{"id":9876,"date":"2024-11-21T17:10:00","date_gmt":"2024-11-21T17:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=9876"},"modified":"2024-11-21T17:10:00","modified_gmt":"2024-11-21T17:10:00","slug":"ricerca-oncologi-e-cardiologi-litalia-e-diciottesima-in-ue-per-risorse-ma-alto-livello-trial","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=9876","title":{"rendered":"Ricerca, oncologi e cardiologi: &#8220;L&#8217;Italia \u00e8 diciottesima in Ue per risorse ma alto livello trial&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 diciottesima in Europa per spesa in ricerca e sviluppo, con l\u20191,33% in rapporto al Pil (l\u2019obiettivo nell\u2019Ue \u00e8 il 3%) ma, anche con poche risorse a disposizione, il valore della produzione scientifica del nostro Paese \u00e8 ai vertici a livello internazionale. L\u2019Italia, infatti, \u00e8 responsabile del 31% dei 2.169 studi autorizzati in Europa nel 2022 e continua a rappresentare un attore protagonista nella ricerca clinica del Continente. Resta, per\u00f2, il nodo cruciale dei ritardi nell\u2019accesso alle nuove terapie. Oggi, tra l\u2019autorizzazione a livello europeo e la rimborsabilit\u00e0 a livello nazionale, trascorre ancora troppo tempo. Servono infatti circa 14 mesi (424 giorni), un valore in linea con quello medio europeo (432 giorni per Ue-13+Inghilterra) e migliore rispetto a Francia (527) e Spagna (661), ma nettamente peggiore della Germania (126), che \u00e8 la pi\u00f9 rapida nel rendere disponibili le nuove terapie.  Servono, da un lato, pi\u00f9 risorse da destinare alla ricerca scientifica, dall\u2019altro nuovi modelli per velocizzare l\u2019accesso all\u2019innovazione. Sono le richieste di Foce (Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi) nel convegno nazionale &quot;Il valore dell\u2019innovazione e della ricerca clinica&quot; oggi a Roma.\u00a0&quot;In Italia, nel 2022, sono stati 663 gli studi clinici autorizzati \u2013 spiega Francesco Cognetti, presidente Foce -. La maggior parte delle sperimentazioni sono in fase III (41%), va per\u00f2 evidenziato l\u2019incremento del 14,5% degli studi di fase I rispetto al 2021, a indicare una crescente propensione all\u2019innovazione con maggiori sforzi nello sviluppo di nuove molecole. Ogni anno, in Italia, sono circa 40mila i cittadini coinvolti nelle sperimentazioni. Due terzi dei trial interessano le neoplasie, le malattie ematologiche e cardiovascolari, che tra l\u2019altro producono i due terzi della mortalit\u00e0 annuale. La ricerca clinica \u00e8 un motore di sviluppo economico e sociale, che pu\u00f2 offrire un contributo importante al recupero dell\u2019attuale crisi del sistema. \u00c8 infatti dimostrato che un euro investito in uno studio clinico ne genera quasi 3 (2,95) in termini di benefici per il Ssn, grazie ad esempio ai costi evitati per l\u2019erogazione a titolo gratuito di terapie sperimentali e prestazioni diagnostiche alle persone arruolate nei trial. Ma l\u2019Italia investe ancora troppo poche risorse in quest\u2019area&quot;. \u00a0La spesa dell\u2019Ue per ricerca e sviluppo, nel 2022 &#8211; secondo Foce &#8211; ha raggiunto i 352 miliardi di euro. \u00c8 quasi il doppio rispetto al 2012. I Paesi che investono pi\u00f9 risorse, con percentuali superiori al 3% sul Pil, sono Belgio (3,44%), Svezia (3,40%), Austria (3,20%) e Germania (3,13%). L\u2019Italia \u00e8 diciottesima e non arriva all\u20191,5%: nel 2021 aveva investito l\u20191,43%, nel 2022 solo l\u20191,33%.\u00a0&quot;Inoltre \u2013 continua Cognetti &#8211; il tempo medio richiesto per l\u2019autorizzazione di un nuovo farmaco in Italia \u00e8 di circa 14 mesi, a cui si sommano ulteriori periodi necessari per l\u2019inclusione nei Prontuari terapeutici regionali. Questo passaggio deve essere eliminato perch\u00e9 rappresenta un oltraggio all\u2019art.32 della Costituzione. Il ritardo, infatti, pu\u00f2 arrivare fino a quasi due anni, un intervallo che risulta eticamente insostenibile, anche se in linea con i tempi medi che si registrano a livello europeo. Devono essere definiti nuovi modelli, per rispondere alle esigenze dei pazienti. Una via pu\u00f2 essere rappresentata da un miglior utilizzo delle risorse del Fondo dei farmaci innovativi, che negli ultimi anni non sono state usate in modo completo&quot;.\u00a0A settembre 2024, l\u2019Agenzia italiana del farmaco (Aifa) &#8211; riporta una nota &#8211; ha presentato due nuove Linee guida per semplificare l\u2019organizzazione delle sperimentazioni cliniche dei farmaci e regolamentare gli studi osservazionali. \u00a0&quot;Nel nostro Paese i tempi di approvazione delle nuove molecole sono leggermente migliori della media europea, ma siamo impegnati a ridurli per rendere disponibili le terapie innovative pi\u00f9 rapidamente ai cittadini \u2013 afferma Robert Nistic\u00f2, presidente di Aifa  -. \u00c8 doveroso essere al passo con la velocit\u00e0 della ricerca, perch\u00e9 le scoperte scientifiche di oggi saranno le valutazioni regolatorie di domani. Aifa, sul fronte interno, sta lavorando per snellire le procedure burocratiche e amministrative. Inoltre, stiamo valutando l\u2019introduzione di nuovi modelli, che meglio rispondano alle esigenze del paziente in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 del sistema, prevedendo, ad esempio, un accesso precoce per terapie avanzate, in particolare laddove non vi siano alternative terapeutiche. In questo modo, i pazienti eleggibili potrebbero beneficiare delle terapie innovative senza ritardi e rallentare cos\u00ec la progressione di patologie oncologiche&quot;.