Meloni: “Colpita da parole Trump, ma lavoro bilaterale deve tornare alla normalità”
(Adnkronos) – Le parole di Trump? "Sono rimasta sinceramente colpita, e quando ho detto che ero colpita ero estremamente sincera. Ho chiaramente letto le varie ricostruzioni che sono state fatte: dai presunti video diventati virali, nei quali il mio atteggiamento poteva sembrare un po' assertivo, al di là delle dita o meno, fino alle ricostruzioni che parlerebbero di un tentativo di distogliere l'attenzione dall'andamento dei negoziati con l'Iran". Così la premier Giorgia Meloni, ospite de 'Il giorno della Verità'. "Non so dire se queste ricostruzioni possano essere vere. Ho già detto, e ribadisco, che non intendo continuare ad alimentare questo confronto", ha aggiunto. E ha aggiunto subito dopo: "Ho già detto, e ribadisco, che non intendo continuare ad alimentare questo confronto. Penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità. È anche quello che ho detto ieri in Consiglio dei ministri rispetto ai prossimi appuntamenti". "Noi dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità che meritano, perché a volte parliamo di politica estera come se fosse, non lo so, Temptation Island. Lo dico facendo riferimento ai meme che vedo circolare, ma la politica estera è una cosa molto più complessa di questo", ha affermato ancora Meloni. "Ritengo che il ministro Tajani, nell'immediato, abbia fatto bene ad annullare la sua missione a Washington per dare un segnale, ma una volta che il messaggio è passato non c'è bisogno di andare oltre, a partire proprio dal tradizionale ricevimento a Villa Taverna che si svolge ogni anno in occasione del 4 luglio, al quale il governo sarà presente anche per rispetto verso l'ambasciatore Fertitta, una personalità che lavora molto per mantenere saldi i rapporti tra Italia e Stati Uniti", ha affremato la presidente del Consiglio. Quanto all'accordo Usa-Iran "è sicuramente molto complesso. Io rimango ottimista. Penso che dobbiamo guardare soprattutto a tre elementi fondamentali. Il primo è il nucleare. Noi non possiamo oggettivamente consentire che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari, nel momento in cui dispone anche, e ce l'ha ampiamente dimostrato, di missili a lungo raggio. Non lo possono consentire né gli Stati Uniti, né Israele, né chi è più vicino al confine con l'Iran, ma nemmeno noi: non ce lo possiamo permettere". "Dobbiamo garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione, non solo per ciò che Hormuz rappresenta come snodo fondamentale del commercio globale, ma anche per il precedente che un suo controllo comporterebbe. Se consentissimo, ad esempio, il pagamento di un pedaggio immaginato dagli iraniani sullo Stretto di Hormuz, ci ritroveremmo catapultati in un mondo nel quale ogni snodo fondamentale del commercio diventerebbe uno strumento di pressione sugli Stati e potrebbe essere utilizzato come un'arma", ha quindi aggiunto.
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