e mirate. La smart tourist destination lavora, in sostanza, su cinque diversi pilastri: governance, innovazione, tecnologia, sostenibilit\u00e0 e accessibilit\u00e0, laddove, in particolare, il pilastro della sostenibilit\u00e0 impone una prospettiva di lungo termine, in modo tale da non compromettere il futuro delle risorse locali, n\u00e9 la qualit\u00e0 della vita dei locals e degli stessi turisti (anche in funzione di contrasto al cosiddetto overtourism).\u00a03) Intelligenza artificiale e robot tax: nell\u2019arco dei prossimi anni, anche nel settore turistico, gli sviluppi nel campo dell\u2019Intelligenza artificiale potrebbero favorire la sostituzione di lavoratori persone fisiche con macchine. L\u2019eventuale contrazione del lavoro umano a causa dell\u2019evoluzione tecnologica e della diffusione dei robot potrebbe peraltro avere, anche in Italia, conseguenze, in generale, sulle entrate fiscali. Dunque, potrebbe essere opportuno intercettare questo possibile scenario, laddove, per esempio, le forme teorizzate di prelievo sull\u2019attivit\u00e0 dai robot vanno da un\u2019imposizione diretta (aggiuntiva) sulle imprese che usano questa tecnologia, alla tassazione sul compenso virtuale che avrebbero i robot in quanto sostituti degli esseri umani: la cosiddetta &#039;Robot tax&#039;. Finora, comunque, l\u2019automazione sembra avere creato pi\u00f9 posti di lavoro di quanti ne abbia distrutti. \u00a0Affrontare per tempo la questione pu\u00f2 per\u00f2 essere utile, laddove, in ogni caso, ci\u00f2 che andrebbe perseguito non dovrebbe certo essere quello di ostacolare lo sviluppo tecnologico, ma semmai redistribuire gli effetti economici delle innovazioni tecnologiche e i loro benefici. E questo potrebbe essere ottenuto incentivando il reinvestimento, a fini sociali, di parte dei profitti che provengono dagli incrementi di produttivit\u00e0 riconducibili al progresso tecnologico. L\u2019esigenza, in sostanza, non \u00e8 quella di ostacolare le innovazioni che (eventualmente) sostituiscono lavoro, ma piuttosto quella di individuare criteri che consentano di distribuire sull\u2019intera collettivit\u00e0 i benefici potenziali di tali cambiamenti. Una riflessione andrebbe fatta anche in termini di eventuali green taxes sul fattore &#039;inquinamento tecnologico&#039;.\u00a04) Dal turismo digitale alla tourism intelligence: lo sviluppo di una piattaforma centralizzata per l\u2019accesso alle informazioni e ai servizi per i turisti sarebbe fondamentale per costruire un ecosistema turistico intelligente, anche attraverso l\u2019utilizzo di tecniche di analisi avanzate per estrarre valore da ogni interazione del turista con la destinazione. Piattaforma da integrare con quella cittadina delle smart city. Necessari a tal fine sono anche strumenti di segmentazione e profilazione del turista, anche attraverso sistemi di gestione (raccolta, archiviazione ed elaborazione) delle informazioni catturate da sensori wi-fi, dati mobili e media digitali. Comprendere e gestire tali flussi, contrastando la saturazione e facendo attenzione alla capacit\u00e0 di carico della destinazione potrebbe risolvere inoltre anche i fenomeni critici legati al cosiddetto overtourism. \u00a0Aggregare e centralizzare i dati sulla provenienza, il motivo del viaggio, le informazioni socio-demografiche, la mobilit\u00e0, le aree pi\u00f9 visitate, la durata del soggiorno, ecc., pu\u00f2 essere fondamentale al fine di identificare modelli, relazioni e tendenze che possono essere utilizzati per pianificare e ottimizzare i servizi che migliorano l\u2019esperienza turistica e la qualit\u00e0 della vita dei cittadini locali. Fondamentale sarebbe, inoltre, anche una disciplina ad hoc per il &#039;fenomeno recensioni&#039;, trovando soluzioni che possano garantirne l\u2019affidabilit\u00e0 e la veridicit\u00e0.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In occasione del G7 Turismo, in corso da oggi a Firenze, l\u2019Eurispes ha messo a punto uno studio per osservare il comparto e cercare di individuare alcuni punti fondamentali sui quali lavorare&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7906,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-7905","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7905"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7924,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7905\/revisions\/7924"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7906"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}