{"id":8081,"date":"2024-11-13T18:55:00","date_gmt":"2024-11-13T18:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=8081"},"modified":"2024-11-13T18:55:00","modified_gmt":"2024-11-13T18:55:00","slug":"e-morto-franco-ferrarotti-padre-e-decano-della-sociologia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=8081","title":{"rendered":"E&#8217; morto Franco Ferrarotti, padre e decano della sociologia italiana"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il sociologo Franco Ferrarotti, considerato il padre della sociologia italiana e suo decano, \u00e8 morto all&#039;et\u00e0 di 98 anni oggi a Roma. La notizia della scomparsa \u00e8 stata confermata all&#039;Adnkronos dai suoi collaboratori. E&#039; stato un maestro della ricerca sociale, ha rappresentato una figura scientifica di profilo internazionale e ha contribuito in maniera decisiva all&#039;insediamento della sociologia nelle istituzioni scientifiche italiane. \u00a0Nato a Palazzolo Vercellese il 7 aprile 1926, si era laureato in filosofia all&#039;Universit\u00e0 di Torino nel 1949 con una tesi su &quot;La sociologia di Thorstein Veblen&quot;, autore che poi tradusse per Einaudi su invito di Cesare Pavese. Professore emerito di sociologia all&#039;Universit\u00e0 &quot;La Sapienza&quot; di Roma, dove ha svolto tutta la carriera accademica, nel 1961 Ferrarotti ottenne la cattedra di sociologia dopo aver vinto il primo concorso bandito in Italia per questa disciplina. Nel 1962 contribu\u00ec alla creazione della Facolt\u00e0 di sociologia dell&#039;Universit\u00e0 di Trento, dove ha poi avuto la sua seconda cattedra di sociologia. \u00a0Fra gli anni Cinquanta e Sessanta Ferrarotti ha condotto una serie di ricerche pionieristiche sul sindacalismo, sui movimenti sociali, la trasformazione del lavoro, le comunit\u00e0 locali e la sociologia urbana. Si \u00e8 particolarmente interessato ai fondamenti di legittimazione del potere in una societ\u00e0 in trasformazione come quella moderna e ha studiato il problema dei fini e dell&#039;orientamento culturale di fondo della societ\u00e0 industriale.\u00a0Ferrarotti \u00e8 stato fondatore, con il filosofo Nicola Abbagnano, nel 1951 dei &quot;Quaderni di sociologia&quot;, di cui fu direttore fino al 1967, anno in cui dette vita alla rivista &quot;La critica sociologica&quot;, di cui da allora \u00e8 stato sempre il direttore. \u00c8 stato tra i fondatori, a Ginevra, del Consiglio dei Comuni d&#039;Europa, responsabile della divisione dei progetti di ricerca dell&#039;Ocse a Parigi. Nominato direttore di studi alla Maison des Sciences de l&#039;Homme di Parigi nel 1978, \u00e8 stato insignito del Premio per la carriera dall&#039;Accademia nazionale dei Lincei nel 2001 e del titolo di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica dall&#039;allora presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2005. Era Membro della New York Academy of Sciences e presidente onorario dell&#039;Associazione Nazionale Sociologi. \u00a0Ferrarotti ha insegnato nelle universit\u00e0 di Chicago, Boston, New York, Toronto, Mosca, Varsavia, Colonia, Tokyo e Gerusalemme. Generazioni di studenti ricordano le appassionanti lezioni di Ferrarotti all&#039;universit\u00e0 romana. Provocatori i suoi interventi sui diversi temi politici e sociali del paese dagli anni &#039;60 fin quasi ad oggi. La attivit\u00e0 di ricerca e di studio di Ferrarotti \u00e8 contenuta in una mole enorme di scritti che ha continuato a pubblicare fin oltre i 90 anni. Tra il 2019 e il 2020 l&#039;editore Marietti ha pubblicato l&#039;Opera omnia di Ferrarotti composta da sei volumi per un totale di 5mila pagine.\u00a0Prima di avviare la carriera accademica, Ferrarotti fu il pi\u00f9 stretto collaboratore dell&#039;imprenditore Adriano Olivetti (dal 1948 al 1960), elaborando per suo conto il progetto politico e sociale di Comunit\u00e0. Fu deputato indipendente nel Parlamento durante la terza legislatura (1959-63), in rappresentanza del Movimento di Comunit\u00e0 fondato da Olivetti, di cui prese il posto dopo le sue dimissioni dalla Camera. Su questa importante collaborazione ha pubblicato \u201cUn imprenditore di idee. Una testimonianza su Adriano Olivetti\u201d (Edizioni di Comunit\u00e0, 2001) mentre sull&#039;esperienza parlamentare \u201cNelle fumose stanze. La stagione politica di un &#039;cane sciolto&#039;\u201d (Guerini Studio, 2006).