{"id":8615,"date":"2024-11-15T16:39:57","date_gmt":"2024-11-15T16:39:57","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=8615"},"modified":"2024-11-15T16:39:57","modified_gmt":"2024-11-15T16:39:57","slug":"depistaggio-borsellino-a-processo-altri-4-poliziotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=8615","title":{"rendered":"Depistaggio Borsellino, a processo altri 4 poliziotti"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; (dall&#039;inviata Elvira Terranova) &#8211; Ancora un processo per il depistaggio sulle indagini sulla strage di via D\u2019Amelio. E, ancora una volta, alla sbarra ci sono dei poliziotti, accusati questa volta di aver reso false dichiarazioni nel corso delle loro deposizioni in qualit\u00e0 di testi nel processo sul depistaggio che si era concluso, in appello, con la prescrizione del reato di calunnia per i tre colleghi poliziotti imputati. Tutti facevano parte del Gruppo investigativo \u2018Falcone e Borsellino\u2019, che era stato creato dopo le stragi per fare luce sulle uccisioni dei due giudici e degli agenti di scorta. La decisione \u00e8 arrivata oggi con il rinvio a giudizio di Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi, Angelo Tedesco e Maurizio Zerilli. Quasi tutti in pensione. &quot;L&#039;udienza preliminare, nonostante le modifiche della Cartabia, non ha determinato alcun reale esame del merito delle singole accuse e delle singole responsabilit\u00e0. Dopo 10 anni di sottoposizione ad indagini a vario titolo, il mio assistito affronter\u00e0 anche il calvario del processo, vera pena per tutti i cittadini esenti da responsabilit\u00e0&quot;, dice all\u2019Adnkronos l\u2019avvocato Giuseppe Seminara, che difende il sovrintendente Giuseppe Di Gangi, prima di lasciare il Tribunale di Caltanissetta. \u00a0Il Gup David Salvucci ha accolto in pieno la richiesta di rinvio a giudizio del pm Maurizio Bonaccorso che oggi lascia la Procura di Caltanissetta per fare ritorno a Palermo. I poliziotti, tutti presenti in aula, dopo la decisione del gup Salvucci non hanno voluto dire nulla. Ma sulle loro facce si leggeva una grande delusione. \u201cRestiamo convinti della insussistenza del reato di depistaggio che viene contestato ai miei assistiti&quot;, ha invece detto l\u2019avvocata Maria Giambra, che difende Zerilli e Tedesco. \u00a0Nell\u2019ultima udienza i difensori dei quattro poliziotti avevano pi\u00f9 volte ribadito che gli imputati &quot;Non hanno mai depistato&quot;, che &quot;non hanno mai mentito al processo&quot;, che &quot;sono servitori dello Stato&quot;, ma, soprattutto, che i poliziotti del Gruppo investigativo Falcone e Borsellino erano &quot;l&#039;ultimo chiodo della ruota di un carro che muove qualcun altro&#8230;&quot;. Davanti al gup del Tribunale di Caltanissetta avevano spiegato perch\u00e9 i poliziotti, tra di loro gi\u00e0 in pensione, &quot;non devono andare a processo&quot;, come chiesto, invece, dalla Procura. Per i 4 poliziotti, era stato chiesto il &quot;non luogo a procedere perch\u00e9 il fatto non sussiste&quot;, o &quot;in subordine, alla riqualificazione della condotta, in falsa testimonianza&quot;. &quot;Non possiamo parlare di depistaggio su vicende gi\u00e0 &#039;depistate&#039;. Il depistaggio si \u00e8 verificato allora. E&#039; come se volessimo resuscitare oggi un fatto che gi\u00e0 si \u00e8 verificato e si \u00e8 consumato. E su quel fatto ci sono stati processi a rimedio&quot;, aveva detto l\u2019avvocato Maria Giambra che difende Maurizio Zerilli e Angelo Tedesco. \u00a0&quot;Se le false dichiarazioni che vengono addebitate agli imputati attengono ai fatti relativi alla strage di via D&#039;Amelio e quindi a fatti che riguardano le indagini svolte e nei processi celebrati, come potrebbero oggi nel processo Bo depistare un processo e indagini che non solo sono state a loro tempo depistate, dalle quali sono derivati tre processi, che sono frutto del depistaggio e genesi di ulteriore depistaggio?