Milano, Sala: “Sì ai militari, ma serve un piano nazionale per l’adolescenza”
(Adnkronos) – “L’ho detto fin dal primo momento, nello scorso weekend il numero degli agenti in campo non era a mio giudizio sufficiente. Per questo non sono contrario alla presenza di un contingente di militari a Milano”. Lo afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una intervista al Corriere della Sera alla vigilia delle nuove manifestazioni previste per domani. “Non si può fare diversamente – aggiunge – Bisogna rispondere ai cittadini, ed è un bisogno assolutamente normale. È chiaro che è una misura davvero temporanea: tra l’altro mi risulta che il decreto parli di tre mesi. Ma è anche vero che o il problema lo risolvi subito o non lo risolvi”.
“In questi giorni ho sentito parlare con toni allarmati di ‘proteste degli studenti’ – afferma – Le proteste degli studenti ci sono sempre state, magari con toni accesi, ma senza violenza. Non perdiamo la capacità di distinguere, per favore”. E aggiunge: “Milano, con le sue vetrine sfavillanti è una calamita, tanto è vero che tra i ragazzi che sono stati fermati nel weekend solo il 20% sono di Milano. Ma non credo che una città meno sfavillante, più cupa, sia l’alternativa”. Per Sala “non è questione semplicemente di banlieue, ma di interiorizzazione del ghetto. Le periferie sono più virtuali che fisiche. Ragazzi che ritengono che il patto sociale si sia rotto e si rifugiano in un altro mondo”.
Per il sindaco di Milano “i social media stanno rovinando una generazione” e per affrontare il problema del disagio giovanile bisogna “lavorare sugli spazi e sui luoghi di aggregazione giovanile è molto importante. E non solo spazi. Più educatori, negli spazi frequentati dai ragazzi. Inoltre, senza retorica, bisogna rafforzare l’inclusione e il senso di appartenenza dei ragazzi di origine straniera”. “Bisogna andare sempre più anche verso le povertà educative – afferma – verso chi non va a scuola, chi rifiuta un certo tipo di modelli. È molto più difficile”.
Parlando del ruolo del governo, dice: “Ho certamente vissuto momenti di maggior vicinanza ai sindaci da parte di chi governa. Ho visto che in Francia i sindaci delle città con manifestazioni violente come Parigi, Marsiglia e Lione, sono stati ricevuti dal primo ministro francese. Evidentemente noi sindaci italiani siamo meno stimati”. E aggiunge: “Servono investimenti. Ma se il governo non volesse dare più risorse direttamente alle città, perché non lancia almeno un piano nazionale per l’adolescenza, che venga costruito insieme alle città?”. Infine, un richiamo al centrosinistra: “Se la sinistra nei convegni afferma che il tema sicurezza non va lasciato alla destra e poi non ha il coraggio di affrontare le situazioni di insicurezza, commette un errore. Un errore che può avere conseguenze al momento del voto”.
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