\u00a0Fra le opere principali di Ferrarotti si segnalano: \u201cSindacati e potere\u201d (Edizioni di Comunit\u00e0, 1954); \u201cLa protesta operaia\u201d (Edizioni di Comunit\u00e0, 1955); \u201cLa sociologia come partecipazione\u201d (Taylor, 1961); \u201cMax Weber e il destino della ragione\u201d (Laterza, 1965); \u201cTrattato di sociologia\u201d (Utet, 1968); \u201cRoma da capitale a periferia\u201d (Laterza, 1970); \u201cLa sociologia del potere\u201d (Laterza, 1972); \u201cVite di baraccati. Contributo alla sociologia della marginalit\u00e0\u201d (Liguori, 1974); \u201cStudenti, scuola, sistema\u201d (Liguori, 1976); \u201cGiovani e droga\u201d (Liguori, 1977); \u201cAlle radici della violenza\u201d (Rizzoli, 1979); \u201cLa societ\u00e0 come problema e come progetto\u201d (Mondadori, 1979); \u201cStoria e storie di vita\u201d (Laterza, 1981); \u201cIl paradosso del sacro\u201d (Laterza, 1983); \u201cLa qualit\u00e0 nella sociologia\u201d (Laterza, 1988). \u00a0La sua produzione saggistica \u00e8 proseguita corposa anche negli anni successivi: \u201cL&#039;Italia in bilico\u201d (Laterza, 1990); \u201cRoma madre matrigna\u201d (Laterza, 1991); \u201cI grattacieli non hanno foglie\u201d (Laterza, 1991); \u201cMass media e societ\u00e0 di massa\u201d (Laterza, 1992); \u201cLa tentazione dell&#039;oblio: razzismo, antisemitismo e neonazismo\u201d (Laterza, 1993); \u201cHomo sentiens: giovani e musica\u201d (Liguori, 1995); \u201cRock, rap e l&#039;immortalit\u00e0 dell&#039;anima\u201d (Liguori, 1996); \u201cL&#039;Italia tra storia e memoria\u201d (Donzelli, 1997); \u201cLa verit\u00e0? \u00c8 altrove\u201d (Donzelli, 1999); \u201cIl potere\u201d (Newton Compton, 2004); \u201cLa televisione\u201d (Newton Compton, 2005); \u201cAmerica oggi. Capitalismo e societ\u00e0 negli Stati Uniti\u201d (Newton Compton, 2006); \u201cVita e morte di una classe dirigente\u201d (Edup, 2007); \u201cL&#039;identit\u00e0 dialogica\u201d (Ets, 2007); \u201cFondi di bottiglia\u201d (Solfanelli, 2008); \u201cIl senso del luogo\u201d (Armando, 2009). Nel 2010 \u00e8 tornato a riflettere sul ruolo della sociologia nel volume \u201cPerch\u00e9 la sociologia?\u201d (Mondadori Education), intervistato da Umberto Melotti e Luigi Solivetti, mentre nel 2012 ha pubblicato il testo autobiografico &quot;Atman. Il respiro del bosco&quot; (Empiria) e il saggio \u201cUn popolo di frenetici informatissimi idioti\u201d (Solfanelli), cui ha fatto seguito \u201cLa religione dissacrante. Coscienza e utopia nell&#039;epoca della crisi\u201d (Solfanelli, 2013). Il suo volume pi\u00f9 recente \u00e8 \u201cDalla societ\u00e0 irretita al nuovo umanesimo\u201d (Armando, 2020).\u00a0Nel corso della sua attivit\u00e0 di ricerca Ferrarotti ha analizzato il tipo e la qualit\u00e0 di razionalit\u00e0 che regge le societ\u00e0 tecnicamente orientate e post-tradizionali, ponendosi il problema dei limiti della razionalit\u00e0 formale, puramente tecnica, e quello del passaggio dalla razionalit\u00e0 tecnico-formale alla razionalit\u00e0 sostanziale. In questa prospettiva ha ripreso criticamente la lezione del marxismo, depurata dai meccanicismi ma anche dalle &quot;impazienze dialettiche&quot;, nello stesso tempo analizzando il problema dei fini e dell&#039;orientamento culturale di fondo della societ\u00e0 industriale. Da ultimo, si \u00e8 particolarmente interessato all&#039;analisi e alla comprensione della polarit\u00e0 razionale-irrazionale, \u201cal di fuori di ogni catastrofismo romantico ma anche di ogni facile fede illuministica\u201d, per sua stessa ammissione. (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il sociologo Franco Ferrarotti, considerato il padre della sociologia italiana e suo decano, \u00e8 morto all&#039;et\u00e0 di 98 anni oggi a Roma. 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