Mattarella e gli 80 anni della Costituente: “Capace di garantire indipendenza Italia, si affermarono diritti sociali” – laser.it

Mattarella e gli 80 anni della Costituente: “Capace di garantire indipendenza Italia, si affermarono diritti sociali”

(Adnkronos) – "Ringrazio i presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore –alla presenza dei presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale- alle donne e agli uomini che, nella Assemblea costituente –in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori- seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione a Montecitorio della prima seduta dell'Assemblea costituente. "Il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni – ha ricordato il capo dello Stato – è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia".  "Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea costituente il 2 giugno del 1946. Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra. Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo", ha affermato Mattarella. "Fu tutto questo – ha ricordato – che consentì alla Costituente di essere assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo dei suoi territori ad opera delle potenze alleate come sarebbe toccato, invece, ad altri Paesi dell’Asse, dove questo movimento non si manifestò. Una classe dirigente non compromessa col regime fascista –regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia- fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era 'terra di nessuno'". "Questo – ha sottolineato – il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo militare alleato si trovò a dover interloquire con loro". "La corona e il governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall’acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III. Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato", ha il capo dello Stato. Una standing ovation per Mattarella è partita quando nel suo discorso ha parlato della "memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli". "Fu il governo espressione delle forze della Resistenza, guidato da Ivanoe Bonomi -presidente del Comitato di liberazione nazionale- a varare, con il Decreto luogotenenziale 151 del 1944, la cosiddetta 'Costituzione provvisoria', che faceva giustizia delle ambizioni della dinastia di mera continuità, per aprire, invece, la strada a una svolta istituzionale.Un passaggio che rappresentò l’atto di nascita del nuovo ordinamento italiano. Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto 'per deliberare la nuova Costituzione dello Stato'.Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica", ha ricordato ancora Mattarella aggiungendo: "Nelle giornate del 2 e 3 giugno 1946 con il voto si sarebbe consumata la fine della breve monarchia dei Savoia Re d’Italia e realizzato il sogno risorgimentale di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi: una assemblea per il patto costituzionale tra gli italiani; un nuovo Stato per l’Italia unita". "Nel discorso di insediamento della Consulta", che precedette l'Assemblea costituente, "il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale", ha sottolineato il presidente della Repubblica. "I cinquecentotrentacinque uomini e le ventuno donne chiamate a far parte dell’Assemblea si sarebbero disposti, lavorando intensamente per 18 mesi, a ridare l’invocato volto all’Italia e il risultato sarebbe stato la Costituzione che ha assicurato nei trascorsi decenni stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese. Paese legale e Paese reale, con il suffragio elettorale davvero universale, coincidevano per la prima volta nella storia nazionale", ha detto ancora Mattarella.  "Crudelmente, a pagare il prezzo delle avventure di guerra furono gli abitanti di confine delle Province di Bolzano, Gorizia, Trieste e Venezia Giulia, Fiume, Pola, Zara. Rimasero vuoti i 18 seggi loro assegnati. Al centro di difficili controversie internazionali, quelle terre rimasero escluse dal poter partecipare alla nascita della Repubblica", ha affermato Matatrella. 
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