{"id":9638,"date":"2024-11-20T18:30:24","date_gmt":"2024-11-20T18:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=9638"},"modified":"2024-11-20T18:30:24","modified_gmt":"2024-11-20T18:30:24","slug":"lindagine-1-paziente-su-3-ritiene-difficile-uscire-dalla-depressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=9638","title":{"rendered":"L&#8217;indagine, 1 paziente su 3 ritiene difficile uscire dalla depressione"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oltre la met\u00e0 delle persone affette da depressione (58%) considera difficile formulare la diagnosi della patologia e per 1 paziente su 3 \u00e8 una condizione da cui non si riesce ad uscire. Sono i dati principali di una recente indagine condotta da Swg, con il supporto di Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine, su un campione rappresentativo della popolazione italiana che comprende sia pazienti con diagnosi dichiarata di depressione maggiore che caregiver. Per fare luce su questa complessa patologia e sensibilizzare l&#039;opinione pubblica, Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine ha ospitato oggi, presso la sua sede di viale Fulvio Testi a Milano, l&#039;evento &#039;Nel labirinto della depressione \u00e8 ora di fare chiarezza&#039;.\u00a0In Italia la depressione maggiore tocca la vita di un milione di persone, trasformando profondamente non solo la loro quotidianit\u00e0, ma anche quella dei loro familiari e amici. L&#039;incontro, che ha riunito esperti del settore, clinici e rappresentanti delle associazioni di pazienti &#8211; riporta una nota &#8211; \u00e8 stato l&#039;occasione per presentare la campagna di sensibilizzazione &#039;Out of the Maze &#8211; Oltre il labirinto della depressione&#039;, promossa da Johnson &amp; Johnson, con il patrocinio di Fondazione Progetto Itaca Ets e di Cittadinanzattiva Aps, che mira a diffondere un messaggio chiaro e positivo: con una diagnosi tempestiva e trattamenti adeguati, \u00e8 possibile trovare una via d&#039;uscita dalla depressione maggiore. Il concept creativo della campagna racconta come vivere con la patologia possa essere paragonato a muoversi in un labirinto: il percorso \u00e8 fatto di strade senza uscita e vicoli ciechi, cosa che pu\u00f2 generare un senso di frustrazione e mancanza di speranza. Ma con il giusto aiuto, a partire da quello dei propri caregiver, profondamente coinvolti nel percorso di cura dei pazienti, uscire dal labirinto della depressione maggiore \u00e8 possibile. La campagna, che raccoglie anche testimonianze di pazienti, caregiver e specialisti, \u00e8 live sui canali Instagram &#039;Per andare oltre&#039; e Facebook &#039;Oltre la depressione&#039;, sul sito ABCdepressione.it e ha tra i suoi supporter Gianluigi Buffon.\u00a0Uno degli aspetti su cui \u00e8 ancora essenziale fare chiarezza riguarda il riconoscimento dei sintomi e il percorso terapeutico. Ad oggi, infatti, il 65% dei pazienti italiani preferisce aspettare per vedere se i sintomi della depressione si risolvano spontaneamente, considerandoli potenzialmente transitori, mentre solo il 56% opterebbe per intraprendere subito una terapia. In caso di sospetto di depressione in prima persona &#8211; rileva il sondaggio &#8211; lo psichiatra emerge come la terza figura di riferimento, indicato dal 57% dei pazienti, preceduto dal medico di medicina generale (75%) e dallo psicologo (62%). Quasi la met\u00e0 si affiderebbe a una struttura specializzata. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, solo 3 pazienti su 10 ritengono che non se ne possa prescindere per affrontare correttamente la malattia.\u00a0&quot;Questi dati dimostrano come, ancora oggi, la depressione sia una patologia spesso sottovalutata, percepita come una fase passeggera che non richiede un trattamento tempestivo &#8211; afferma Andrea Fiorillo, professore ordinario di Psichiatria presso l&#039;Universit\u00e0 della Campania &#039;L. Vanvitelli&#039; e presidente della European Psychiatric Association, la Societ\u00e0 europea di psichiatria &#8211; E&#039; infatti essenziale aumentare la consapevolezza riguardo alla seriet\u00e0 di questa malattia e al valore di una diagnosi precoce, attraverso un sistema di assistenza capillare e integrato che informi sulla patologia e sui percorsi di cura. E&#039; fondamentale&quot; comprendere &quot;che la depressione non \u00e8 solo un periodo difficile, ma una condizione medica seria che richiede il giusto approccio terapeutico e il corretto supporto specialistico per essere superata con efficacia&quot;.\u00a0Aggiunge Miriam Olivola, medico psichiatra Asst Fatebenefratelli Sacco, Milano: &quot;La nostra responsabilit\u00e0, come clinici, \u00e8 chiarire che non solo una diagnosi precoce \u00e8 possibile, ma che esistono soluzioni terapeutiche efficaci che possono migliorare notevolmente la qualit\u00e0 della vita. Dobbiamo impegnarci a fondo per abbattere i pregiudizi sulla terapia farmacologica e sulla figura dello psichiatra, rendendo queste risorse accessibili e meno stigmatizzanti. Oggi, grazie a trattamenti innovativi che possono offrire un sostegno efficace, \u00e8 possibile fare reali progressi verso un miglioramento della qualit\u00e0 di vita dei pazienti e dei caregiver, permettendo a molti di intraprendere un percorso concreto di uscita dalla depressione&quot;.