Vaccini: non prevenire costa, 5 proposte di HappyAgeing per Pnpv in over 65 – laser.it

Vaccini: non prevenire costa, 5 proposte di HappyAgeing per Pnpv in over 65

(Adnkronos) – Ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società, secondo le stime dell’Office of Health Economics. Per l’antinfluenzale il rapporto sale fino a 19 euro, per l’antipneumococcica fino a 30, per il Virus respiratorio sinciziale (Vrs) fino a 14. Sono numeri discussi nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing – Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo. Il dibattito – informa una nota – si è infatti concentrato non su quanto costa prevenire, ma quanto costa non farlo, contenuto nell’analisi tecnico-scientifica ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia’. Elaborato dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica di Caterina Rizzo e Silvio Tafuri, questo documento è stato presentato da HappyAgeing al ministero della Salute e al Cip – Coordinamento interregionale prevenzione che, attraverso la Cabina di regia, stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv). Oltre a dati economici rilevanti, il documento di HappyAgeing raccoglie 5 proposte operative per il nuovo Pnpv su pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, Vrs e Covid-19, le vaccinazioni raccomandate nella silver age. Vivere più a lungo – si legge nella nota – non è più un’eccezione demografica ma una nuova realtà sociale e per garantire la longevità i vaccini sono una soluzione sia in termini di qualità di vita guadagnata che in costi evitati per il Servizio sanitario nazionale. Le 5 proposte operative di HappyAgeing per il nuovo Pnpv sono: 1) Comunicazione, conoscere le malattie per scegliere la prevenzione. Servono campagne continuative, centrate sulle malattie e sul loro impatto reale, capaci di superare la sottostima del rischio che oggi frena le vaccinazioni; 2) Ampliamento della rete vaccinale e chiamata attiva. Più soggetti abilitati alla somministrazione oltre ai medici di medicina generale e ai centri vaccinali, ad esempio le farmacie, percorsi vaccinali strutturati negli ospedali per i pazienti fragili, ma anche in tutti i poliambulatori pubblici e le Case di Comunità, per una chiamata attiva estesa e resa sistematica.  E ancora: 3) La prevenzione come investimento, una questione di architettura finanziaria. La spesa per l’immunizzazione va riconosciuta come investimento strutturale, separata dalla spesa sanitaria corrente, con un sistema nazionale di dati economici a supporto delle scelte di programmazione; 4) Aggiornamento del Pnpv e del Calendario Vaccinale. Servono l’inclusione esplicita di Covid-19 e Vrs, oltre a una scadenza certa per la Circolare Ministeriale sull’influenza. Infine: 5) Appropriatezza vaccinale, formulazioni potenziate, soglia a 60 anni, innovazione. Recepimento uniforme dei vaccini potenziati e adiuvati in tutte le Regioni, abbassamento a 60 anni della soglia per l’offerta gratuita dei vaccini potenziati contro l’influenza, e percorsi di Health Technology Assessment più rapidi per l’innovazione.  “L’analisi e le proposte contenute in questo documento sono operative e immediatamente implementabili – afferma Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing – Non richiedono nuove scoperte scientifiche né risorse straordinarie: richiedono scelte su come classificare la spesa in prevenzione, su chi può somministrare un vaccino, su quando pubblicare una circolare, su come parlare alle persone di malattie che si possono evitare. HappyAgeing porta queste proposte nelle sedi istituzionali competenti con la consapevolezza che ogni stagione in cui le coperture restano al di sotto degli obiettivi è una stagione di complicanze, ospedalizzazioni e perdita di autonomia che si potevano prevenire".  "Le evidenze ci sono – aggiunge – gli strumenti anche: ciò che serve ora è la volontà di tradurli in scelte di sistema, strutturali e durature. Il lavoro che svolge il ministero della Salute è sicuramente alacre e da parte delle Regioni c’è forte impegno. Nonostante la disomogeneità territoriale, obiettivo comune è far sì che uno dei pilastri dell’invecchiamento attivo, o meglio della longevità, l’immunizzazione, diventi effettivamente fruibile dalla popolazione grazie all’offerta di nuovi vaccini sicuri ed efficaci”. La coordinatrice del Cip, Francesca Russo sottolinea che “il Coordinamento interregionale della prevenzione sta già lavorando attivamente al nuovo Pnpv con il ministero della Salute attraverso la Cabina di regia appositamente istituita. Le Regioni sono in prima linea nell’attuazione delle politiche vaccinali e devono quindi essere coinvolte fin dalle prime fasi, anche per affrontare insieme le implicazioni sulle risorse e sull’aggiornamento del Calendario vaccinale. È un lavoro che richiede sinergia istituzionale e siamo felici di costruirla anche con HappyAgeing: un’Alleanza che, per sua stessa natura – società scientifiche, sindacati ed enti di vario genere – porta al tavolo una voce plurale e rappresentativa del mondo della prevenzione”.  Per Francesco Macchia, direttore di HappyAgeing, “un vaccino, per essere davvero efficace, deve essere conosciuto, accessibile e facile da ricevere: non basta renderlo disponibile, serve spiegare ai cittadini cosa fare e perché farlo. Per questo HappyAgeing ha realizzato anche uno strumento snello e operativo, ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare’, documento che traduce le stesse evidenze dell’analisi scientifica in informazioni dirette: per ogni malattia, cosa comporta e quale vaccinazione richiedere”. In una società in cui l’età anagrafica cresce sempre di più, "garantire la longevità, e quindi un invecchiamento in buona salute, è fondamentale", dichiarano congiuntamente Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil, Annamaria Foresi, gegretario nazionale Fnp Cisl e Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil Pensionati. "Da sempre – proseguono – i sindacati dei pensionati si impegnano per tutelare la salute degli over 65 e la prevenzione attraverso i vaccini è un passo quantomai necessario”. Nel dettaglio, i dati di costo-efficacia raccolti nel documento tecnico scientifico confermano che questi vaccini raccomandati negli over 65 non sono una spesa da tagliare, ma un investimento che si ripaga e in alcuni casi rende più di quanto costa. Nel caso dell’anti-pneumococco, le nuove strategie aggiornate produrrebbero risultati clinici migliori a un costo inferiore, con un risparmio per il Ssn stimato tra circa 77 e 457 milioni di euro e più anni di vita in buona salute. I vaccini antinfluenzali potenziati per gli anziani – riferisce la nota – costano, per ogni anno di vita guadagnato (Qaly), ben meno della soglia di 30mila euro considerata accettabile in Italia. Eviterebbero ogni anno decine di migliaia di ricoveri e centinaia di morti, con un risparmio netto per il Ssn di decine di milioni di euro.  Gli studi internazionali sull’anti-Herpes Zoster mostrano un buon rapporto costo-beneficio, soprattutto per il dolore cronico della nevralgia post-erpetica evitato e la riduzione dei ricoveri nei casi più gravi; le analisi europee sul Vrs, ancora preliminari, vanno nella stessa direzione, in particolare per le persone più avanti con l’età e per chi ha altre patologie. Infine, l’anti-Covid-19 negli over 65 non è soltanto efficace, è economicamente dominante, ossia genera benefici superiori a un costo inferiore rispetto alla mancata vaccinazione. L’evento – conclude la nota – è stata realizzata con il contributo non condizionante di Csl Seqirus, Gsk- GlaxoSmithKline, Moderna, Msd Italia, Pfizer e Sanofi. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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