{"id":8016,"date":"2024-11-13T16:54:00","date_gmt":"2024-11-13T16:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=8016"},"modified":"2024-11-13T16:54:00","modified_gmt":"2024-11-13T16:54:00","slug":"vino-vignaioli-indipendenti-piccoli-sostenibili-e-di-qualita-orientati-a-enoturismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=8016","title":{"rendered":"Vino: vignaioli indipendenti, piccoli, sostenibili e di qualit\u00e0, orientati a enoturismo"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Italia del vino vanta un patrimonio fatto di produttori, vitigni autoctoni e territori unici al mondo: oltre 240mila aziende coltivatrici di uva, 30mila imprese vinificatrici, pi\u00f9 di 500 vini a denominazione Dop e Igp. Senza tralasciare la biodiversit\u00e0 dei vitigni: i 10 pi\u00f9 coltivati pesano per meno del 40% sulla superficie nazionale a vite, contro il 70% della Francia e l\u201980% dell\u2019Australia. Inoltre, con un fatturato complessivamente pari a 16 miliardi di euro, il comparto rappresenta un indiscutibile punto di forza per il Sistema Paese.\u00a0In questo contesto, Nomisma Wine Monitor &#8211; l\u2019Osservatorio di Nomisma dedicato al mercato del vino &#8211; in collaborazione con Fivi &#8211; la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti \u2013 ha realizzato un\u2019indagine sui produttori associati a Fivi mettendo in luce i risvolti di un modello socio-economico collegato a tale tipologia di impresa, le cui esternalit\u00e0 rappresentano un valore non solo per la filiera vitivinicola italiana, ma per l\u2019intero Paese. Qual \u00e8 l\u2019identikit di tale modello? Poco pi\u00f9 di 10 ettari di vigneto la superficie media coltivata dagli oltre 1.700 produttori associati a Fivi, 75 tonnellate di uva auto-prodotta per una produzione media di 38 mila bottiglie vendute ogni anno: in altre parole, una filiera totalmente integrata, dalla vigna alla cantina, fino alla commercializzazione dei propri vini.\u00a0\u201cL\u201981% dei vigneti coltivati da questi produttori si trova in collina e in montagna, rispetto al 60% della media italiana, vale a dire in quelle aree interne sempre pi\u00f9 soggette a spopolamento e a rischio idrogeologico. Zone dove, per altro, l\u2019uva da vino rappresenta una delle poche produzioni agricole ancora in grado di dare reddito a chi la coltiva\u201d, sottolinea Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor. Basti infatti pensare che, sebbene i cereali rappresentino la coltivazione pi\u00f9 diffusa nelle aree collinari e montane italiane, il valore della produzione ottenuto ad ettaro \u00e8 meno del 30% di quello ottenuto dall\u2019uva da vino. \u201cSenza poi tralasciare come in questo modello di impresa la vitivinicoltura esprime risvolti positivi anche a livello sociale dato che il 30% dei lavoratori \u00e8 impiegato a tempo indeterminato (contro il 10% della media italiana in agricoltura), il 28% \u00e8 di origine straniera (rispetto al 19% della media italiana) e il 33% \u00e8 donna, a fronte del 26% della media dell\u2019agricoltura italiana\u201d.\u00a0Anche dal punto di vista economico il &#039;modello Fivi&#039; esprime valori importanti, non tanto in termini assoluti quanto unitari. Basti infatti pensare che il prezzo medio a bottiglia del vino venduto dai produttori Fivi \u00e8 pi\u00f9 che doppio rispetto alla media italiana (7,7 euro contro 3,6). Dall\u2019indagine condotta da Nomisma emerge come, per quanto l\u2019Italia rappresenti il mercato di elezione dei produttori Fivi (e l\u2019Horeca il canale principale), l\u2019estero non \u00e8 certo disdegnato dai \u2018vignerons\u2019 italiani: il 71% esporta mentre un altro 23% ha intenzione di farlo nei prossimi anni. E se gli Stati Uniti rappresentano oggi il principale mercato estero di sbocco, presto anche altri mercati extra-Ue diventeranno sempre pi\u00f9 strategici, in particolare nell\u2019area asiatica.