\u00a0Il trattamento dei tumori pediatrici rappresenta uno dei maggiori successi della medicina moderna, grazie proprio alla ricerca e a collaborazioni scientifiche internazionali, in cui l\u2019Italia svolge un ruolo di primo piano. &quot;Abbiamo assistito a un marcatissimo aumento dei tassi di sopravvivenza per i bambini affetti da neoplasie, passando da circa il 30% negli anni &#039;60 all\u201980% nell\u2019ultimo decennio, con percentuali di guarigione per alcuni tumori che arrivano addirittura a oltre il 90% \u2013 sottolinea Franco Locatelli, direttore Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica dell\u2019Ospedale Bambino Ges\u00f9 di Roma -. La miglior stratificazione prognostica, le terapie mirate e l\u2019immunoterapia sono solo alcuni degli sviluppi che hanno determinato miglioramenti significativi in termini di sopravvivenza e qualit\u00e0 di vita&quot;. \u00a0Una vera rivoluzione nella cura dei tumori negli ultimi anni &quot;\u00e8 stata l\u2019introduzione delle cellule Car-T nella pratica clinica &#8211; aggiunge Locatelli &#8211;  Il loro utilizzo ha dimostrato un\u2019impressionante efficacia nel trattamento delle leucemie linfoblastiche acute B pediatriche, con un tasso di remissione completa compreso fra l\u201980 e il 90% e una sopravvivenza libera da eventi a 24 mesi del 40-50%. Questo successo ha stimolato la ricerca internazionale nello sviluppo di Car-T per diverse neoplasie sia solide sia ematologiche, con l\u2019Italia in prima linea&quot;.\u00a0Negli ultimi decenni, i progressi nella ricerca, nell\u2019accesso e nella qualit\u00e0 dell\u2019assistenza e dei servizi igienico-sanitari hanno contribuito a ridurre la mortalit\u00e0 legata alle malattie infettive. &quot;In Italia, in linea con i Paesi pi\u00f9 sviluppati, tra il 1990 e il 2019 il numero di decessi per malattie infettive \u00e8 diminuito significativamente (-31,6%) \u2013 spiega Massimo Andreoni, Direttore scientifico Simit  (Societ\u00e0 italiana di malattie infettive e tropicali) -. A causa della pandemia da Covid-19, nel biennio 2020-2021, il numero di decessi per malattie infettive ha registrato un incremento importante, raggiungendo in Italia un tasso di 47,7 morti per 100.000 abitanti, oltre 4 volte il valore del 2019. Dall\u2019altro lato, la pandemia ha velocizzato il progresso scientifico, contribuendo alla diffusione della tecnologia dei vaccini a mRna, che ha aperto un nuovo mondo nella profilassi e terapia medica&quot;. \u00a0I vaccini a mRNA &quot;rompono il &#039;dogma&#039; della vaccinazione &#8211; sottolinea Andreoni &#8211;  perch\u00e9 non viene pi\u00f9 introdotto l\u2019antigene, cio\u00e8 la proteina che deve immunizzare nei confronti di una malattia, ma vengono fornite alle nostre cellule le istruzioni per produrlo. Con questa tecnica, inoltre, si possono realizzare vaccini in tempi molto brevi contro agenti infettivi che compaiono per la prima volta nella storia e si stanno allestendo nuove combinazioni vaccinali, ad esempio contro l\u2019influenza e il Covid. Le prospettive di utilizzo sono importanti, perch\u00e9 sono in corso studi su vaccini a mRna anche per la terapia di malattie come i tumori&quot;.\u00a0&quot;Se consideriamo la valutazione annuale delle performance scientifiche dei 54 Irccs italiani, il cui ruolo istituzionale \u00e8 di coniugare attivit\u00e0 assistenziale di ottimo livello qualitativo con un\u2019attivit\u00e0 scientifica (ricerca traslazionale e clinica) di altrettanto livello, i dati pi\u00f9 recenti dimostrano che un discreto numero di Irccs ha performance di elevato livello, ma purtroppo almeno la met\u00e0 presenta valori di Impact Factor e H-index bassi e circa un terzo addirittura bassissimi \u2013 conclude Cognetti -. La met\u00e0 degli Irccs, inoltre, risulta coordinatore di meno di 10 studi clinici e un terzo non ha svolto il ruolo n\u00e9 di coordinatore n\u00e9 di partner in sperimentazioni. Per quel che riguarda il numero di pazienti reclutati, un terzo degli Irccs riporta meno di 100 pazienti all\u2019anno e il 20% addirittura nessun paziente. Questi dati dovrebbero indurre una seria rivalutazione del riconoscimento di Irccs agli Istituti pi\u00f9 carenti, cui potrebbe conseguire un potenziamento di risorse disponibili per quelli pi\u00f9 meritevoli&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Italia \u00e8 diciottesima in Europa per spesa in ricerca e sviluppo, con l\u20191,33% in rapporto al Pil (l\u2019obiettivo nell\u2019Ue \u00e8 il 3%) ma, anche con poche risorse a disposizione, il valore della&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9877,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-9876","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9876","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9876"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9876\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9900,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9876\/revisions\/9900"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9877"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9876"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9876"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9876"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}