{"id":8876,"date":"2024-11-17T14:14:46","date_gmt":"2024-11-17T14:14:46","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=8876"},"modified":"2024-11-17T14:14:46","modified_gmt":"2024-11-17T14:14:46","slug":"mollicone-merlo-e-il-colosseo-cronistoria-di-una-lite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=8876","title":{"rendered":"Mollicone, Merlo e il Colosseo: cronistoria di una lite"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sorprende leggere oggi La Repubblica e scoprire che al quotidiano, fondato dal grande Eugenio Scalfari, ignorino che le agenzie stampa siano per definizione gi\u00e0 distanti da tutti. Tra i loro compiti c&#039;\u00e8 quello di riportare i fatti che accadono e le dichiarazioni rilasciate in particolar modo da esponenti politici e istituzioni. Racconteremo ovviamente anche gli annunciati risvolti giuridici che seguiranno questa vicenda. Con vivo interesse.\u00a0Lasciamo ai lettori la semplice cronistoria.\u00a0\u00a0Vorrei chiedere scusa a quei ceffi di romanacci con la scopa sulla testa che, nel Colosseo fuori dal Colosseo, da anni si ostinano a offrire al turista per dieci euro una foto con una tunica rossa attorno al corpo, scudo e daga sguainata. Chiedo scusa per i tantissimi articoli che ho scritto contro la gens della patacca abusiva da due soldi che adesso viene espropriata dalla gens della patacca di stato da un milione e mezzo di dollari: chiedo scusa ai truffatori del Colosseo senza legge, dove si mangia, si frega e se fa subito a cazzotti , ai \u201ccenturioni\u201d borseggiatori che fanno la mano morta alle turiste, ai carrettini di panini immangiabili, ai venditori di souvenir e di paccottiglia d\u2019ogni genere. Nessuno purtroppo riuscir\u00e0 a fermare la nuova lucrosa carnevalata del Colosseo prevista nel prossimo maggio. Ancora non si sa chi si travestir\u00e0 da leone e chi da tigre, ma sono gi\u00e0 pronti i pitali rovesciati che diventeranno elmi \u00abrigorosamente veri \u00bb sulla testa dei 16 turisti pi\u00f9 fortunati, 16 gladiatori sbrindellati, ma \u00abautentici\u00bb, che \u00absaranno scelti per concorso, sottoposti cio\u00e8 ad esami di storia romana\u00bb magari da quel Michetti che le sorelle Meloni \u2013 ricordate? \u2013 accreditavano come professore di Romanit\u00e0 e perci\u00f2 candidarono a sindaco: \u00ab Rifamo er Colosseo e pure le strade consolari \u00bb. Davvero non fatevi illusioni, \u00e8 inutile parlare di disfacimento estetico o spiegare al presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, che il Colosseo \u00e8 memoria universale. Chiunque dovrebbe entrarvi in punta di piedi, anche quelli del Parco archeologico con le loro clientele di ancient romans che si sono messi a sniffare la romanit\u00e0 spacciata da Mollicone. Nel 2008 durante il G8 questa romanit\u00e0 di strada sedusse persino i grandi del mondo e la sera a cena il presidente del Parlamento canadese chiese a quello del Parlamento italiano, Gianfranco Fini, quando, in quale epoca, era avvenuta \u00abla deportazione dei romani\u00bb. Aveva infatti visto e parlato e si era pure fatto fotografare con i descendants of the aborigines . Pensava che quei centurioni fossero come gli indiani in America e i Maori in Nuova Zelanda. Fini gli disse: \u00abCerto, le facce inquietanti ce le hanno\u00bb. Ebbene, chiediamo scusa a tutti loro che sono, tra di loro, tutti parenti, come nelle cosche a Corleone, e come nel \u201csistema Meloni\u201d. In fondo rimandano all\u2019archeologia del vivere, microorganismi e fermenti