&quot;, aveva spiegato la legale. &quot;Nel momento in cui si sono celebrati quei processi &#8211; diceva ancora &#8211; il falso quadro che era stato costruito in sede di indagini entra nel processo e si sostiene nei processi. Il depistaggio c&#039;\u00e8 stato nel momento in cui le indagini sono state indirizzate verso falsi elementi investigativi. Sulla base di quelle indagini si sono concentrati tre processi e il depistaggio ha portato alla condanna ingiusta di persone&quot;. \u00a0Nel corso dell&#039;udienza preliminare, il pm Bonaccorso aveva accusato di poliziotti &quot;di malafede, reticenze e false dichiarazioni&quot;. &#039;&#039;Agli imputati vengono contestate una serie di condotte che si concretizzano in false dichiarazioni e reticenze, secondo l&#039;impostazione accusatorie mascherate da &#039;non ricordo&#039;&quot;, aveva detto il pm Maurizio Bonaccorso nel suo intervento, concluso con la richiesta di rinvio a giudizio. Ma le difese avevano respinto tutte le accuse. Sotto la lente di ingrandimento, tra l\u2019altro, una relazione di servizio, redatta da Maurizio Zerilli e trovata solo un anno fa, quasi per caso. &quot;Se il rinvenimento di questi documenti pu\u00f2 costituire, dal punto di vista del pm, una conferma al depistaggio, sulla posizione del poliziotto Maurizio Zerilli che refluenza pu\u00f2 avere? Zerilli che consegna l&#039;annotazione di servizio al proprio dirigente e poi il dirigente ritiene di non trasmetterla. E non ci interessa la ragione per la quale quella annotazione non fu trasmessa. Zerilli \u00e8 l&#039;ultimo chiodo di una ruota di un carro che muove qualcun altro&quot;, spiegava la legale. &quot;Maurizio Zerilli e Angelo Tedesco (due dei quattro poliziotti imputati ndr) nel 1994 erano giovanissimi poliziotti, uno appena 20enne e uno 30enne. L&#039;annotazione non \u00e8 stata trovata in un ufficio, l&#039;hanno trasmessa al dirigente. Cosa ha fatto Arnaldo La Barbera, l&#039;allora dirigente, e le ragioni, lo ribadisco, non le conosciamo. Permettetemi di dire che sulla posizione di Zerilli, sono ininfluenti&quot;. Insomma, i poliziotti sarebbero stati l\u2019ultima ruota del carro. Ma chi muoveva quelle fila?\u00a0Mentre l&#039;avvocato Giuseppe Panepinto, legale dell&#039;ispettore Vincenzo Maniscaldi, aveva spiegato che &quot;\u00e8 documentalmente provato che quanto dichiarato dall&#039;ispettore Vincenzo Maniscaldi \u00e8 sempre stato vero&quot;. &quot;Non solo non c&#039;\u00e8 una ipotesi di condanna ma non doveva essere neppure formulato il capo di imputazione&quot;, aggiungeva. &quot;Non c&#039;\u00e8 alcuna falsa dichiarazione nell&#039;annotazione&quot;, diceva il legale&quot;. &quot;Sulla base del dato documentale \u00e8 evidente e provato che Maniscaldi non ha mai negato il vero, non ha mai dichiarato il falso- spiegava l&#039;avvocato Panepinto &#8211; gi\u00e0 oggi siamo nelle condizioni di dire che sarebbe ingiusto un processo per una posizione gi\u00e0 documentata. Il pm avrebbe dovuto chiedere l&#039;archiviazione per Maniscaldi perch\u00e9 le sue dichiarazioni avevano lo scopo di ricostruire la