{"id":9171,"date":"2024-11-19T10:47:00","date_gmt":"2024-11-19T10:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=9171"},"modified":"2024-11-19T10:47:00","modified_gmt":"2024-11-19T10:47:00","slug":"affitti-brevi-nuove-norme-dal-1-gennaio-ma-i-proprietari-sono-pronti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=9171","title":{"rendered":"Affitti brevi, nuove norme dal 1\u00b0 gennaio. Ma i proprietari sono pronti?"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dal 1\u00b0 gennaio 2025 gli immobili destinati all\u2019affitto a breve termine dovranno obbligatoriamente esporre il cosiddetto Cin o Codice identificativo nazionale, ma i proprietari sono pronti? Solo in parte, tanto \u00e8 vero che, secondo l\u2019indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, ben il 33% degli intervistati ha detto di non essere a conoscenza di quest\u2019obbligo, dato corrispondente a quasi 230.000 proprietari. \u00a0Contrariamente a quello che molti pensano, il 62% di chi ha un immobile in affitto a breve termine, pari a circa 430.000 individui, lo fa come ulteriore fonte di reddito rispetto a quella principale e non come attivit\u00e0 professionale. \u00a0Il discorso cambia se si segmenta il campione per fasce anagrafiche; guardando ai rispondenti con et\u00e0 compresa fra i 25 ed i 34 anni, questa \u00e8 attivit\u00e0 professionale per il 61,3% degli intervistati che, cos\u00ec, si sono creati un lavoro. Riguardo al motivo per cui i proprietari di immobili hanno scelto di affittare a breve termine invece che in altre modalit\u00e0, il 39,8% dichiara di averlo fatto per garantirsi maggiori guadagni, il 35,7% per tutelarsi dai rischi di inquilini morosi, il 28,3% per poter disporre con pi\u00f9 libert\u00e0 dell\u2019immobile in caso di necessit\u00e0 e il 13,7%, vale a dire quasi 100.000 individui, per via di brutte esperienze precedenti con affitti a lungo termine. \u00a0La legge sarebbe dovuta entrare in vigore ad inizio novembre e solo pochi giorni prima di quella data \u00e8 arrivato il rinvio al primo gennaio. A conferma che la situazione sia delicata un altro dato emerso dall\u2019indagine: il 44% dei proprietari che dovranno esporre il Cin non ha ancora fatto richiesta per ottenerlo, mentre il 33% ha presentato domanda ma non lo ha ancora ricevuto; dati alla mano, quindi, solo 1 proprietario su 5 \u00e8 pronto alla nuova norma.\u00a0Guardando pi\u00f9 da vicino chi non ha ancora richiesto il Cin, emerge che il 30% dei rispondenti ha dichiarato di avere intenzione di farlo a breve, mentre il 38% ha detto di volersi prima informare a riguardo e solo dopo prender\u00e0 una decisione in merito a ci\u00f2 che far\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0. Addirittura, il 9,3% dei proprietari, vale a dire circa 30.000 persone, ha detto che smetter\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 perch\u00e9 &#039;sta diventando troppo complicata&#039;, percentuale che arriva a sfiorare il 14% tra i proprietari residenti al Sud e nelle Isole. Il 6% del campione intervistato, dato corrispondete a 18.000 individui, invece, non ha intenzione di richiedere il codice, ma continuer\u00e0 comunque ad operare pur non rispettando la legge.\u00a0Il Cin non \u00e8 l\u2019unica novit\u00e0 introdotta dalla norma, che prevede anche l\u2019installazione all\u2019interno delle abitazioni concesse in affitto breve di alcuni dispositivi per la sicurezza degli ospiti; da questo punto di vista i proprietari sembrano essersi attivati con maggiore celerit\u00e0. Per i rilevatori di fumo, ad esempio, il 63% del campione ha detto di averli gi\u00e0 installati, ed anche per quanto riguarda gli estintori quasi 2 proprietari su 3 si sono messi in regola. Si ferma al 49%, invece, la percentuale di chi ha installato il rilevatore di monossido di carbonio.\u00a0Seppur non obbligatoria, se non in alcune regioni, il 65% dei proprietari ha dichiarato di aver sottoscritto una polizza casa per tutelarsi da eventuali danni agli ospiti durante il soggiorno; il 68%, invece, ha un\u2019assicurazione che tutela l\u2019immobile stesso da eventuali danni arrecati dagli affittuari. Il mercato assicurativo offre diverse polizze destinate ai proprietari di immobili che vogliono intraprendere la strada dell\u2019affitto a breve termine. Si tratta di prodotti che, secondo l\u2019analisi di Facile.it, hanno prezzi che partono da circa 150 euro l\u2019anno, con premi che possono superare i 300 euro a seconda delle garanzie scelte.\u00a0Le coperture offerte variano da compagnia a compagnia; alcune, ad esempio, tutelano il proprietario solo in caso di danni o infortuni agli ospiti durante il soggiorno, altre invece, intervengono in presenza di danni arrecati all\u2019immobile dagli affittuari, anche in presenza di atti vandalici o furti. Sono normalmente esclusi i danni derivanti dall\u2019usura naturale dell\u2019immobile, cos\u00ec come problemi derivanti da mancata manutenzione.\u00a0&quot;Il consiglio quando si \u00e8 alle prese con la scelta di una polizza casa -spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it &#8211; \u00e8 di verificare con attenzione i fascicoli informativi per identificare la soluzione pi\u00f9 adatta alle proprie esigenze. Ad esempio, \u00e8 importante non limitarsi alla polizze proposte da alcune piattaforme per gli affitti brevi; queste coperture sono spesso limitate e, naturalmente, sono valide solo per le prenotazioni effettuate tramite la piattaforma stessa, lasciando cos\u00ec il proprietario scoperto nel caso operi attraverso altri canali&quot;.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dal 1\u00b0 gennaio 2025 gli immobili destinati all\u2019affitto a breve termine dovranno obbligatoriamente esporre il cosiddetto Cin o Codice identificativo nazionale, ma i proprietari sono pronti? 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