Israele ricorda il 7/10, padre dell’ostaggio Emily Hand: :”Mille giorni? A volte sembra ancora ieri” – laser.it

Israele ricorda il 7/10, padre dell’ostaggio Emily Hand: :”Mille giorni? A volte sembra ancora ieri”

(Adnkronos) – ''Mille giorni, a volte sembra un'eternità e a volte, come se fosse successo solo ieri''. Inizia così il racconto all'Adnkronos di Thomas Hand, cittadino israeliano di origini irlandesi che mille giorni fa, il 7 ottobre del 2023, si è salvato nascondendosi nel rifugio antiaereo nel Kibbutz Be'eri, dove viveva con la figlia Emily di 8 anni. ''Mi sono nascosto nel rifugio antiaereo sapendo che la porta non si poteva chiudere a chiave'', solo e ''preoccupato per la sicurezza di Emily, dei miei amici e della mia ex moglie, che hanno ucciso. Colpita allo stomaco e al collo''. Anche lui ha rischiato la vita. ''Mi hanno sparato quando ho messo la testa fuori dalla finestra del rifugio antiaereo dove mi sono nascosto, quindi sapevo di non poter uscire di casa per cercare di salvare qualcuno'' e ''quella è stata la cosa più difficile da sopportare e lo è ancora'', racconta Hand.  Il 66enne racconta che ''sapevo di dover rimanere in vita per Emily e per i miei due figli più grandi. Se fossi stato imprudente o 'coraggioso' e fossi stato colpito a morte, ora tutti i miei figli sarebbero orfani''. Emily è la figlia di Thomas Hand che il 7 ottobre è stata rapita dai miliziani di Hamas entrati nel Kibbutz Be'eri, mentre era a casa di un'amica dopo un pigiama party. Scioccanti sono state le dichiarazioni rilasciate dall'uomo quando, in una intervista alla Cnn, disse, con un sorriso, di essere ''sollevato'' dalla notizia ricevuta dalle Idf che la figlia risultava morta. ''La migliore delle opzioni possibile'', disse allora Hand pensando alle violenze e alle torture che la bambina avrebbe potuto subire.  Il 7 ottobre ''ovviamente è stato il giorno più terrificante della mia vita, o almeno così credevo, finché non ho scoperto che Emily non era morta, ma rapita da Hamas. E' stato allora che è iniziato il vero terrore, non sapendo cosa stesse passando e se sarebbe mai tornata viva o morta'', racconta Hand all'Adnkronos, mille giorni dopo. Dopo circa un mese dalla prima valutazione, l'esercito israeliano informò Hand che la figlia era probabilmente viva e tenuta in ostaggio. Emily ha trascorso 50 giorni in cattività prima di essere liberata durante uno scambio di ostaggi a fine novembre. Al suo ritorno, Hand ha raccontato lo shock di ritrovare la figlia traumatizzata e costretta a sussurrare per non fare rumore, con la quale ha dovuto ricostruire un rapporto da solo. La madre di Emily è infatti morta per un tumore quando la bambina aveva due anni e mezzo, l'ex moglie di Hand con la quale la bambina è cresciuta è stata uccisa il 7 ottobre. ''Ora Emily sta benissimo, quasi al 100%. Ha ancora qualche problema di sicurezza di notte quando va a letto o quando è sola in casa, ma a parte questo è una bambina molto felice che vive la sua vita serenamente'', spiega Hand della figlia, che oggi a 11 anni. Ma il ricordo di quel 7 ottobre fatica a svanire. E' stato un giorno ''orrendo, molto spaventoso e traumatico'', di cui ricorda nettamente ancora ''gli spari e i rumori della guerra che si avvicinavano sempre di più. Tutto è iniziato alle 6.30 del mattino e siamo stati salvati da un piccolo gruppo di soldati estremamente coraggiosi solo verso le 23 di quella sera''. (Di Melissa Bertolotti) 
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