\u00a0L&#039;obiettivo della campagna \u00e8 anche dare voce all&#039;esperienza di pazienti e caregiver, sia per mettere in luce le risorse che facilitano il percorso di cura sia per sottolineare il loro fondamentale aiuto nel riconoscimento tempestivo dei segnali della depressione e nella sua gestione. Dall&#039;indagine emerge con forza che il ruolo dei caregiver \u00e8 fondamentale, sia nella gestione della vita quotidiana che del percorso terapeutico. Pi\u00f9 dell&#039;80% aiuta i pazienti nel richiedere aiuto, il 70% li assiste nella ricerca di uno specialista e il 67% si impegna attivamente nella ricerca di informazioni sulle opzioni terapeutiche disponibili. D&#039;altra parte, l&#039;assistenza a una persona affetta da depressione impatta profondamente anche sulla qualit\u00e0 di vita dei caregiver. Secondo i dati, oltre il 60% di loro ha sentito il bisogno di un supporto psicologico per se stesso, ma solo il 33% lo ha effettivamente ricevuto. La necessit\u00e0 di informazioni \u00e8 infatti un bisogno diffuso tra i caregiver: il 79% desidera approfondire i percorsi terapeutici disponibili, il 77% ha la necessit\u00e0 di conoscere meglio le diverse forme della malattia e il 73% vuole saperne di pi\u00f9 su sintomi e possibili ricadute. Inoltre, il 70% ritiene importante poter condividere esperienze con altri nella stessa situazione.\u00a0&quot;I dati evidenziano che i caregiver sono essenziali non solo come supporto emotivo, ma come figure centrali nell&#039;intero percorso di cura &#8211; osserva Felicia Giagnotti, presidente Fondazione Progetto Itaca Ets &#8211; Molti di loro esprimono la necessit\u00e0 di ricevere maggiori informazioni e un aiuto concreto per affrontare il loro impegno quotidiano. E&#039; fondamentale che anche coloro che si prendono cura dei pazienti ricevano il giusto sostegno sia in termini di formazione che di servizi, poich\u00e9 il loro ruolo \u00e8 cruciale nel garantire un processo di cura efficace e completo&quot;. Evidenzia la direttrice della Scuola Civica di Alta Formazione, Cittadinanzattiva, Daniela Mondatore: &quot;Come associazione, siamo consapevoli di quanto sia difficile per i pazienti e i loro familiari chiedere aiuto. Attraverso iniziative di sensibilizzazione e supporto, lavoriamo per costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 inclusiva e consapevole, dove la salute mentale non sia pi\u00f9 un tab\u00f9. E&#039; importante garantire equit\u00e0 nell&#039;accesso ai percorsi di cura, poich\u00e9 la depressione \u00e8 una malattia a tutti gli effetti e merita di essere trattata con la stessa attenzione e rispetto di qualsiasi altra condizione medica clinicamente rilevante. L&#039;impegno delle istituzioni \u00e8 cruciale per promuovere l&#039;accesso universale a trattamenti adeguati, senza barriere o discriminazioni&quot;.\u00a0Commenta Buffon: &quot;Mi ha fatto molto piacere aver preso parte a questo evento, che ha trattato un tema a me molto caro. Campagne di sensibilizzazione come&quot; questa &quot;sono essenziali per rompere il silenzio che spesso circonda la depressione. E&#039; fondamentale iniziare a parlare apertamente delle proprie difficolt\u00e0, perch\u00e9 solo cos\u00ec possiamo rompere lo stigma che accompagna questa condizione. Dalla mia esperienza, ho imparato che chiedere aiuto non \u00e8 un segno di debolezza, bens\u00ec il primo passo per superare la malattia. Con iniziative come questa, possiamo davvero fare la differenza e aiutare pi\u00f9 persone a trovare la via d&#039;uscita&quot;.\u00a0Con questa iniziativa Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine intende offrire una prospettiva di speranza concreta a pazienti e caregiver, sottolineando che dal disturbo depressivo maggiore si pu\u00f2 uscire. &quot;Siamo orgogliosi di promuovere un evento e una campagna di sensibilizzazione come &#039;Out of the Maze &#8211; Oltre il labirinto della depressione&#039;, perch\u00e9 &#8211; conclude Alessandra Baldini, Medical Affairs Director di Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine &#8211; riteniamo che sia fondamentale abbattere i pregiudizi che ancora circondano questa malattia. In Johnson &amp; Johnson siamo impegnati nell&#039;area delle neuroscienze per sviluppare soluzioni innovative che possano realmente fare la differenza, contribuendo a migliorare il benessere mentale delle persone e a offrire speranza alle famiglie. Grazie alla ricerca condotta negli ultimi anni, siamo riusciti a sviluppare trattamenti innovativi per alcune delle malattie mentali pi\u00f9 impattanti, incluso il disturbo depressivo maggiore&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Oltre la met\u00e0 delle persone affette da depressione (58%) considera difficile formulare la diagnosi della patologia e per 1 paziente su 3 \u00e8 una condizione da cui non si riesce ad uscire.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9639,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-9638","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9638"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9638\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9652,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9638\/revisions\/9652"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}