{"id":9933,"date":"2024-11-21T20:12:24","date_gmt":"2024-11-21T20:12:24","guid":{"rendered":"https:\/\/laser.it\/?p=9933"},"modified":"2024-11-21T20:12:24","modified_gmt":"2024-11-21T20:12:24","slug":"luca-carboni-il-ritorno-per-festeggiare-i-40-anni-di-carriera-tra-canzoni-e-pittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laser.it\/?p=9933","title":{"rendered":"Luca Carboni, il ritorno per festeggiare i 40 anni di carriera tra canzoni e pittura"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;In questo periodo di malattia ho continuato a dipingere pi\u00f9 che a fare musica. E mi ha aiutato moltissimo&quot;. Dopo due anni di allontanamento dalle scene per motivi di salute (nella primavera del 2022 gli \u00e8 stato diagnosticato un tumore al polmone), Luca Carboni torna ad incontrare il pubblico nella doppia veste di cantautore e pittore. \u00a0L&#039;artista ha presentato oggi, 21 novembre, a Bologna &#039;Rio Ari O&#039;, la mostra che si tiene da domani al 9 febbraio al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, con cui celebra i quarant&#039;anni di carriera: nel 1984 usc\u00ec infatti il suo album d\u2019esordio &quot;&#8230;intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film&quot; ma parallelamente, nello stesso periodo, Carboni cominci\u00f2 a dedicarsi anche alla pittura. &quot;La pittura &#8211; sottolinea Carboni &#8211; ha accompagnato tutti questi miei anni di musica come un diario di immagini e visioni: personale, intimo, privato, mai messo in mostra, fatta eccezione qualche disegno finito sulla copertina di dischi&quot;.\u00a0Curata da Luca Beatrice, critico e curatore d\u2019arte contemporanea, l&#039;esposizione (ideata e prodotta da Elastica in collaborazione con il Settore Musei Civici Bologna | Museo internazionale e biblioteca della musica) celebra proprio la sinergia tra musica e arte visiva, mostrando un percorso creativo inedito e parallelo, ma spesso intrecciato a quello musicale, dato che molti album di Carboni si sono accompagnati ad una produzione fatta di disegni, schizzi e dipinti che raccontano il processo creativo dietro ogni brano, concerto o tour.\u00a0<br \/>\nSono oltre una cinquantina le opere pittoriche esposte, tutte realizzate a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201880. &quot;Nella pittura \u2013 dice Carboni &#8211; mi ispirano le donne, i colori piatti delle bandiere, i cartelli stradali, i portici e le chiese. Nella produzione di solito mi piace mescolare la tempera, i colori acrilici, le bombolette spray per la pittura di strada, il tutto applicato sempre su diversi tipi di supporto, a volte la tela classica ma anche legni di recupero, compensati vari e altri materiali come il ferro, il cartone, la carta da pacchi e da regalo&quot;.\u00a0Ma non finiscono qui i piani del racconto: nello spazio mostre i visitatori potranno trovare esposti oggetti, copertine di dischi, testi inediti, appunti, memorie che partono proprio dal quel 1984 che ha segnato la data di inizio della carriera di Carboni. L\u2019intento \u00e8 quello di raccontare la storia nascosta, pi\u00f9 che la dimensione pubblica dell\u2019autore di Mare, mare e di tanti altri successi. La mostra \u00e8 una sorta di dietro le quinte dove i block notes, gli appunti, i disegni e i quadri sono stati un percorso parallelo ma non disgiunto con i successi musicali.\u00a0In quattro stanze pi\u00f9 una wunderkammer di ingresso, Bologna Citt\u00e0 Creativa della Musica Unesco, festeggia con questa mostra uno dei suoi artisti pi\u00f9 rappresentativi e poliedrici.\u00a0&quot;In quarant\u2019anni di carriera \u2013 afferma Luca Beatrice &#8211; Luca Carboni ha pubblicato dodici album in studio, un live e diverse raccolte. Ma nel frattempo ha coltivato altro, magari in solitudine o appartato: ha disegnato, dipinto, realizzato opere installative, raccolto immagini, perch\u00e9 nel suo percorso arte e musica sono andate insieme, l\u2019una ispirava l\u2019altra, l\u2019una aiutava l\u2019altra&quot;.\u00a0Una parte nascosta, un percorso parallelo intimo e personale, sperimentale, quasi mai raccontata se non in alcuni rari momenti in cui Luca ha utilizzato disegni per copertine di album, immagini per proiezioni in alcuni tour e una raccolta di schizzi nel libro \u201cAutoritratto\u201d del 2004. Una parte che, come le canzoni, ha dentro, in modo profondo, la sua citt\u00e0, Bologna, le piazze, le strade, le chiese, figure femminili ispirate alle forme e alle linee dei portici.\u00a0Non pu\u00f2, ovviamente, mancare la musica nella mostra di uno dei cantanti che hanno segnato maggiormente la storia della canzone italiana. Per questo, la sala finale del percorso espositivo sorprender\u00e0 il visitatore con un sound design che include canzoni, inediti, audio rubati in studio, il tutto accompagnato da immagini e video clip, in un allestimento dall\u2019atmosfera pop.\u00a0Infine, il centralissimo Portico del Pavaglione, in via dell\u2019Archiginnasio, accoglier\u00e0 una sorta di ghost track della mostra dall\u20198 gennaio 2025: sono gli autoritratti di Carboni stampati su larga scala e appesi alle chiavi di ferro degli archi del portico. La mostra sar\u00e0 completata da un programma di incontri pubblici che vedranno per protagonisti, oltre allo stesso Carboni, altri artisti che sono stati suoi compagni di viaggio.\u00a0&#039;Rio Ari O incontri&#039; \u00e8 infatti il ciclo di conversazioni che si terranno nel periodo della mostra, sempre presso la Sala Eventi del Museo: tre appuntamenti pubblici con l\u2019artista e ogni volta un ospite diverso. Si comincia il 28 novembre alle 18.30 insieme a Giorgio Diritti per &#039;Dai Teobaldi rock al David di Donatello&#039;. Una maestosa storia di cinema, teatro e rock parrocchiale, modera la giornalista Emanuela Giampaoli. Poi appuntamento il 19 dicembre alle 18.30 insieme al curatore Luca Beatrice per &#039;Il racconto della mostra Rio Ari O&#039;. Un grande viaggio tra musica e arte. Infine il 16 gennaio 2025, sempre alle ore 18.30, l&#039;ultimo incontro con un ospite che non \u00e8 ancora stato svelato.  \u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;In questo periodo di malattia ho continuato a dipingere pi\u00f9 che a fare musica. E mi ha aiutato moltissimo&quot;. 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