di una decomposizione sociale che \u00e8 pur sempre vita, anche se andata male. E per\u00f2 l\u2019indignazione non attacca a Roma, che \u00e8 s\u00ec bella e perduta come la patria del Nabucco . E la patacca di stato \u00e8 purtroppo vincente perch\u00e9 \u00e8 milionaria. Il povero governo italiano pe\u2019 schiaffasse in saccoccia li quadrini , un milione e mezzo di dollari pagati dai quei furbi di Airbnb, obbligherebbe pure il centurione Alessandro Giuli a mettersi in testa una corona di pelle adornata di sesterzi per stupire e instupidire quei turisti che, ogni sera e per tre sere, saranno addobbati da una sartoria ovviamente d\u2019epoca con l\u2019armatura dei mirmilloni per combattere i turisti nemici con l\u2019armatura dei traci. Questa \u00e8 pure una patacca che viene da lontano: gli scontri-spettacolo al Colosseo, in stile Las Vegas, non sono stati immaginati da Sangiuliano e da Giuli, ma dall\u2019allora ministro Franceschini, con un ripristino creativo dell\u2019antichit\u00e0 e del mito di Roma che nemmeno Mussolini. Tutto cominci\u00f2 dieci anni fa, quando l\u2019archeologo Daniele Manacorda, suscitando appunto l\u2019entusiasmo di Franceschini, si spinse a ipotizzare \u00abogni possibile evento della vita moderna, magari gare di lotta greco-romana, o una recita di poesie, o un volo di aquiloni \u00bb. E James Pallotta, che non aveva ancora venduto la squadra, alla Cnn annunzi\u00f2 \u00abuna partita della Roma contro il Bayern o il Barcellona: potremmo avere 300 milioni di persone che vogliono guardare da tutto il mondo il calcio nel Colosseo. Per loro faremo una pay-per-view: 25 dollari a testa\u00bb. Poi quest\u2019anno Elon Musk ha sfidato Zuckeberg a un duello di arti marziali nell\u2019Arena che il governo era davvero pronto ad affittargli. E forse un po\u2019 di colpa ce l\u2019ha il film Il Gladiatore con quella battuta che \u00e8 perfetta sia per la caciara sia per lo scetticismo di Roma: \u00abAl mio segnale scatenate l\u2019inferno\u00bb. Si sa che Luca Ward, il doppiatore di Russell Crowe, pronuncia nel film la frase in romanesco. Lo ricordo proprio al Colosseo il 26 settembre del 2018 quando, presentando il libro di Francesco Totti, un altro gladiatore messo male, si mise a smorfiare s\u00e9 stesso: \u00ab Quando me parte, faccio er Gladiatore e non mi fermo pi\u00f9 \u00bb. Quella sera, per il libro di Totti, l\u2019anfiteatro del Colosseo, che pure \u00e8 l\u2019archetipo di tutti gli stadi del mondo, era riservato al sussiego floscio e finto-inglese della nomenklatura sul Tevere, quella dei vip e dei semivip in tiro, baciamano e tacchi alti. Sfilarono al Colosseo per il pupone cocco de mamma i \u00abCaio Gregorio \/ fusti der pretorio \u00bb, ma con il Rolex al posto dei \u00abddu metri de torace \u00bb. Oggi invece la patacca milionaria viene raccontata come fosse un progetto di Mommsen e di Santo Mazzarino dalla direttrice pro tempore del parco archeologico Alfonsina Russo, \u00abun\u2019occasione \u2013 ha detto senza ridere \u2013 per ridare verit\u00e0 alla storia dei gladiatori\u00bb. E ai cronisti dei giornali amici ha pure spiegato il tempio di Giove e la lotta dei carri. Ed \u00e8 un peccato che Alfonsina si sia fatta espugnare dalla romanit\u00e0-patacca della destra, ora magnificata da Mollicone, la retorica della lupa e di Giulio Cesare di cartapesta ma anche di Asterix, disegnato come una statua ma con il prezzemolo in testa al posto dell\u2019alloro. C\u2019\u00e8 davvero un ritorno e un rilancio della sottocultura che