Migranti, Ue propone riforma Frontex: 30mila agenti e regia su rimpatri – laser.it

Migranti, Ue propone riforma Frontex: 30mila agenti e regia su rimpatri

(Adnkronos) –
La Commissione europea propone di rafforzare Frontex potenziandone la capacità di proteggere le frontiere esterne e trasformandola nell’attore centrale dell’Ue sui rimpatri, oltre a dotarla di una forza di reazione rapida e capacità aggiuntive per monitorare e anticipare le minacce, sulla scia della crisi verificatasi a Ceuta a fine luglio. Lo annuncia l’esecutivo europeo in un comunicato, presentando una proposta di nuovo regolamento sull’Agenzia Ue della guardia di frontiera e costiera: come spiega la presidente Ursula von der Leyen, l’obiettivo è quello di sostenere gli Stati membri “ovunque e ogni volta” sia necessario, anche sui rimpatri, “con il mandato e le capacità che questa nuova realtà richiede”. La proposta ora passa a Consiglio e Parlamento europei. 

Negli ultimi due anni gli attraversamenti irregolari delle frontiere sono più che dimezzati e il tasso di rimpatrio supera ora il 30%, ma le frontiere comuni sono messe alla prova da un contesto geopolitico e di sicurezza mutato, che richiede una risposta europea più forte ed efficace, ragiona la Commissione. Di conseguenza, la proposta prevede di potenziare il corpo permanente di Frontex, che salirà gradualmente a 30mila agenti: ai 17mila agenti della nuova riserva europea per le frontiere e i rimpatri, a disposizione degli Stati membri e dispiegabili in caso di necessità, si aggiungono il raddoppio del personale dell’Agenzia e i 7mila addetti già distaccati dagli Stati. 

Sui rimpatri Frontex avrà un ruolo più proattivo e strategico, con un centro di coordinamento dedicato che raccoglie e analizza informazioni operative e supporta pianificazione e coordinamento. Secondo la proposta, il sostegno coprirà l’intero processo, dall’identificazione precoce e dalla consulenza sul rimpatrio volontario fino alle operazioni e all’assistenza per la reintegrazione. L’Agenzia potrà anche aiutare a organizzare ed effettuare rimpatri da un Paese terzo a un altro, previo accordo con il Paese interessato e nel rispetto dei diritti fondamentali e degli standard internazionali, precisa il comunicato. 

La nuova Agenzia potrà inoltre acquistare, noleggiare e co-possedere attrezzature, partecipare ad appalti congiunti con gli Stati e fare da centrale di acquisto anche per strumenti digitali e basati sull’intelligenza artificiale, spiega l’esecutivo europeo. Inoltre, nascerà un centro di monitoraggio e risposta online per le crisi, con il mandato esplicito di monitorare i contenuti dei social media pubblicamente accessibili: questo nuovo ente dovrà individuare gli sviluppi rilevanti per la gestione delle frontiere esterne e sostenere l’azione contro i contenuti illegali online legati a rischi per la sicurezza. Come scrive l’esecutivo Ue, il rafforzamento “tiene conto anche degli insegnamenti della crisi di Ceuta di quest’anno”. 

La proposta prevede anche la creazione di una forza di reazione rapida, dispiegabile alle frontiere esterne con preavviso brevissimo: la decisione spetterà al direttore esecutivo di Frontex su richiesta di uno Stato membro in emergenza. Inoltre, gli Stati dovranno segnalare entro 24 ore nella rete Eurosur gli eventi con possibile impatto significativo sulle frontiere Ue. Anche questa misura sembra rispondere alla volontà di un’ulteriore stretta sulla migrazione voluta dai leader europei ed espressa nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo hanno discusso anche della decisione del premier spagnolo Pedro Sanchez di regolarizzare 500.000 migranti. 

Bruxelles propone poi un secondo regolamento, per digitalizzare le procedure di rimpatrio, riammissione e reintegrazione e rendere operative le nuove norme sui rimpatri, in vigore dal 16 ottobre. Il testo punta a semplificare e accelerare la gestione dei casi, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare raccolta e condivisione dei dati, con un’unica interfaccia digitale per l’intero processo. Si prevede anche un rafforzamento del ruolo di Frontex nello sviluppo di una nuova architettura digitale Ue per gli Stati membri. 

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