\u00a0Ma le difficolt\u00e0 non sono poche e per essere superate occorrono risorse. Un supporto importante potrebbe derivare dai fondi Ocm: purtroppo, a causa delle restrizioni e dei vincoli burocratici che disincentivano l\u2019accesso da parte delle piccole aziende, solo il 14% dei soci Fivi ha potuto beneficiare negli ultimi due anni dei fondi destinati alla promozione.\u00a0La ricerca presenta anche un focus sulla sostenibilit\u00e0: alla luce della localizzazione geografica in cui sono collocati i produttori Fivi, il tema della sostenibilit\u00e0 assume quantomeno una doppia valenza. E anche in questo caso i risultati emersi dall\u2019indagine realizzata da Nomisma danno conto di un modello di impresa attento sia alla sostenibilit\u00e0 ambientale sia sociale. Nello specifico, negli ultimi due anni il 71% delle aziende intervistate ha realizzato azioni finalizzate alla sostenibilit\u00e0 ambientale (dall\u2019utilizzo di packaging sostenibile al contenimento dei consumi di acqua e delle emissioni) mentre un altro 24% lo far\u00e0 nei prossimi due. 1 impresa su 2, invece, produce vini in modo biologico e un 20% \u00e8 certificato sostenibile. Nel complesso, per i Vignaioli Indipendenti, la sostenibilit\u00e0 rappresenta in primis un dovere e una responsabilit\u00e0, prima ancora che un costo da sostenere.\u00a0Sostenibilit\u00e0 anche economica. Una leva di sviluppo e integrazione economica utilizzata dai produttori Fivi \u00e8 quella dell\u2019enoturismo: oltre l\u201980% delle aziende associate offre servizi per gli enoturisti, in particolare visite guidate con degustazioni. Anche in questo caso, il &#039;modello Fivi&#039; offre un contributo particolarmente utile alla tenuta socio-economica delle aree rurali, dato che i ricavi derivanti dai servizi enoturistici incidono per il 23% sul fatturato complessivo dei \u2018vignerons\u2019 (contro una media nazionale del 18%), evidenziando in tal modo una differenziazione delle attivit\u00e0 in grado di valorizzare ulteriormente la produzione vinicola delle aree interne. Inoltre, il 46% dei turisti che annualmente visitano tali aziende sono di origine straniera, un altro fattore di sviluppo che, se rafforzato e ulteriormente valorizzato, pu\u00f2 contribuire alla riduzione di quell\u2019overtourism che negli ultimi anni sta portando effetti negativi negli equilibri sociali delle citt\u00e0 italiane.\u00a0In conclusione, il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti offre un importante contributo alla tenuta e valorizzazione del vino e dei territori vinicoli del Bel Paese. Tuttavia, le sfide che gli stessi produttori hanno davanti sono tante e complicate e, se non adeguatamente affrontate, rischiano di mettere in crisi l\u2019efficacia di tale modello. A questo riguardo, per quasi 1 produttore FIVI su 2, la gestione dei costi e l\u2019efficienza dell\u2019organizzazione aziendale (messa a dura prova dai cambiamenti climatici e dalla difficolt\u00e0 di reperire manodopera) rappresentano le sfide pi\u00f9 difficili da vincere, cos\u00ec come l\u2019evoluzione dei consumi e l\u2019inasprimento della concorrenza, in particolare di quei vini pi\u00f9 economici (spesso anche di minor livello qualitativo) che in momenti di congiuntura negativa, come quella attuale, rischiano di penalizzare i prodotti di qualit\u00e0.