anche Gianni Alemanno, da sindaco, inseguiva come un momento magico. \u00c8 la romanit\u00e0 che\u2013- ricordate? \u2013 veniva rievocata il 27 e 28 ottobre con la celebrazione della battaglia di Ponte Milvio e del miracolo di Costantino. Alemanno e il suo cerimoniere acculturato di allora, Umberto Broccoli, organizzavano la giornata dell\u2019identit\u00e0 cristiana di Roma \u00abl\u2019esperienza pi\u00f9 eccitante mai vista, un monumento alla romanit\u00e0, qualcosa che i bambini delle scuole dovrebbero studiare e ricordare per il resto della loro vita\u00bb: venghino, signori, venghino a Ponte Milvio a vedere la ricostruzione del castrum, l\u2019accampamento con macchine da guerra, le tende, e ovviamente i centurioni e i decurioni. Renata Polverini, che allora presiedeva la Provincia, invece era pi\u00f9 sprint e organizzava la festa mischiando i costumi greci e romani perch\u00e9 \u00ab semo pure greci \u00bb, e alcuni assessori erano travestiti da maiali con le mani che acchiappavano cosce mentre le puellae in tunica si leccavano i musi e finalmente una scrofa prendeva il posto della lupa capitolina. E ovviamente avevano pensato di fare la festa al Colosseo, ma il tab\u00f9 del monumento allora resisteva, anche se bisogna dire che i monumenti non sono templi, che il riuso non \u00e8 sempre profanazione, e questo vale pure per il Colosseo che, dal punto di vista della Chiesa, rimane un luogo di martirio, una Basilica. Nei corridoi del Colosseo fu girata la scena, amatissima da Tarantino, del lunghissimo scontro di karat\u00e8 tra Chuck Norris e Bruce Lee, che sarebbe poi morto l\u2019anno dopo, nel 1973. Il Colosseo venne concesso a Venditti con il suo pianoforte bianco. E Paul McCartney percorse una passerella longitudinale fumando una sigaretta e alla fine ci fu qualcuno che si precipit\u00f2 a raccogliere la cicca e ancora la conserva. McCarteny cant\u00f2 pure \u201c The Magical Mystery Tour vuole portarvi via \u2026 Venite, venite, satisfaction guaranteed\u201d. Poi abbiamo avuto le tragedie greche, il concerto di beneficenza di Biagio Antonacci, le danze del diavolo buono Roberto Bolle. Adesso questa sbracatura dei turisti gladiatori \u00e8 la prova definitiva che in Italia c\u2019\u00e8 un\u2019emergenza Colosseo. Eccoci al paradosso: il Colosseo \u00e8 un\u2019emergenza perch\u00e9 va troppo bene, soffre di abbondanza, al punto che ogni anno sfonda il record dei visitatori dell\u2019anno precedente. Nel 2023 sono stati 12 milioni e 300mila, con un ricavo di 79 milioni e 340 mila euro. Il monumento pi\u00f9 visitato e pi\u00f9 lucroso d\u2019Italia, uno dei pi\u00f9 ricchi del mondo, \u00e8 anche il pi\u00f9 vulnerabile all\u2019accanimento progettistico della demagogia, all\u2019accattonaggio urbano, al degrado della ristorazione ambulante, alla parodia della romanit\u00e0. E meno male che \u00e8 uno dei ruderi pi\u00f9 solidi al mondo. Il Colosseo, che ha resistito a tutto, sopporter\u00e0 anche la finta battaglia nella sua arena. Il nuovo orribile kitsch confermer\u00e0 l\u2019eternit\u00e0 della pietra ma l\u2019oltragger\u00e0 peggio di una demolizione. \u00a0\u00a0&quot;Caro Merlo, sei un &#039;deficiente&#039; perch\u00e9 manchi della conoscenza sui temi di cui scrivi. E non perdo tempo a inviare repliche al giornale che ti ospita perch\u00e9, come sempre, non le avrebbe mai pubblicate&quot;. Comincia cos\u00ec la lunga &#039;lettera&#039; del presidente della Commissione Cultura alla Camera Federico Mollicone con la quale il deputato di Fdi risponde ad