(Adnkronos) – Donald Trump vorrebbe essere presente la prossima settimana in aula per l'apertura del processo contro di lui per aggressione sessuale e diffamazione, ma eviterà di farlo non provocare, con il trasferimento del suo corteo, blocchi del traffico a New York e costi per la città. E' quanto ha scritto il suo avvocato, Joe Tacopina, al giudice Lewis Kaplan che da martedì prossimo presiederà il procedimento basato sulle accuse rivolte all'ex presidente dalla giornalista Jean Carroll, che sostiene che il tycoon l'ha violentata nel camerino di un grande magazzino newyorkese negli anni novanta.  Ricordando il massiccio dispiegamento di sicurezza ed i blocchi del traffico che sono stati necessari quando Trump, nelle scorse settimane, si è presentato in tribunale per essere incriminato per la vicenda legata a Stormy Daniels, Tacopina ha scritto che l'apparizione in aula la prossima settimana "comporterebbe lo stesso onere logistico e finanziario per la città di New York, i suoi residenti e la corte stessa".  Tacopina ha sottolineato infatti che ogni movimento dell'ex presidente deve "essere coordinato in precedenza dal Secret Service per poter approntare un piano tattico". Inoltre i piani dell'edificio che ospita il tribunale dovrebbero essere "isolati, gli ascensori bloccati e il personale del tribunale confinato nei propri uffici". Queste motivazioni son state considerate "infondate" dalla legale di Carroll, Roberta Kaplan. "Se Trump decide di non presentarsi al suo processo, la giuria deve poter trarre tutte le conseguenze che desidera, e Trump non ha il diritto ad un sostegno giuridico alle sue deboli scuse", ha aggiunto.   (Adnkronos) – Donald Trump vorrebbe essere presente la prossima settimana in aula per l'apertura del processo contro di lui per aggressione sessuale e diffamazione, ma eviterà di farlo non provocare, con il trasferimento del suo corteo, blocchi del traffico a New York e costi per la città. E' quanto ha scritto il suo avvocato, Joe Tacopina, al giudice Lewis Kaplan che da martedì prossimo presiederà il procedimento basato sulle accuse rivolte all'ex presidente dalla giornalista Jean Carroll, che sostiene che il tycoon l'ha violentata nel camerino di un grande magazzino newyorkese negli anni novanta.  Ricordando il massiccio dispiegamento di sicurezza ed i blocchi del traffico che sono stati necessari quando Trump, nelle scorse settimane, si è presentato in tribunale per essere incriminato per la vicenda legata a Stormy Daniels, Tacopina ha scritto che l'apparizione in aula la prossima settimana "comporterebbe lo stesso onere logistico e finanziario per la città di New York, i suoi residenti e la corte stessa".  Tacopina ha sottolineato infatti che ogni movimento dell'ex presidente deve "essere coordinato in precedenza dal Secret Service per poter approntare un piano tattico". Inoltre i piani dell'edificio che ospita il tribunale dovrebbero essere "isolati, gli ascensori bloccati e il personale del tribunale confinato nei propri uffici". Queste motivazioni son state considerate "infondate" dalla legale di Carroll, Roberta Kaplan. "Se Trump decide di non presentarsi al suo processo, la giuria deve poter trarre tutte le conseguenze che desidera, e Trump non ha il diritto ad un sostegno giuridico alle sue deboli scuse", ha aggiunto.  https://www.adnkronos.com/trump-diserta-processo-a-new-york-per-non-bloccare-il-traffico_6tQeCMzCNsd8YoxnYaVXfkinternazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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