{"id":8225,"date":"2024-11-14T13:46:28","date_gmt":"2024-11-14T13:46:28","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=8225"},"modified":"2024-11-14T13:46:28","modified_gmt":"2024-11-14T13:46:28","slug":"laura-santi-ottiene-il-via-libera-al-suicidio-assistito-e-la-nona-persona-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=8225","title":{"rendered":"Laura Santi ottiene il via libera al suicidio assistito: \u00e8 la nona persona in Italia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nLaura Santi \u00e8 la prima cittadina umbra, e la nona persona in Italia, a ottenere il via libera per l\u2019accesso alla morte volontaria assistita. Dopo due anni dalla sua richiesta per l&#039;accesso al suicidio assistito, due denunce, due diffide, un ricorso d\u2019urgenza e un reclamo per ottenere una risposta da parte della azienda sanitaria umbra, \u00e8 arrivata la relazione della commissione medica che attesta il possesso da parte di Laura Santi di tutti e quattro i requisiti previsti dalla sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato-Dj Fabo che in Italia ha legalizzato il &#039;suicidio assistito&#039;.\u00a0La relazione medica ha riconosciuto, dunque, che Laura Santi, 50enne di Perugia, affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla \u00e8: capace di autodeterminarsi; affetta da una patologia irreversibile; che provoca sofferenze fisiche o psicologiche che reputa intollerabili; dipendente da trattamenti di sostegno vitale. \u00a0In particolare, la commissione medica ha confermato la presenza di questo ultimo requisito, inizialmente non riconosciutole, anche sulla base dell\u2019ultima sentenza della Corte costituzionale (135\/2024) &#8211; dove la stessa Laura Santi era intervenuta nel giudizio in Corte costituzionale ed era stata ammessa &#8211; secondo cui alcune procedure che &quot;si rivelino in concreto necessarie ad assicurare l\u2019espletamento di funzioni vitali del paziente, al punto che la loro omissione o interruzione determinerebbe prevedibilmente la morte del paziente in un breve lasso di tempo, dovranno certamente essere considerate quali trattamenti di sostegno vitale&quot;. \u00a0&quot;Sono anni che lotto per difendere la libert\u00e0 di scelta alla fine della vita &#8211; dichiara Laura Santi &#8211; Una battaglia che porto avanti, per me e per tutte le persone che si trovano e si troveranno in situazioni simili, da molto prima che la mia malattia si aggravasse e mi rendesse completamente tetraplegica, preda di dolori, spasmi e sofferenze quotidiane. Ora sono felice di sentirmi veramente libera di scegliere. I tempi di risposta del Servizio Sanitario Regionale, cos\u00ec come sono ora, sono intollerabili perch\u00e9 aggiungono sofferenza a sofferenza. Per questo, se ci fosse stata una legge regionale che stabilisce tempi certi di verifica, avrei evitato circa due anni di attesa. Mi auguro che il prossimo Consiglio regionale voglia finalmente discutere e approvare la legge &#039;Liberi Subito&#039;, come chiediamo insieme all\u2019Associazione Luca Coscioni da due anni&quot;. \u00a0&quot;La tenacia con la quale Laura ha resistito e persistito nell\u2019agire alla luce del sole per l\u2019affermazione dei propri diritti \u00e8 un atto di amore e di fiducia nonostante tutto nei confronti della legge, e persino della sua Regione &#8211; sottolineano Marco Cappato, tesoriere dell\u2019Associazione Luca Coscioni, e Filomena Gallo, segretaria dell&#039;Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del team legale che assiste Laura Santi &#8211; I due anni di attesa ai quali \u00e8 stata costretta sono invece il risultato di accanimento burocratico e ostilit\u00e0 ideologica da parte del potere regionale che gestisce la Sanit\u00e0. Speriamo che ora Laura, anche grazie alla risposta finalmente ottenuta, riesca ora a conquistare nuovo tempo ed energie per proseguire la nostra comune lotta di libert\u00e0. Noi resteremo al suo fianco qualunque sar\u00e0 la sua scelta&quot;.\u00a0Per individuare farmaco e modalit\u00e0 per procedere, dalla Direzione Sanitaria con una rappresentanza della Commissione medica, \u00e8 stato richiesto un incontro che avverr\u00e0 nelle prossime settimane.\u00a0Prima di Laura Santi avevano ricevuto il via libera Federico Carboni (nelle Marche), la signora &#039;Gloria&#039; (in Veneto) e &#039;Anna&#039; (in Friuli Venezia Giulia) che in seguito hanno proceduto con l\u2019autosomministrazione del farmaco letale. Mentre Stefano Gheller (in Veneto), dopo aver ricevuto la relazione finale con la conferma dei requisiti previsti dalla Consulta, scelse di non procedere con l&#039;aiuto alla morte volontaria, \u00e8 successivamente deceduto a causa della malattia, e &#039;Antonio&#039; (sempre nelle Marche) che ha ottenuto il &#039;semaforo verde&#039; e ha poi deciso di voler continuare a vivere. \u00a0Per ottenere il rispetto della sua volont\u00e0 e l\u2019applicazione delle due sentenze della Consulta Laura Santi ha dovuto rivolgersi alla giustizia civile e penale, depositando le denunce contro la Usl Umbria e partecipando sempre alle udienze in Tribunale.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Laura Santi \u00e8 la prima cittadina umbra, e la nona persona in Italia, a ottenere il via libera per l\u2019accesso alla morte volontaria assistita. 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