Gasparri: “Campo largo? Diviso anche in Senato sulla missione internazionale per l’Ucraina”
(Adnkronos) – I distinguo del centrosinistra nella politica estera approdano anche nelle aula parlamentari. Come racconta Maurizio Gasparri, il presidente della commissione Esteri-Difesa del Senato, M5s e Pd hanno mantenuto due posizioni diverse al momento del voto sulle missioni internazionali in cui è impegnata l'Italia che si è tenuto martedì a palazzo Madama. In particolare, la frattura si è concretizzata sulla missione internazionale per l'Ucraina.
Presidente Gasparri, cosa è successo in commissione?
"La minoranza ha chiesto, ed è loro diritto, la votazione per parti separate perchè molte missioni sono condivise anche dalle minoranze. Le opposizioni sono state unite nel votare contro la missione in Libia della Guardia di Finanza, hanno votato contro M5s e Pd ma sono risultati minoritari e la risoluzione è stata approvata. Poi c'è stata anche la richiesta di votazione per parti separate anche sull'Ucraina, i 5 stelle hanno insistito per votare per parti separate mentre il Pd no. Su questo punto specifico i 5 stelle hanno votato contro e il Pd non ha votato contro".
Come giudica questo episodio?
"C'è un distinguo grave su un tema centrale. Il sostegno all'Ucraina è un principio fondamentale che dovrebbe essere trasversale, riguarda l'Unione europea, i rapporti occidentali, è un punto incontrovertibile. Ma su questo c'è stata, ancora una vota, una divisione. Rilevando poi che su alcune cose, tipo la Libia, le opposizioni erano d'accordo mentre su questo punto si registra una divergenza tra di loro". Come si inserisce questo episodio nel dibattito all'interno del Campo largo?
"Conte, anche di recente, è intervenuto durante una manifestazione presunta unitaria del campo largo scandendo posizioni diverse sulla Russia e sulla minaccia al mondo occidentale. Questo voto è la prosecuzione in un atto formale parlamentare di una divisione evidente e non secondaria del campo largo, che è unito per modo di dire ma si divide in maniera clamorosa su un tema così rilevante e non secondario. La conferma è nel voto di martedì in commissione Esteri-Difesa del Senato".
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