un articolo di Francesco Merlo pubblicato oggi su &#039;Repubblica&#039;, nel quale il giornalista critica pesantemente l&#039;idea della rievocazione storica degli antichi combattimenti romani dei gladiatori al Colosseo. &quot;Forse -attacca Mollicone- pensi di far ridere con l&#039;ennesimo pezzo radical chic che trasuda elitismo ma sei un &#039;deficiente&#039; &#8211; ovviamente nel senso etimologico: defici della conoscenza storica dell&#039;identit\u00e0 del Colosseo e del ruolo che la rievocazione ha nei luoghi archeologici e del suo utilizzo come forma di archeologia sperimentale, come nelle arene di Nimes e Lugdunum&quot;. \u00a0In tutta Europa, dice Mollicone, &quot;la rievocazione storica, compresi gli spettacoli di gladiatura, sono a pagamento dentro arene e luoghi romani con spettacoli per migliaia di persone. Da noi sono addirittura gratis, approvate dalle Sovrintendenze, e portano redditivit\u00e0 per il monumento. Immaginiamo il radical chic Merlo a compiacersi di fronte lo specchio, col suo sorriso beffardo, con i suoi editoriali dissacranti per colpire la destra, forse non potendo pi\u00f9 brandire una chiave inglese come facevano negli anni &#039;70 quelli di AutOp, ma con lo stesso odio&quot;. La rievocazione storica &quot;rappresenta una politica attiva di valorizzazione degli istituti museali e dei parchi archeologici per incentivare forme ulteriori di turismo, contribuendo anche alla didattica e all&#039;approfondimento scientifico&quot;. \u00a0&quot;Caro Merlo sei un &#039;deficiente&#039; perch\u00e9 non sai che dal 1 novembre \u00e8 in vigore la legge 152 del 2024 che reca disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica -prosegue il presidente della Commissione Cultura alla Camera- e delega al Governo per l&#039;adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e statuisce espressamente, all&#039;articolo 1, che la Repubblica riconosce le rievocazioni storiche quali componenti fondamentali del patrimonio culturale nonch\u00e9 elemento qualificante per la formazione e per la crescita socio-culturale della comunit\u00e0 nazionale. Legge che ti ricordo \u00e8 stata votata anche dalla sinistra, all&#039;unanimit\u00e0 dal Parlamento&quot;.\u00a0&quot;Bene ha fatto il parco archeologico del Colosseo a siglare un protocollo d&#039;intesa con le associazioni di rievocazione storica, garantendo anche ai turisti uno spettacolo di gladiatura di alta qualit\u00e0 scientifica coordinato da funzionari del ministero della Cultura&quot;, scandisce Mollicone nella lettera a Francesco Merlo- Non vorremmo si nasconda odio verso la tradizione e la storia romana: ti ricordo, Merlo, che al Colosseo si tenevano i giochi gladiatori e la rievocazione degli stessi \u00e8 archeologia sperimentale. Chi non lo sa \u00e8 un &quot;deficiente&quot;. Caro Merlo sei un &quot;deficiente&quot; perch\u00e9 non sai che esiste un Fondo Nazionale per la rievocazione storica, istituito su mia proposta sin dal 2017 e che il governo Meloni ha raddoppiato fino a 4 milioni, che ogni anno finanzia migliaia di manifestazioni che attirano centinaia di migliaia di turisti e vivificano le identit\u00e0 pi\u00f9 profonde dell&#039;Italia. Penso al Natale di Roma, alle Idi di Marzo, ad Aquileia&quot;.