{"id":8198,"date":"2024-11-14T12:58:08","date_gmt":"2024-11-14T12:58:08","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=8198"},"modified":"2024-11-14T12:58:08","modified_gmt":"2024-11-14T12:58:08","slug":"indagine-su-medici-europei-e-ai-italiani-piu-scettici-in-pratica-clinica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=8198","title":{"rendered":"Indagine su medici europei e Ai, italiani pi\u00f9 scettici in pratica clinica"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sull&#039;utilizzo dell&#039;intelligenza artificiale (Ai) nella cura diretta dei pazienti, per esempio attraverso chatbot che forniscono consigli, i medici italiani (62%) risultano essere i pi\u00f9 scettici di tedeschi (58%) e francesi (56%). Anche in termini di prospettive future per le applicazioni che usano l&#039;Ai, tra i professionisti italiani prevale una posizione pi\u00f9 neutrale e attendista (40%) rispetto a quanto emerge tra i i colleghi portoghesi (54%), inglesi (50%) e spagnoli (46%) che, al contrario, si dichiarano entusiasti sul futuro di queste tecnologie. A prescindere dalla percezione attuale, la quasi totalit\u00e0 dei medici intervistati (95%) ritiene importante approfondire le proprie conoscenze sull&#039;Ai e le sue applicazioni in campo medico. Solo 1 medico su 10, infatti, dichiara di sentirsi gi\u00e0 molto preparato su questi temi. Sono i risultati di un&#039;indagine condotta su un campione di 5.355 medici in 6 Paesi europei (Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Uk), analizzando la percezione della classe medica rispetto all&#039;uso dell&#039;intelligenza artificiale, realizzata da Univadis Medscape, il portale di informazione per i professionisti della salute con notizie, strumenti, aggiornamenti e formazione per la classe medica presente in numerosi Paesi.\u00a0Tra gli ambiti in cui l&#039;intelligenza artificiale ha gi\u00e0 dimostrato di poter avere un impatto positivo nella pratica clinica &#8211; si legge in una nota &#8211; la radiologia \u00e8 al primo posto secondo la maggioranza degli intervistati, seguita dalla medicina generale per inglesi, portoghesi e spagnoli. Gli italiani si dichiarano invece molto favorevoli all&#039;adozione dell&#039;Ai in ambito amministrativo e di archiviazione dei documenti (77%) e risultano essere anche i pi\u00f9 ottimisti rispetto alla possibilit\u00e0 di ridurre i casi di malasanit\u00e0 (64%) e di errori medici (63%) attraverso l&#039;uso dell\u2019Ai, seguiti dai medici spagnoli (61%) e portoghesi (57%). Al contrario, i medici del Regno Unito ritengono che l&#039;uso di queste nuove tecnologie potr\u00e0 aumentare la malpractice (40%) e il rischio di errore medico (31%). Sembra invece raccogliere un consenso trasversale in tutti i Paesi l&#039;aspetto regolatorio: il 93% dei medici intervistati in Spagna, il 91% in Portogallo, l&#039;88% in Germania e Italia e l&#039;82% in Francia concordano sulla necessit\u00e0 di definire una normativa specifica che regoli l&#039;uso dell&#039;Ai in ambito sanitario. \u00a0Le applicazioni dell&#039;intelligenza artificiale in campo medico sono sempre pi\u00f9 numerose e oggetto di studi volti a comprenderne benefici, rischi e potenzialit\u00e0 nei diversi ambiti di utilizzo. Se gli studi sono importanti per confermarne sicurezza e affidabilit\u00e0, un ruolo fondamentale nel processo di implementazione dell&#039;Ai nella pratica clinica lo gioca il medico, con il suo grado di fiducia e accettazione di queste nuove tecnologie. Il confronto tra le indagini condotte da Univadis Medscape nei diversi Paesi europei evidenzia quindi un crescente interesse generale nei confronti dell&#039;intelligenza artificiale in questo settore, mettendo tuttavia in luce percezioni differenti rispetto alle specifiche applicazioni di queste tecnologie nella pratica clinica.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sull&#039;utilizzo dell&#039;intelligenza artificiale (Ai) nella cura diretta dei pazienti, per esempio attraverso chatbot che forniscono consigli, i medici italiani (62%) risultano essere i pi\u00f9 scettici di tedeschi (58%) e francesi (56%). 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