\u00a0\u201cEra da tempo che sentivamo il bisogno di scattare una fotografia pi\u00f9 chiara e nitida possibile della nostra base associativa, e grazie alla collaborazione con Nomisma siamo riusciti nel nostro intento &#8211; spiega Lorenzo Cesconi, vignaiolo e Presidente Fivi &#8211; Grazie ai dati forniti dai nostri soci e alla preziosa analisi svolta da Nomisma, abbiamo colto delle importanti conferme, delle interessanti novit\u00e0 e dei preoccupanti segnali di allarme. La conferma riguarda il ruolo dei vignaioli nella filiera vitivinicola italiana: aziende di medio-piccole dimensioni, spesso a conduzione familiare, radicate sul territorio e capaci di creare valore ed esternalit\u00e0 positive l\u00ec dove operano; impegnate non solo nella produzione di vino di qualit\u00e0, ma nella tutela del territorio e nella conservazione del paesaggio rurale italiano&quot;. \u00a0La novit\u00e0 &quot;\u00e8 legata alla percentuale di lavoratori a tempo indeterminato presente nelle aziende associate: in tempi storici di grande precariet\u00e0 lavorativa e in un settore caratterizzato inevitabilmente dalla stagionalit\u00e0, \u00e8 interessante leggere che il 30% dei lavoratori ha contratti stabili; significa che in azienda si creano spesso legami professionali profondi, che valorizzano le competenze e si basano su fiducia e rispetto. Non mancano le preoccupazioni, perch\u00e9 una ricerca di questo genere ovviamente non pu\u00f2 non cogliere elementi critici e tensioni, e in questo senso non possiamo chiudere gli occhi di fronte all\u2019alta percentuale di Vignaioli che ha posto come prima sfida per il futuro quella della redditivit\u00e0, a fronte di un continuo aumento dei costi&quot;.\u00a0Campanello di allarme: &quot;la resilienza delle aziende vitivinicole verticali non si pu\u00f2 dare per scontata e non \u00e8 infinita, ma ha bisogno di condizioni interne ed esterne che non sempre si riscontrano &#8211; sottolinea Cesconi &#8211; Modelli di finanziamento della produzione, transizione ecologica, passaggi generazionali, sono sfide enormi che anche come Federazione abbiamo il dovere di studiare a fondo. Alla politica, in Europa e in Italia, chiediamo semplificazione, snellimento burocratico, innovazione normativa a favore della micro, piccola e media impresa, e soprattutto una strategia chiara nella politica vitivinicola, che deve sempre di pi\u00f9 essere orientata alla sostenibilit\u00e0 di produzione, alla qualit\u00e0 e non alla quantit\u00e0, alla creazione di valore. Speriamo che ora, anche di fronte a questi numeri, aumenti l\u2019attenzione nei confronti di questo fondamentale segmento della filiera vitivinicola italiana\u201d.\u00a0\u201cComplimenti per questo approfondito lavoro che fotografa la realt\u00e0 dei Vignaioli Indipendenti italiani &#8211; dice Matilde Poggi, presidente Cevi (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti) &#8211; Colgo in questa ricerca tanti spunti utili a formulare istanze da portare alle istituzioni europee, in primis la necessit\u00e0 di rendere accessibili a tutti i vignaioli, anche i pi\u00f9 piccoli, ogni misura di sostegno, come ad esempio gli aiuti alla promozione paesi terzi; abbiamo visto da questo studio come le piccole aziende che Fivi rappresenta non accedano a questa misura, pur avendo una buona propensione all\u2019export. Abbiamo colto dal Commissario designato Hansen la necessita per il settore di un impegno verso la sostenibilit\u00e0: le aziende dei Vignaioli Indipendenti sono in linea con le richieste ma occorre una semplificazione anche nel sistema delle certificazioni, spesso troppo onerose per aziende di queste dimensioni\u201d.\u00a0&#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Italia del vino vanta un patrimonio fatto di produttori, vitigni autoctoni e territori unici al mondo: oltre 240mila aziende coltivatrici di uva, 30mila imprese vinificatrici, pi\u00f9 di 500 vini a denominazione Dop&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8017,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-8016","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8016"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8034,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8016\/revisions\/8034"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8017"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}