\u00a0&quot;Caro Merlo, quelle associazioni di rievocazioni storica di cui parla hanno ricevuto 7 medaglie dai diversi Presidenti della Repubblica. Anche loro per la &#039;romanit\u00e0 patacca di destra&#039;? Caro Merlo, sei un &#039;deficiente&#039; perch\u00e9 non hai capito che la destra sostiene una politica culturale alta e popolare. Per intenderci, quella che ispir\u00f2 il barocco, quella delle grandi feste che nascondono simboli antichi &#8211; descritte magistralmente nei propri saggi da Fagiolo e Rak &#8211; con messaggi esoterici e essoterici e che parlano al popolo. A proposito di popolo, gli allego le foto dell&#039;arena di Nimes in Francia, la progressista Francia, dove una folla di popolo pagante si riunisce per vedere la rievocazione della gladiatura e delle legioni romane. Merlo, inizia a studiare e documentarti: in una sola frase, inizia a fare il giornalista e approfondire ci\u00f2 su cui scrivi, cosa che evidentemente non hai fatto. La pazienza \u00e8 finita. Davvero&quot;, conclude il presidente della Commissione Cultura della Camera.\u00a0\u00a0&quot;Con una lunga lettera di insulti, dettata all\u2019Adnkronos che, senza prendere le distanze, ne ha riproposto sin nel titolo lo stile offensivo (&#039;Merlo sei un deficiente&#039;), il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha risposto a un nostro garbato articolo di dissenso sulla decisione di mettere in scena, nell\u2019arena del Colosseo, combattimenti di gladiatori interpretati in costume d\u2019epoca dai turisti di Airbnb. L\u2019organizzazione ha ricompensato il Parco archeologico del Colosseo con un milione e mezzo di dollari che sono un ottimo motivo per difendere la rievocazione storica dalle critiche e per resistere alle proteste. Repubblica ha pubblicato l\u2019articolo del nostro Francesco Merlo ieri e il deputato di spicco di Fratelli d\u2019Italia, sostenendo che non gliel\u2019avremmo pubblicata, non ha inviato al giornale o a lui questa sua replica che si apre appunto con &#039;caro Merlo, sei un deficiente&#039; e si chiude nientemeno con questa minaccia: &#039;La pazienza \u00e8 finita. Davvero&#039;. E speriamo che Mollicone, persa la pazienza, non dia seguito e trattenga la sua ira. Mollicone assimila Merlo al mondo violento degli anni Settanta del quale il giornalista non ha mai fatto parte: &#039;Immaginiamo il radical chic Merlo compiacersi per i suoi editoriali\u2026 non potendo pi\u00f9 brandire una chiave inglese come facevano negli anni Settanta quelli di AutOp, ma con lo stesso odio&#039;. Verrebbe da sorridere e replicare con un &#039;Mollicone ma che stai a di\u2019&#039; se le troppe insolenze spavalde su &#039;i radical chic che si guardano allo specchio con i sorrisi beffardi&#039;, e il crescendo della ripetizione ossessiva, per ben cinque volte, dell\u2019insulto &#039;deficiente&#039; non dessero il tono della rissa di strada a un testo culturalmente povero che l\u2019agenzia di stampa ha rilanciato pubblicandolo interamente. \u00c8 davvero inusuale l\u2019attacco frontale, l\u2019offesa gratuita, diretta e personale di un\u2019alta carica istituzionale a un giornalista. Non \u00e8 una critica, non \u00e8 una polemica legittima, non \u00e8 neppure faziosit\u00e0 consapevole, onesta e dichiarata, ma \u00e8 materia giudiziaria. Sperando che l\u2019onorevole Mollicone non si difenda dalla querela di Merlo nascondendosi dietro l\u2019articolo 68 della Costituzione che gli garantisce l\u2019immunit\u00e0 e non l\u2019impunit\u00e0&quot;.\u00a0&#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sorprende leggere oggi La Repubblica e scoprire che al quotidiano, fondato dal grande Eugenio Scalfari, ignorino che le agenzie stampa siano per definizione gi\u00e0 distanti da tutti. 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