verit\u00e0&quot;. Invece, oggi il gup ha ritenuto che Maniscaldi e gli altri non avrebbero detto il vero. &quot;Sotto il profilo oggettivo -aveva detto &#8211; c&#039;\u00e8 la prova della veridicit\u00e0 delle dichiarazioni rese da Maniscaldi e la insussistenza di qualunque condotta ipotizzata dal pm&quot;. Per poi aggiungere: \u201cSe depistaggio c&#039;\u00e8 stato \u00e8 stato quello di Vincenzo Scarantino&quot;, il falso pentito che con le sue dichiarazioni ha fatto condannare degli innocenti. Per l\u2019avvocato Seminara &quot;Di Gangi \u00e8 un servitore dello Stato che per 40 anni, da agente fino a diventare Sovrintendente capo, continua la progressione della carriera proporzionata, all&#039;interno di una vicenda che ha riguardato non solo gli appartenenti alle forze di Polizia ma anche la magistratura. Di Gangi ha ricevuto encomi, ha partecipato all&#039;arresto di latitanti, ha svolto con onore il suo servizio per 40 anni, \u00e8 esente di qualunque pregiudizio penale&quot;\u00a0Ma il pm Bonaccorso aveva parlato con insistenza, durante l\u2019udienza preliminare, di \u201cassoluta malafede dei testimoni che hanno fatto parte del Gruppo Falcone e Borsellino, nel processo Borsellino quater\u201d. \u201cAbbiamo Borsellino uno, bis e ter prima di Spatuzza e dopo Spatuzza abbiamo il Borsellino quater e depistaggio. Se andiamo ad esaminare le dichiarazioni dei poliziotti nei primi tre tronconi quando ancora non si era il smantellato il castello di menzogne, abbiamo dei testimoni tranquilli e sereni che rendono dichiarazioni che dopo scopriremo essere totalmente false\u201d, aveva detto il pm. \u00a0Mentre l\u2019avvocato di parte civile, Fabio Trizzino, che rappresenta i figli del giudice Paolo Borsellino, nonch\u00e9 marito di Lucia Borsellino, figlia maggiore del magistrato ucciso in via D\u2019Amelio, nella discussione si era rivolto direttamente ai quattro poliziotti: \u201cAvete visto che stavano creando il mostro (Scarantino ndr) e avete taciuto. Poi, quando finalmente l\u2019impostura si \u00e8 disvelata, dovevate darci una mano. Dovevate dirci quello che avete visto, quello che i vostri colleghi hanno commesso. Alcuni hanno mentito in maniera spudorata. Abbiamo assistito a momenti in cui avete umiliato i vostri colleghi, la memoria dei vostri colleghi\u201d. Oggi, invece, non ha voluto commentare il rinvio a giudizio.\u00a0\u201cChi ha partorito il depistaggio lo ha fatto nel momento in cui ha deciso di accelerare la strage- aveva detto il legale &#8211; L\u2019agenda rossa non l\u2019hanno presa n\u00e9 Zerilli n\u00e9 Di Gangi o Maniscaldi. E\u2019 stata fatta sparire da chi aveva da temere qualcosa. Per\u00f2 non ci avete aiutato, ci avete umiliato. E questo a mio giudizio \u00e8 grave. Vi siete accorti e avete coperto\u201d. Per Trizzino il depistaggio \u201c\u00e8 iniziato alle 17 del 19 luglio 1992. Loro sono stati chiamati a fare parte di un abominio. Ciascuno \u00e8 entrato, ha fatto il suo. Siccome sono validi poliziotti, sono convinto che si sono resi conto di quello che stavano facendo\u201d. Spetta adesso al Tribunale di Caltanissetta stabilire se davvero i quattro poliziotti hanno depistato le indagini, come sostiene la Procura nissena, oppure avrebbero detto la verit\u00e0, come continuano a ripetere i legali. \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; (dall&#039;inviata Elvira Terranova) &#8211; Ancora un processo per il depistaggio sulle indagini sulla strage di via D\u2019Amelio. 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