Snam, Scornajenchi: “La sfida è l’integrazione delle fonti di energia, non la sostituzione” – laser.it

Snam, Scornajenchi: “La sfida è l’integrazione delle fonti di energia, non la sostituzione”

(Adnkronos) – “Dobbiamo avere il coraggio di parlare chiaro, perché troppo spesso nel dibattito pubblico l’energia è stata ridotta a una battaglia di campanile, spesso semplificando qualcosa che semplice non è affatto. E allora noi preferiamo parlare di integrazione energetica, perché crediamo che la sfida non consista nel sostituire una fonte con un’altra. La vera sfida è piuttosto costruire un sistema nel quale fonti, infrastrutture e tecnologie differenti possano integrarsi, garantendo contemporaneamente sicurezza, sostenibilità e competitività”. Lo ha affermato l’Ad di Snam, Agostino Scornajenchi, intervenendo alle celebrazioni per l’85esimo anniversario della fondazione della società. 

Nel suo discorso, l’Ad ha sottolineato come l’energia sia “molto più di una leva di competitività economica. È un presupposto della sicurezza nazionale, della resilienza dei sistemi produttivi e della stessa capacità di un Paese di esercitare la propria sovranità”. Richiamando l’eredità di Enrico Mattei, Scornajenchi ha rimarcato che “la sovranità energetica non è il privilegio di chi ha le risorse, è la responsabilità di chi ha una strategia”. 

“In un mondo nel quale energia, geopolitica, industria e sicurezza sono sempre più interconnesse, non esiste una sola tecnologia capace di rispondere a una sfida di questa dimensione. Servono tutte. Integrare significa non dover scegliere tra sicurezza e sostenibilità, tra industria e ambiente, tra presente e futuro. Significa, invece, creare le condizioni perché queste diverse istanze possano avanzare insieme”. 

Sul fronte operativo, “integrazione significa continuare a investire nelle reti e negli stoccaggi. Significa rafforzare e diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento. Significa preparare le infrastrutture al trasporto di nuove molecole. Significa sviluppare l’idrogeno, il biometano, la cattura e lo stoccaggio della CO₂ e tutte quelle soluzioni che possono contribuire alla decarbonizzazione, preservando la forza industriale del nostro Paese”. 

Uno sguardo rivolto alla prevenzione sistemica di fronte alle recenti tensioni internazionali: “Le crisi geopolitiche degli ultimi anni ci ricordano quotidianamente quanto tutto questo sia concreto, e ci consegnano una grande responsabilità. Non possiamo limitarci a essere pronti alla prossima crisi. Dobbiamo costruire in anticipo un sistema capace di prevenirne e assorbirne gli effetti”.  

Scornajenchi ha infine ricordato il legame storico e operativo con Eni, con cui l’autonomia non impedisce di continuare a lavorare insieme su progetti comuni dove l’interesse industriale coincide con l’interesse del Paese, sottolineando che “costruire oggi qualcosa che servirà a persone che ancora non conosciamo, nella consapevolezza che un Paese che può scegliere la propria energia è un Paese più libero di scegliere il proprio futuro”. 

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